La mia identità di GNOMEr, in crisi tra mille tentazioni

felipe, 18 maggio 2007 @ 17:54 in Ergonomia, Estetica, Opinioni.
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Continuamente assaltata, com’è giusto che accada per ogni progetto sviluppato in seno alla comunità, l’identità di chi usa GNOME è spesso al centro di tante idee contraddittorie, che a volte portano a contrasti laceranti.

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Esempio di contrasto lacerante

Croce e delizia del software sviluppato da e per la nostra comunità (quanto odio gli anglicismi!) il rapporto tra utenti e sviluppatori è quanto di più stimolante possa esistere (stimolante può essere agevolmente inteso sia in senso positivo che negativo), e questo fa sì che tutto sia continuamente in evoluzione, ma…


Tra queste evoluzioni e rivoluzioni c’è sempre stata l’idea di fondo che GNOME sia inspirato a MacOS, così come KDE a Windows. Non entro in merito di tale idea, anche se probabilmente un minimo di verità ci deve pur essere, tant’è che molto spesso alcune voci di GNOME hanno dichiarato di aver superato Windows in ergonomia, e di puntare adesso a MacOSX.

“Puntare a MacOS” è una frase liberamente interpretabile, ci sono tanti aspetti dell’ottimo MacOSX che potrebbero essere emulati, soprattutto la razionalità coniugata con la gradevolezza e l’ergonomia. Il punto è capire quando l’ispirazione alla teoria “generale” comincia a diventare imitazione spudorata.

Sia ben chiaro che sto parlando in primissima persona: “mi scappa” di fare un po’ il punto della situazione sull’immagine di GNOME che io stesso propago da queste pagine. Se è vero che tanta gente in Italia sta passando a GNOME leggendo pollycoke e appassionandosi per quanto ne parlo, allora mi sento un po’ responsabile di come lo presento.

Vi presento una serie di “tentazioni” e poi una piccola riflessione legata alla costruzione dell’immagine, e alla riconoscibilità di uno stile. Il resto lo lascio come esercizio per il lettore.

La tentazione Menubar

Una delle tentazioni all’interno di GNOME, e anche lo spunto per scrivere questo post, è saltato fuori su OSNews, e tratta delle differenti opinioni sull’opportunità di implementare una Menubar in GNOME, un po’ come avviene in MacOS e in altri sistemi operativi dall’inizio della storia delle interfacce grafiche. Giusto per referenza:

menubar-thu.png
La barra dei menu in alto, tipica di MacOS ma non solo, adesso è anche per GTK+

Come potete vedere da questa immagine presa da un vecchio post (“La menubar di GNOME in funzione!”), non si tratta di niente di trascendentale, semplicemente spostare la barra dei menu dalle singole finestre alla parte superiore dello schermo. Non starò a disquisire su vantaggi e svantaggi che questo comporta.

Io ero, anzi sono un sostenitore di questo cambiamento in GNOME, sarebbe molto interessante vedere come potrebbe modellarsi il mio desktop preferito attorno a questa concezione leggermente diversa di vivere lo spazio della nostra scrivania virtuale. Gli sviluppatori di GNOME non ne vogliono sapere di implementarla. Se volete seguirne le evoluzioni potete farlo a questa pagina.

La tentazione Dock

Un altro aspetto controverso riguarda l’inclusione o meno di una Dockbar in GNOME, sempre sul modello di MacOS, ma anche di altre interfacce meno famose (NeXT?). Anche in questo caso, sono molto incuriosito da una soluzione del genere per GNOME, vedi la categoria “GNOME Dock” e ho anche identificato quello che reputo il progetto migliore da questo punto di vista: Avant Window Navigator.

awn.png
Avant Window Navigator, un clone del Dock di MacOSX per GNOME

Anche qui, continuo ad essere un “fan” di questo approccio che unifica in un solo gradevole elemento le diverse funzionalità necessarie a lanciare (launchbar), gestire (taskbar) e tenere d’occhio (traybar) le applicazioni. In questo caso gli sviluppatori GNOME non si sono nemmeno espressi, visto che nessuno ha avuto la “faccia” di presentare una cosa del genere per l’inclusione nel desktop :D

La tentazione Compiz

Tutti sanno che sono Compiz-dipendente, se non vedo il mio desktop come un piccolo mondo finto-tridimensionale, il cubo rotante e finestre gelatinose mi sento male :D

scale-awn-thu.png

Compiz è stato uno dei software più innovativi per Linux, anche se ha preso a piene mani da progetti preesistenti. Eppure, qualcuno può dire che l’effetto scale non somigli a Exposé di MacOSX? No, perché è uguale. Lo stesso – o quasi – dicasi per l’effetto minimizza/ripristina che richiama fortemente l’animazione

L’identità

Ci sono veramente tante, tantissime altre “tentazioni” che avrei potuto trascrivere (la Deskbar!), ma credo di aver già reso l’idea. È sicuramente giusto recepire le idee altrui e manipolarle. Se vogliamo essere pignoli la menubar non è un’esclusiva di Apple, così come la dockbar non è nata con MacOSX ma risale a vecchi concetti e probabilmente perfino l’effetto Exposé deriva da antichi graffiti trovati nelle grotte dei Pirenei e raffiguranti dei cervi e un tasto F12 stilizzato :D

Se vogliamo essere molto pignoli non possiamo non accennare al fatto che in questo campo tutti copiano tutti, pesci grandi e pesci piccoli in uguale misura… Dal momento che non siamo pignoli, però, non posso fare a meno di constatare che stiamo un po’ subendo il fascino del sistema operativo Apple, subendo in maniera sbagliata, ossia copiandolo.

L’epifania

Qualche sera fa si era in pieno clima elettorale qui in Sicilia, e io e un amico discutevamo di politica, costume e società davanti ad una birra. Giusto per referenza, costui è un architetto appassionato di Apple, e ci vado d’accordissimo :)

Ad un certo punto ci hanno portato un pieghevole con le solite stronzate politiche, su cui campeggiava un simbolo che non voglio copiare qui, ma ne riporto l’effetto grafico, modificando il logo di pollycoke:

header2-specchio.png

Lui ha guardato il logo realizzato con quel comunissimo effetto specchio e qualche ombra e ha detto:

guarda, ormai si sono lanciati, pure l’effetto Apple!

Per lui, e non solo per lui, l’identificazione è stata immediata. Non dico che adesso le rifrazioni siano un appannaggio esclusivo di Apple, ma l’ispirazione da design “cool” c’è tutta, e in certi ambienti la cosa è recepita così, e ciò non mi stupisce per niente.

Cosa direbbe se gli mostrassi il mio desktop GNOME? Io lo so già :/

Le conclusioni

Sono a carico del destinatario