Permetti, collega?

felipe, 19 giugno 2008 @ 20:30 in Lavoro.
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I ragazzi sono quasi tutti chini sui compiti, qualcuno invoca sommessamente l’aiuto del Signore, altri scribacchiano frasi che inneggiano all’Apocalisse come liberazione ultima, c’è perfino chi tenta di svolgere gli esercizi e chi è già a buon punto. Io faccio da assistente e dispenso consigli sdrammatizzando la tensione. Ad un certo punto il commissario cattivo esce un attimo e al posto suo entra una collega che non è neanche in commissione.

Descrizione completa ed esaustiva della collega, ad uso e consumo del lettore: parla in falsetto. Cioè¹. Io odio chi parla in falsetto, maledizione.

Lei: «Permetti, collega?»
Io: «Beh… Ma certo»
Lei (rivolta alla classe): «Allora ragazzi: collaborate, aiutatevi tra di voi!»
Io: «…»
Lei: «Chi è la più brava? …Antonella², aiuta tutti!»
Io: «Ma… ma…»
Lei: «Dai sù, e per voi lì dietro ho una copia…»

Finisco rapidamente di sgranare gli occhi e le faccio cenno di fermarsi e seguirmi in corridoio, giusto perché mi hanno insegnato che non è bello ricoprire di insulti i propri colleghi di fronte agli alunni. Mi segue. La ricopro della stessa merda di cui indovino piena la sua scatola cranica e la rispedisco in classe intimandole di ristabilire l’ordine, chiaramente perso nella bagarre del tutti-aiutano-tutti e nessuno-capisce-nessuno che si è gioiosamente scatenato. I collaboratori origliano e approvano. I nostri collaboratori approvano sempre quando c’è da litigare.

Aspetto cinque minuti e la seguo. La classe si placa e io torno a fare il mio lavoro, traendo d’impaccio chi ha problemi a capire le tracce, dando qualche dritta discreta e correggendo la valanga di errori-fotocopia causati dall’attimo di isteria collettiva. Un paio di alunni (quelli “voi lì dietro“) a questo punto del tutto disorientati ma, come sempre, dotati di antenne³, mi confidano che la collega nel tentativo di riportare l’ordine nella bolgia da lei scatenata ha spiegato che non si può più copiare perché altrimenti io faccio la spia.

In disparte, le ho ringhiato a bassa voce alcune frasi di disprezzo. Lo stesso ha fatto lei.


[¹] Simpatico intercalare informale e financo casual
[²] Nome testè inventato
[³] Non so come, ma hanno percepito che il mio comportamento era quello “giusto”. Spero lo prendano d’esempio proprio come è successo a me con i miei insegnanti migliori.