KDE 4.3 non è ancora *ancora* pronto

felipe, 13 agosto 2009 @ 15:11 in News, Opinioni, Recensioni.
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Questo articolo segue un filo conduttore iniziato con “KDE 4.1 è qui, ecco il mio saluto” e proseguito con “Nasce KDE 4.2, ecco perché non è ancora «pronto»“, a cui mi riallaccio esplicitamente fin dal titolo. Lungi dal voler dimostrare nulla, uso KDE 4 fin dai suoi primi vagiti e ad ogni nuova versione continuo a chiedermi se un normale utilizzatore di computer possa finalmente trovarsivicivisi bene.

Voglio dedicare un minuto per celebrare la mole impressionante di lavoro e di impegno profuso su KDE 4.3, la nuova versione recentemente rilasciata, da parte di artisti, programmatori, agitatori di folle, scopritori di talenti e insomma tutto lo sterminato team che contribuisce al progetto. Il fatto che il mio giudizio su quello che hanno ottenuto continui ad essere negativo non implica minimamente che svaluti il loro prezioso impegno.

Installare KDE 4.3

Con la tipica velocità a cui siamo ormai abituati, tutti i principali distributori hanno tempestivamente creato pacchetti per installare con facilità KDE 4.3. Se usate Ubuntu/Kubuntu, potete aggiungere questa riga APT tra le fonti di software di terze parti (in Synaptic):

deb http://ppa.launchpad.net/kubuntu-ppa/backports/ubuntu jaunty main

Una volta aggiornato potrete installare tutti i pacchetti di KDE (per una sessione minimale basta kdebase-workspace). Direi che da questo punto dello sviluppo possiamo solennemente dichiarare inutile seguire lo sviluppo compilando KDE come facevamo fino a qualche tempo fa (cfr “KDE 4.2svn per Ubuntu Intrepid, in un paio d’ore ;)”) e che i pacchetti precompilati siano più che sufficienti.

È un bel segnale anche questo ;)

Che novità ci sono?

Tante… molto tante. Tanterrime. Viene una specie di vertigine quando ci si affaccia all’abisso di novità e cambiamenti introdotti con questa nuova versione, anche se non tutti sono visibili dall’utente.

kde 4.3.0 desktop

Nuovo tema, aggiornamenti alle applicazioni di base, migliorie alle varie componenti infrastrutturali, ottimizzazioni, snellimenti, razionalizzazione diffusa e profusa un po’ a tutti i livelli, completamento di caratteristiche, introduzione di funzionalità, consolidamento di altre… Giusto per avere una panoramica, ecco il video dimostrativo ufficiale:

Se volete avere un’idea più dettagliata – a partire da “Air”, il nuovo tema grafico per Plasma – sciroppatevi il corposo ma gradevole Changelog visuale di KDE 4.3. Perfino nella redazione della lista delle novità si nota un impegno, un lavoro e una dedizione non indifferenti.

Che novità *non* ci sono?

Fin qui il mio modestissimo tributo all’impegno del gruppo di sviluppo, ma ovviamente non sono tutte rose e fiori altrimenti non avrei scritto che KDE 4.3 non è ancora *ancora* pronto. Se dovessi esprimere in maniera ultra-sintetica il mio punto di vista sul perché tutto questo enorme impegno profuso non risulti ancora coerente o disciplinato… beh userei un paragone musicale: manca un direttore d’orchestra.

Questa è la novità che vorrei vedere nel corso dello sviluppo di KDE 4.4. Aaron “morto un papa” Seigo ha svolto egregiamente il suo lavoro fino a KDE 3.99, poi invece di intestardirsi alla guida di un team con cui non ha più saputo empatizzare – a partire dal giorno stesso del rilascio di KDE 4.0 – avrebbe dovuto a mio avviso ritirarsi a vita bucolica e cedere la guida ad un nuovo leader. Che però non mi sembra di scorgere nel panorama KDE.

Per mostrare cosa intendo con “mancanza di un direttore d’orchestra”, ecco la breve rassegna “MaCheCazzoÈQuesto”.

MaCheCazzoÈQuesto

La rassegna MaCheCazzoÈQuesto per KDE 4.3 è nata nei miei primi cinque minuti di utilizzo di KDE 4.3, appunto per mostrare cosa intendo per mancanza di un direttore d’orchestra, cioè della figura che usa le bacchette non per mangiare il sushi ma per coordinare gli sforzi di un gruppo di individui:

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Non so perché spesso mi appaiano comandi doppi nell’infame “coso” Cashew, anzi non so perché le aspre critiche ricevute a riguardo, anche interne al progetto KDE, non abbiano portato alla sua eliminazione in toto.

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Come al solito purtroppo le dimensioni predefinite delle applicazioni KDE sono “sballate”, perfino nelle componenti più essenziali e usate di Plasma. Qui il dialogo per aggiungere plasmoidi, nelle sue strane dimensioni (più stretto e allungato di come suggerisce l’idea di lista a colonne): notare “Application Launch…” che sembrerebbe così ripetuto due volte.

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L’ncompleta pseudo-ZUI merita il rafforzativo “MaCheSTRACazzoÈQuesto” e rende al meglio l’idea di quanto sia urgente la supervisione di qualcuno che noti queste brutture e abbia il giusto peso per porle come priorità assolute. Gli spazi sono sprecati in maniera quasi scientifica, la configurazione predefinita con quattro attività inspiegabilmente non rientra nel desktop e bisogna spostare le attività trascinandole (!), i comandi appaiono e scompaiono muovendoci sopra il cursore… e tra le altre cose il tutto porta sempre inevitabilmente al crash di Plasma. Sconforto.

Ho scelto di includere solo pochissimi esempi lampanti relativi a Plasma, ma se usate KDE 4.3 come me, vi invito a trovarne molti di più nelle applicazioni di base. Odio il nome “ottimizzatore”, ma è quello che serve con urgenza a KDE.

KDE 4.3 non è ancora *ancora* pronto

Bene, ho scelto di cominciare con due opposti: da una parte un dovuto elogio all’impegno del team e dall’altro una breve ma impietosa carrellata su evidenti problemi presenti in elementi essenziali di Plasma (il cuore di KDE 4). Detto questo, ricordo che mi allaccio sempre a “Nasce KDE 4.2, ecco perché non è ancora «pronto»“, dunque ecco una panoramica aggiornata di quei cinque punti che avevo espresso come fondamentali per giudicare KDE “pronto”:

  • Qt – siamo ormai alla versione 4.5.2 e possiamo dire di essere di fronte ad una delle librerie grafiche multipiattaforma più complete ed interessanti dell’intero panorama. Voglio però estendere questo punto anche alle KDELibs, perché le responsabilità rimpallano anche tra le une e le altre. Le librerie alla base di KDE soffrono ancora di pesanti problemi di prestazioni, molto meno evidenti con le GTK+ (a parità di hardware). Ridimensionare e spostare finestre, scorrere contenuti e altre operazioni grafiche sono operazioni dolorosamente lente. In realtà parte del problema sia da ricercare a livelli più bassi, ossia Xorg e – nel mio caso – i driver Nvidia, ma è davvero troppo che il discusso Folder View, presente nella configurazione predefinita, si prenda circa un secondo per rispondere ai miei comandi.
  • Applicazioni per KDE – oook, nessuno vi vieta di usare GIMP e Firefox e Brasero e se volete tutto GNOME.. ma se parliamo di applicazioni espressamente scritte per usare librerie KDE siamo ancora messi male. Digikam fa paura (cfr “Digikam 0.10, cronaca di una recensione“) e purtroppo funziona ancora in maniera che potremmo giudicare imprevedibile; Amarok 2 ha talmente tanto deluso gli utenti che esistono repository per installare Amarok 1.4 compilato per le ultime distribuzioni; Konqueror/KHTML diventa sempre più marginale e Konqueror/WebKit sempre più lontano; K3B sarà forse la prima grande applicazione KDE ad essere pronta.
  • Nepomuk-KDE – non funziona ancora, ma a sopresa ci sono buone novità in tal senso, e indicano una tendenza non proprio radicata nel panorama open source: quella di far convergere gli sforzi. I team di Xesam, Tracker, Nepomuk-KDE e altri stanno in qualche modo cercando la cooperazione su più fronti. Purtroppo si parla quasi esclusivamente al futuro. KDE 4.3 può vantare un Dolphin che finalmente ricorda i giudizi (stelline) e le etichette (tag) applicate ai documenti, ma non illudetevi di poter usare il campo di ricerca perché purtroppo Strigi non è ancora completo e non si è trovato un indicizzatore per poter svolgere quella funzionalità decisiva che sta alla base della ormai tanto lungamente sospirata ricerca rapida.
  • Il menu di KDE – dopo anni di Kickoff che doveva essere la soluzione temporanea, mi sa che ci teniamo Kickoff come soluzione definitiva. Fa un po’ schifo a tutti, anche a molti sviluppatori, ma in fin dei conti funziona e ormai è parte integrante da KDE 4.0.
  • Plasma non è ancora Plasma – mi sa che la brevissima rassegna “MaCheCazzoÈQuesto” dica in tre immagini molto più di quanto si possa riassumere a parole.

Tra questi punti immagino che l’attenzione verrà convogliata su Applicazioni, Nepomuk e Plasma, ma una delle aree di miglioramento su cui si investirà maggiormente per KDE 4.4 sarà con ogni probabilità anche la parte “sociale” del desktop, che come si legge nelle note di rilascio ha già fatto un timido accenno con KDE 4.3.

Morale?

Alto

No dai, morale?

“La morale è per i bifolchi” (cit.)

Uff… Conclusioni?

Ok, al di là del titolo, che esprime in estrema sintesi il mio giudizio, ecco la mia conclusione. Fin da tempi non sospetti (cfr “KDE 4.1 è qui, ecco il mio saluto“) ho simbolicamente indicato KDE 4.4 (in uscita tra circa sei mesi) come versione di riferimento per attendersi un KDE che sia al tempo stesso funzionale, attraente, facile.

Voglio giocare duro e non mi smentisco: continuo ad indicare quella che ormai diventa la (pericolosamente vicina) prossima versione di KDE come “momento della verità”. Questa volta però vorrei aggiungere una nota di pathos e ribadisco che quel che serve per arrivare pronti alla scadenza è un nuovo direttore d’orchestra che pensi meno ai propri progetti personali all’interno del desktop, e più agli obiettivi finali e generali. Qualcuno che sia meno uno sviluppatore e più un ottimizzatore, che trovi il consenso in maniera naturale senza sperticarsi in ragionamenti convoluti e senza fare muso duro.

Se dovessi indicare adesso un membro su cui riporre la mia fiducia, in base all’osservazione dei suoi contributi in anni di attività all’interno di KDE, credo che indicherei Celeste Paul.