Tutti a dirmi cosa (non) devo scrivere…

felipe, 28 novembre 2006 @ 02:03 in *Flame*, News, Politica, pollycoke :).

Oggi ho letto almeno due commenti che in maniera molto pacata e quasi ragionevole mi hanno chiesto di censurarmi: uno mi chiede di non chiamare winzoz¹ un “sistema operativo per perdenti”, l’altro sostiene che scrivendo male di Fedora ne ledo l’immagine (e chi cacchio sono io, il Financial Times?).

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La censura causa cecità

Visto che siamo nel mio blog e questa cosa mi turba un po’, vorrei rispondere in maniera altrettanto pacata e (quasi) ragionevole:

Questo spazio, voglio ricordarlo a chi non lo avesse ben chiaro, non è un servizio di Stato o un Ente sovvenzionato dai contribuenti. Qui non siamo da Vespa e non vale la par-fottuta-condicio. Questo spazio è un diario personale “allargato” in cui ho ancora il diritto di dire come la penso. Ho anche il diritto di esigere che chi legge questo spazio rispetti le mie idee o vada via a cercare altri spazi o a crearsere di suoi, e per fortuna non c’è quasi mai bisogno di ricordare questi punti: oggi su 13.000 visitatori e circa 200 commenti ci sono state solo due note “stonate”:

Chiedere di autocensurarmi non significa rispettare le mie idee

Purtroppo viviamo in un’epoca in cui la libertà d’espressione è soggetta a ricatti di vario tipo, da quelli blandi e sostanzialmente inutili, come quelli che vi ho indicato, fino ad arrivare alla repressione della libertà di espressione degli individui che, per bravura od occasione, hanno facoltà di influenzare altre persone e rendersi pericolosi. Abbiamo tutti ben presente esempi eccellenti di giornalisti messi a tacere…

Ovviamente io non sono pericoloso, non sono eccellente e non ho nemmeno tutta questa voglia di influenzare le masse, ma il punto di partenza per arrivare alla negazione di diritti naturali come quello di esprimersi parte esattamente da un’osservazione pacata che suggerisce che “certe cose non devi dirle”. E allora:

Tengo a sottolineare con la massima pacatezza: io continuerò a dire tutto quello che mi passa per la testa.

E giusto per cominciare da adesso, ribadisco:

Winzoz è squallore e noia, come ho già scritto: è un sistema operativo triste e dozzinale… quindi lo reputo un prodotto per perdenti. Qualcuno si offende per questa definizione? Non riesco a pensare a motivi plausibili per cui dovrebbe, ma in ogni caso ne prendo atto e col dovuto rispetto gli consiglio amichevolmente di installare GNU/Linux, oppure di esprimere la sua voce in piena libertà così come faccio io, senza cercare di reprimere nessuno, e magari in un suo spazio. Io non vado in giro nei blog di appassionati di winzoz per dirgli che devono dire meno puttanate su noi pinguini… che restino pure a giocare a guardie e ladri!

Tornando “in casa”… ho scritto che Fedora non mi piace, yum è lento e Red Hat continua a portare avanti alcune scelte che non mi piacciono, non ho scritto invettive affrettate… anzi. In questo spazio ho raccontato dapprima la voglia di provarla, in seguito ho documentato i tentativi fatti e infine ho espresso la mia frustrazione per non riuscire a trovare un modo per convivere con la lentezza di yum.

La reazione è arrivata ovviamente solo con l’ultimo post… ignorando che ho scritto altrove quali cose mi piacciono di Fedora, ed è arrivata con un consiglio sinistro: “Ti prego pero’ nuovamente di pensare a quanto scrivi qui in pubblico”. E perché mai? Se ho voglia di dire/scrivere qualcosa lo faccio, non saranno i toni a metà strada tra il minaccioso e paternale a farmi decidere cosa scrivo!

Benedetto Croce diceva che l’unico modo per raggiungere l’oggettività è quello di essere tutti dichiaratamente soggettivi. Sono d’accordo e invito tutti ad essere estremamente soggettivi. Avete qualcosa da dire? Aprite un vostro blog e cominciate, è semplicissimo!

Ma non venite a dire a me cosa devo/non devo scrivere

PS: Mi scuso di questo post noioso con il 99% “buono” dei lettori, purtroppo ogni tanto bisogna affrontare cose del genere… :-)

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[¹] Qualcuno è infastidito che io scriva “winzoz”? Lo faccio apposta. Da M$ viene solo sozzeria e voglio ricordarlo continuamente.