TomTom e Linux: creare mappe georeferenziate con Google Maps

felipe, 23 novembre 2008 @ 14:13 in Facili, o quasi :), Guide, Viaggi.
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tomtom map overlayAvevo già pubblicamente gioito dopo l’accidentale scoperta che il mio nuovo navigatore satellitare è basato su Linux e librerie open source (cfr “Anche in auto e nelle oasi naturalistiche… linux :)“). Beh ok, tranne l’ultimo strato: il software di navigazione vero e proprio è proprietario.

In ogni caso il fatto importante è che nonostante manchino software ufficiali, Tom Tom e Linux comunicano alla perfezione, ed ecco un esempio felipesco di come sfrutto questa possibilità per fini pratici molto interessanti ;)

In questa mini-guida spiegherò come usare un TomTom assieme a comunissime mappe prese da Google Maps, per ottenere qualcosa come ciò che vedete nell’immagine in apertura, ossia fotografie satellitari del percorso che si segue. Il tutto senza creare mappe georeferenziate ECW, conoscere nel dettaglio i vari tipi di proiezione geografica in uso nel mondo o altri esoterismi simili – chi ci ha già sbattuto il grugno può capirmi – ma usando semplici file di testo ;)

Interessante, eh? Soprattutto se considerate che in questo modo abbiamo una versione rudimentale ma perfettamente funzionante di ciò che si può ottenere solo sborsando cifre abbastanza alte e fornendosi di PC portatile, ricevitore GPS esterno, software dedicati tipo OziExplorer (solo per Windows), mappe georeferenziate e magari fotorealistiche (introvabili)… Insomma tutto un altro (scomodo) mondo, e noi non abbiamo certo intenzione di pianificare un viaggio nei deserti tunisini.

Oppure sì? :-P

Introduzione generale

Tanto per essere chiari nei confronti di chi non usa questi navigatori satellitari, ecco come appare una normale vista “Scorri Mappa” su un TomTom, senza usare questa guida:

Una comune mappa vettoriale, abbastanza chiara se ci si trova in una città, come nel caso mostrato qui sopra, ma decisamente inutile se ad esempio vi trovate nella situazione dell’immagine di apertura (nel bel mezzo della boscaglia del Parco dei Nebrodi, N.d.felipe) e se in generale ambite ad usare il TomTom per esplorare itinerari appena un po’ fuoristrada. Senza un’immagine fotorealistica non sarete mai in grado di identificare se un itinerario è percorribile o se esistono strade secondarie non ancora mappate nella cartografia del navigatore.

Bene, adesso arrivano le buone notizie (documentazione ufficiale TomTom). Non tutti sanno che nei banalissimi dispositivi TomTom ONE (e modelli simili) è supportato l’uso facoltativo di immagini sovrapponibili alle mappe vettoriali. Non solo: queste mappe così create sono capaci di convivere con i nostri Punti Di Interesse (PDI, detti anche POI – Points Of Interest) e/o Preferiti. Questo significa che possiamo usare il nostro fido TomTom non solo su strada, ma anche per fare escursioni fuori dai tracciati civili, prendendo il massimo di tutte le tecnologie con il minimo sforzo:

  • Non serve creare mappe georeferenziate ECW o altri formati assurdi per cui sono necessari applicativi per Windows spesso costosi, carte spesso altrettanto costose e conoscenze inutilmente approfondite per i nostri scopi.
  • Si possono appunto usare mappe fotografiche satellitari di Google Maps, Google Earth o qualsiasi altro tipo di mappa a nostra scelta, molto più leggibili e immediate delle famose IGM (quelle tipiche carte in bianco e nero piene di punti, triangoli, trattini, curve e altri segni incomprensibili ai comuni mortali).
  • Si visualizzano agevolmente tracciati, PDI e Preferiti che si possono aggiungere per delimitare e rendere più chiara l’area dell’escursione. Ad esempio per indicare un rifugio/trattoria/agriturismo in cui trascorrere una pausa pranzo.
  • Si possono importare tracciati wpt da OziExplorer, KML da Google Earth e da una marea di altri formati convertibili per uso sul TomTom. Chi ha avuto a che fare con queste mostruosità sa a cosa mi riferisco, chi non sapesse di che diamine sto parlando stia tranquillo perché non servirà niente di tutto questo ;)

Ho già sperimentato sul campo questa soluzione, esplorando con Crudi e un paio di amici proprio l’Oasi di Ponte Barca (e dintorni) di cui vi avevo parlato tempo fa. A proposito di quella esplorazione, questa è una foto che mi sento di condividere, perché da anni volevo vedere questa spettacolare costruzione lasciataci in eredità dagli arabi in Sicilia, il Ponte dei Saraceni:

Sorge maestoso ed imponente in mezzo al nulla più assoluto, collegando due sponde del “fiume” (una volta, adesso è un rigagnolo) Simeto che al giorno d’oggi non portano da nessuna parte ma che al tempo in cui la Sicilia doveva essere un paradiso terrestre governato dagli arabi, presumibilmente era un crocevia importante. Beh la finisco prima di commuovermi. Tornando alla parte più geek, la comodità di tutto ciò è stata:

  • Farsi guidare dal TomTom fino al punto più vicino al primo PDI, ossia un bivio di una strada provinciale che ad un certo punto porta al nulla, l’inizio dell’oasi.
  • Proseguire facendosi guidare dal proprio istinto ma tenendo come preciso riferimento una spettacolare veduta dall’alto del terreno in cui ci trovavamo, avendo sempre disponibile la mappa fotografica sincronizzata via GPS con la mia posizione reale.
  • Poter calcolare la distanza approssimativa da un PDI all’altro e trovare riscontro visivo nella mappa fotografica.
  • Farsi suggerire al volo eventuali varianti (TomTom conosce moltissime strade sterrate) in caso di stronzissimi sbarramenti…
  • Usare per tutte queste funzioni un unico dispositivo dalle dimensioni ridotte.

Per fare tutto ciò avremo bisogno di due sole cose: una foto dall’alto della zona che vogliamo esplorare e un file di testo che ne descriva alcuni parametri essenziali.

Passo 1 – Creare una mappa

Per creare una mappa per il TomTom basta usare Google Earth, Google Maps o qualsiasi altra soluzione simile in grado di produrre una mappa geografica (può andare bene perfino una scansione digitale di mappe in cartaceo): esistono infiniti metodi più o meno (s)comodi. L’essenziale è che la mappa sia di dimensioni ragionevoli: la doc ufficiale parla di un massimo di 2040×2040 pixel ma nel mio dispositivo bloccano tutto, funzionano bene ~750x~750 pixel; inoltre dobbiamo essere in grado di definire le coordinate di due punti: l’angolo a sinistra in alto e l’angolo a destra in basso.

In Google Earth esiste la possibilità di avere per ogni mappa visualizzata le coordinate dei due punti che ci interessano, direttamente dal programma, ma non l’ho usato e non posso farvi indicazioni in merito. Invece usando le API di Google Maps è possibile ottenere esattamente le informazioni necessarie con il minimo sforzo usando una semplice interfaccia web che ho modificato a partire da quella proposta da elsewhere (se ne scovate altri simili fate sapere!). La trovate qui: “Crea mappa georeferenziata per TomTom, con Latitudine e Longitudine“.

Basta cliccare su un punto qualsiasi di quella mappa per vedere spuntare un segnaposto, una volta cliccato farà apparire un tipico fumetto contenente longitudine e latitudine. Una volta individuata l’area che vogliamo “fotografare” a noi servono sono solo due punti che segnano l’angolo in alto a sinistra e l’angolo in basso a destra, come già detto. Qualcosa del genere:

TomTom Google Maps Georeference - Pollycoke :)

Quei due segnaposto possono essere cliccati per ottenere le informazioni che ci servono. Per ottenere la “foto” basta premere il tasto Print Screen o usare un programma apposito, poi bisogna ritagliarla con GIMP o un qualsiasi altro programma di grafica che offra la funzione “ritaglia”. Ovviamente nel ritagliare dobbiamo essere bravi a far coincidere gli angoli esattamente con l’estremità dei piedini di quei segnaposto. Salvare come JPG (sono supportati anche altri formati come GIF e PNG).

NB: queste informazioni, insieme a “Salvare mappe di Google come png, con Firefox” e a “Ctrl -” possono essere utili per ottenere mappe geografiche satellitari particolareggiate anche molto grandi. L’unica limitazione è la potenza del vostro PC ;)

Finito!

Passo 2 – Creare un corrispettivo file .sat

Facciamo finta che abbiate chiamato l’immagine di prima: “nebrodi.jpg” e che abbiate già salvato le due coppie di valori (latitudine e longitudine) dei due angoli. Adesso dovrete creare un file chiamato “nebrodi.sat” e scriverci dentro queste informazioni:

nebrodi.jpg - il nome dell'immagine (va bene anche solo un "-")
14.234997 - longitudine del punto in alto a sinistra
37.532960 - latitudine del punto in alto a sinistra
14.544997 - longitudine del punto in basso a destra
37.889960 - latitudine del punto in basso a destra
0 - zoom minimo in cui è disponibile la foto sovrapposta alla mappa
1000 - zoom massimo in cui è disponibile la foto sovrapposta alla mappa
650 - larghezza in pixel dell'immagine
540 - altezza in pixel dell'immagine

NB: ho messo dei valori a caz… “inventati”, non copiateli ;) Salvate il file di testo.

Passo 3 – Posizionare i file nel Tom Tom

Collegate il vostro TomTom al computer. Il vostro file manager, Nautilus o Dolphin, dovrebbe automaticamente mostrarvene il contenuto. Create una cartella denominata “raster” in cui inserirete i due file: immagine .jpg e descrizione .sat. È tutto quello che c’era da fare!

Utilizzo

Accendete il vostro TomTom, dal menu scegliete la voce “Scorri Mappa”, posizionatevi nel luogo che avete fotografato trascinando direttamente la mappa sul touch screen, zoomate fino a rivelare la fotografia e buon divertimento!

Google Maps non permette la distribuzione delle mappe che create in questo modo, altrimenti avrei messo a disposizione i file che ho creato io, ma mi sembra che la procedura sia abbastanza semplice. Buone esplorazioni ;)