Nasce KDE 4.2, ecco perché non è ancora «pronto»
felipe, 28 gennaio 2009 @ 13:24 in News, Recensioni, Risponde pollycoke :).
Etichette: Amarok, Apple, GNOME, K3B, KDE, Nepomuk, Nokia, nVidia, Plasma, Qt, Raptor

Nasce KDE 4.2, gioite!
Prima di tutto voglio esprimere il mio GRAZIE agli sviluppatori. Secondo il mio per nulla modesto parere, questa 4.2 è una fantastica versione e un grande punto di svolta per KDE. L’ho anticipato tante volte e lo confermo oggi. Considero, e non sono l’unico, quella uscita oggi come la vera «4.0» di un anno fa che tanto fece disperare alcuni :)
KDE ha avuto un anno di polemiche e di critiche costruttive, di attenzioni e di abbandoni più o meno eccellenti, ma una cosa è certa: è cresciuto notevolmente! Se paragonate solo visivamente la totalmente improponibile KDE 4.0 con la splendida visita guidata a KDE 4.2 capirete di cosa parlo. Miglioramenti su tutti i fronti, dalle applicazioni finali allo stile grafico Oxygen, dagli stabili framework alle sperimentazioni ancora in corso di Plasma. Tutto molto eccitante.
Esempi di personalizzazione di Plasma
La cosa che forse reputo più eccitante in assoluto, più del rilascio stesso, è la possibilità di veder crescere un progetto come KDE in un momento così critico come questo che sta vivendo negli ultimi anni di rivoluzione. Il mio messaggio insomma è: «giotite per questa 4.2 ma gioite ancora di più per l’opportunità di seguire il cammino di KDE». E viaggiando su questa scia di amore adesso vi spiego perché dopo tutto non reputo KDE 4.2 ancora «pronto».
«Pronto» per chi?
Ecco, definiamo prima in cosa consiste il concetto di «pronto». Ovviamente io lo uso da sempre, fin da quando è stato possibile compilarlo in una primissima versione amorfa, quindi per me felipe-individuo-che-ama-curiosare-come-un-primate, KDE 4.2 è degnissimo di stare sul mio desktop e accompagnarmi nelle più svariate attività nell’uso del PC. Da anni ormai :)
Però dal momento che – per fortuna? – di felipe amante della sperimentazione ce n’è uno solo, KDE può non essere altrettanto pronto per tutti gli altri, i famosi/famigerati semplici utenti di GNOME o KDE 3 che si chiedono se sia giusto tentare il passaggio da KDE 4. Anzi, che mi chiedono.
«Felipe, mi consigli di passare a KDE 4?»
Questa domanda mi viene posta con una frequenza sempre crescente. Mi arrivano sempre più spesso mail in cui mi si chiede più o meno esplicitamente di indicare una scelta… a gente che nemmeno conosco :)
La gestione delle finestre di KWin in KDE 4.2
Mi piace moltissimo essere preso in considerazione come possibile conoscitore di risposte universali e potrei anche tentare di fare il guru della situazione che dispensa consigli, ma purtroppo ho l’impressione che creerei solo utenti insoddisfatti e inferociti se consigliassi a tutti il passaggio indiscriminato a KDE 41. Preferisco tenere un profilo basso.
Quindi ognuno scelga con la propria testa e anzi per evitarmi rogne sappiate che se chiedete a me, utente straconvinto di KDE 4, la mia risposta sarà di non imitarmi e non passare ancora a questo ambiente in divenire. Tenetevi il vostro ultraminimalista GNOME o il vostro ultrafunzionale KDE 3, finché non sarà davvero giunta l’ora per tutti di fare il salto.
Ecco cosa manca
Per i più esperienti: immaginate questo KDE 4.2 come le primissime versioni di GNOME 2, quando cioè GNOME venne rinnovato in profondità e con un colpo di spugna venne deciso per lui un corso totalmente differente dalle prime confusionarie versioni 1.*. Ricordate l’aspetto triste e desolato di GNOME 2.0? In passato avevo scritto che GNOME divenne realmente usabile con la versione 2.8 inclusa in Ubuntu 4.10, il che equivarrebbe grosso modo a KDE 4.4 (cfr “KDE 4.1 è qui, ecco il mio saluto“).
Beh prendete quello che è successo al progetto GNOME quasi dieci anni fa ormai, moltiplicatelo per la vastità di intenti di KDE e per le nuove sfide nate nel frattempo e otterrete un’idea di cosa ha passato e sta ancora passando l’intero ecosistema del draghetto:
- La riscrittura di Qt, il toolkit per KDE è in qualche modo ancora in corso. Aspettiamo tutti le Qt 4.5 per una serie di caratteristiche largamente anticipate dagli sviluppatori e molto attese dagli utenti. Solo da poco si cominciano a vedere i risultati del lavoro indipendente e più o meno concertato di KDE, Nokia, Nvidia, Apple e molti altri che alla fine dovrebbe garantire a KDE stabilità, prestazioni e funzionalità.
- Non fanno strettamente parte di KDE, ma la riscrittura di molte delle applicazioni più famose per KDE non è ancora un processo completato. Alcuni team hanno cercato di buttare fuori una prima versione stabile per KDE (vedi il lettore multimediale Amarok), altri sono in uno stato di attesa (come il masterizzatore libero per eccellenza: K3B) o di lavoro frenetico (il gestore di foto e album fotografici Digikam). Esistono e funzionano le vecchie versioni Qt3, ma KDE ha bisogno di queste applicazioni in versioni aggiornateper sfruttare non solo l’aspetto e l’integrazione estetica, ma anche cose più importanti come Phonon e Solid, rispettivamente i framework multimediale e per la gestione dell’hardware.
- Nepomuk-KDE, il tanto sbandierato desktop semantico non è ancora pronto, ultimamente non ci si è lavorato granchè e sfortunatamente non ci sono segni immediati di una ripresa nel suo sviluppo. Strigi (l’indicizzatore dei file) sembrava essere stato resuscitato ma non ho più notizie. Soprano (il raccoglitore di metadati) si basa su backend o troppo lenti o troppo proprietari (sesame2 non può essere distribuito con Ubuntu). Dolphin e le altre applicazioni comprensibilmente stentano ad adottare qualcosa che non è ancora definita. Peccato, perché questa sarebbe una delle tecnologie più interessanti di KDE in assoluto.
- Il menu del desktop di KDE non è ancora lontanamente pronto. Che si chiami Raptor o Kickoff o Lancelot o in qualsiasi altro modo, non fa differenza. Abbiamo recepito tutti il messaggio dato dagli sviluppatori che l’attuale sistema, un port del vecchio Kickoff di OpenSuse da Qt3 a Qt4 era una soluzione temporanea. Dopo un anno la soluzione comincia a non sembrare più così temporanea… Sembra che ci sia un gruppo di sviluppatori italiani che è disposta ad investire in Raptor, teniamo le loro speranze in loro!
- Dulcis in fundo: il desktop vero e proprio. Plasma non è ancora Plasma. Seguo con estremo interesse le idee che stanno alla base del nuovo desktop fin dal defunto progetto Appeal, che doveva segnare le linee guida per tutto KDE e in particolare per Plasma. Credo che questo punto meriti un articolo tutto suo ma citerò brevemente le aree di interesse: aspetto poco originale, funzionalità incomplete, scelte impopolari… insomma c’è ancora da lavorare ;)
Tutti questi punti sono di fondamentale importanza e sono ovviamente coinvolti nel bel mezzo di un processo che ci porterà in un tempo non lontano ad avere un desktop che sarà finalmente funzionale al 100% (altro che feature parity con KDE 3!), e si spera anche più ergonomico ed intuitivo per tutti ;)
Conclusioni
Una cosa è certa: da oggi con questa 4.2 è finito il momento (necessario, per carità) di lamentarsi di quanto è stata difficile la transizione a KDE 4. Adesso che la transizione vera e propria è effettuata e le principali tecnologie stanno in piedi da sole, siamo entrati nell’ancora più difficile momento in cui bisogna rifinire e raffinare tutto l’enorme potenziale di questo desktop per raggiungere qualcosa che già intravedo molto simile alla perfezione.
Il lavoro è davvero tanto ma ad affrontarlo c’è un team motivato e iperattivo. Se vi state chiedendo una scadenza… nessuno può saperlo. Giusto per giocare potrei dire che a questo ritmo potrebbe accadere entro un anno o forse anche meno. Quindi altre due versioni. Quindi beh, KDE 4.4?
CVD :D
Note alla pagina:
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