Juk4: il lettore audio per KDE4

felipe, 26 ottobre 2007 @ 21:09 in Ergonomia, Estetica, News, Recensioni.
Etichette: , , ,

Una delle cose più interessanti che sto notando nell’uso quotidiano di KDE4 è l’impatto tutto nuovo che hanno applicazioni esistenti da tempo, come ad esempio Kwrite o l’applicazione protagonista di questo post, Juk:

juk4svn-tn.jpg
I Quantic Soul Orchestra sono semplicemente il top del latin funky… ascoltateli!

Juk (da Jukebox) è sempre stato un lettore audio per KDE4 senza eccessive pretese o particolari caratteristiche di spicco, e la versione attualmente installabile da svn non si discosta molto da questa definizione, anche se nel contesto di KDE4 è tutta una nuova musica¹!


Sto apprezzando l’interfaccia chiara e pulita (come la famosa bevanda) con cui vengono visualizzati i brani nella collezione e le informazioni ad essi relative. Con la stessa naturalezza sono accessibili i comandi con cui possiamo compiere le varie azioni come: creare una nuova collezione, masterizzare dei brani su supporto ottico, gestire le scalette, ordinare una pizza a domicilio ecc ecc.

jukproperties.jpg

Razionale e utile anche il “tagger” integrato, che una volta abilitato dal menu “Visualizza” appare proprio sotto la lista dei brani in esecuzione:

juktagger.jpg
In realtà mi piacerebbe se occupasse un po’ meno spazio orizzontale il campo dei commenti (qui l’ho dovuto “tagliare”)

Una cosa interessante è che non esiste alcun “configuratore” per Juk. Tutto ciò che l’app offre lo si abilita/disabilita dal menu principale. In questo, Juk si fa forte dell’integrazione con KDE: niente scelta di backend audio o cose del genere. Lo si nota soprattutto rispetto ad Amarok, che ha uno stile completamente diverso e deve essere obbligatoriamente personalizzato prima di essere usato… per scelte di design.

A proposito di scelte di design, devo dire che una delle cose più belle al primo avvio di Juk è la finestra di dialogo che chiede all’utente semplicemente di specificare la cartella in cui si trova la musica sul nostro PC. Una volta compiuto questo passo parte l’indicizzazione e non bisogna più toccare niente.

juk1st.jpg

Juk si occupa di indicizzare anche eventuali successive aggiunte di file audio in quella cartella (o sottocartelle), ma solo al riavvio. Qui mi sarebbe piaciuta molto l’integrazione con nepomuk e quel database centralizzato e condiviso da tutte le applicazioni che è un po’ una piccola ossessione. Occasione rinviata, spero.

C’è anche un aspetto che non mi piace per niente, forse dovuto allo stato attuale di beta: al primo avvio bisogna necessariamente eliminare dalla vista principale gran parte delle colonne che mostrano informazioni sui file audio. Date un occhio voi stessi:

jukcolonne.jpg
Davvero troppe informazioni, ovviamente illeggibili…

Si tratta di un dettaglio che sembrerebbe trascurabile, ma se ci riflettete lo snellimento da voci praticamente inutili come “filename”, “bitrate”, “genere”, “anno”, “commento”… è un’operazione che dovrà fare ogni utente di Juk. Perché non offrire una vista più sobria? Perfino Amarok mostra meno info. L’ideale per me sarebbe: “numero traccia”, “artista”, “album”, “titolo”, “lunghezza”, più o meno come ho effettivamente impostato.

Chiudo questa piccola presentazione con un appello. Non mi aspetto che venga per forza accolto ma mi piace fare da eco a quello che mi è stato detto da alcuni dev italiani di KDE. Non tutti i moduli possono ricevere la stessa attenzione, non tutte le applicazioni possono godere della stessa pulizia. Juk rientra un po’ tra le applicazioni che meno beneficiano di attenzione. Peccato! Se pensate di poter essere utili fatevi avanti e date una mano.

Oltre alle colonne incasinate e al tagger con le dimensioni perfezionabili che ho esplicitato nelle immagini, sono certo che ci devono essere tante altre aree di miglioramento con relativamente poco sforzo, e stiamo parlando sempre di un’app di KDE Base, quale migliore occasione per contribuire? ;)

In conclusione ritengo che Juk, pur derivando da KDE3, sarà una di quelle applicazioni che faranno la differenza in KDE4, e che secondo me ne riassumono un po’ l’evoluzione e rivoluzione. Sono troppo un filosofo.


[¹] Scusate -.-