Gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano
felipe, 16 giugno 2008 @ 15:44 in Musica.
Etichette: Acrostico, Folk, Jazz, Prog

In una delle recenti discussioni qui su pollycoke un commento ha richiamato la mia attenzione in modo subdolo e subliminale, tanto che (come spesso mi accade) mi sono lasciato conquistare da ciò che mi suggeriva senza nemmeno badare a cosa ci fosse scritto… Alcuni miei strambi collegamenti sinaptici partoriscono associazioni di idee che stupiscono anche me per la loro inconsistenza :)
Quasi sempre i miei estraneamenti hanno a che fare con il mio stupendo vissuto musicale. Spero che a qualcuno di voi questo abbia fatto il mio stesso effetto (mi pregio di avere tanti buongustai tra i lettori) e vi invito ad ascoltate questo brano, s’intitola “Acrostico in memoria di Laio”. Chi non lo conoscesse potrebbe scoprire quanto di meglio la scena musicale italiana abbia prodotto negli ultimi decenni.
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Fallo alato… Parapilla
Fantasma inconscio dell’impossibilità
del desiderio maschile
tesoro in cui si esaurisce
L’impotenza infinita della donna
questo membro perduto per sempre
da tutti coloro (Osiride, Adone, Orfeo)
di cui l’ambigua tenerezza della dea madre
deve radunare il corpo frammentato.
Sappiamo infatti quale devastazione
possa provocare una figliazione falsificata
quando la costrizione dell’ambiente
si adopera per sostenerne la menzogna
che possono non essere minori
nel caso in cui, sposando un uomo
la madre della donna da cui ha avuto un figlio,
questi avrà per fratello un bambino, fratello di sua madre.
Ma se in seguito, e il caso non è inventato,
egli viene…
dalla famiglia compassionevole di una figlia,
nata da un precedente matrimonio del padre
si troverà ancora una volta
fratellastro della nuova madre
e si può immaginare la complessità dei sentimenti
con cui aspetterà la nascita di un bambino
che sarà nello stesso tempo
suo fratello e suo nipote.
In questa situazione ripetuta punisci i tuoi genitori.
Un bambino nato tardi da un secondo matrimonio,
la cui giovane madre si trova ad avere
gli stessi anni di un fratello maggiore
e si sa che questo era il caso di Freud.
Ovviamente non si tratta di un ascolto facile o accessibile a tutti, anche se proprio questo album è forse il più “canzonettistico” degli Area, pur mantenendo intatti gli slanci jazz, prog, folk e la sperimentazione tanto imitata ma inimitabile della voce di Demetrio Stratos. Ma perché acrostico, perché Laio? Vi invito a leggere la spiegazione offerta dallo stesso Farinelli Fariselli (uh poverino lo avevo pure evirato, grazie Alessio Degani!).
Gli Area sono un’episodio di assoluta genialità messa al servizio del pubblico gaudio, dai temi politici all’anticipazione per il gusto etnico, dall’eccletismo alla ricerca musicale e letteraria, il loro “1978 gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano” continua ad occupare uno dei primissimi posti della mia personale classifica degli album per cui devo ringraziare di avere un paio di orecchie.
Ma questa non è una recensione, solo un suggerimento :)
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“Ascoltare musica può essere divertente a patto che qualche volta sia imbarazzante” (note a “Vodka cola” – “1978 gli dei se ne vanno e gli arrabbiati restano”, Area.)
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