GNOME 3 Shell, follie e vaneggiamenti
felipe, 30 marzo 2010 @ 02:00 in News, Recensioni.
Etichette: GNOME 3, GNOME Shell
Quello che non molto tempo fa mi sembrava un sonnolento mondo del software libero (cfr “Ma sono solo io o…“), ridiventa meraviglioso e addirittura un po’ caleidoscopico.
GNOME è attualmente attraversato da brividi di follia creativa: non solo di Mark “starchild” Shuttleworth che lo piega alle sue ambizioni (cfr “Ubuntu non è Democrazia: è un Marchio. Sorpresi?“), ma anche di incontri che delineano l’aspetto di questo GNOME 3 “sempre più vicino” (cit grandissimi).
Questo uomo è un folle
Prima di vedere come appare attualmente la GNOME Shell voglio dirvi, io che “amo la follia alla follia”, che costui è un esempio di follia sbrodolona.
Più avanti nell’articolo vi mostro un paio di idee destinate come minimo a far pensare e discutere.
Insomma non vedevo l’ora di tornare proprio per questo! Ho aggiornato la guida “GNOME 3 Shell per Ubuntu, in mezz’ora ;)” e l’ho messa in pratica sulla mia box. Il risultato è qualcosa che sta crescendo anche grazie ad un pizzico di follia :)
Installare GNOME 3 Shell
La guida funziona su Ubuntu 10.4 (Lucid Lynx) Beta 1, non ancora rilasciata. Non garantisco per Karmic, ma se volete segnalare che funziona, fate pure, e anzi sappiate che, come tutte le guide di pollycoke, è patrimonio dell’umanità e rilasciata con licenza GNU FDL, quindi potete modificarla, aggiornarla e migliorarla!
A proposito, esistono vari pacchetti precompilati sia per Karmic che per Lucid che per altre distro, ma al momento non funzionano e in ogni caso a compilare le ultime frescosità c’è più gusto!
Un po’ di chiarezza sulle scadenze
In giro c’è un bel po’ di confusione su quando verrà rilasciata la versione 3.0 di GNOME. Se ricordate, fui tutto contento di annunciare che GNOME 2.30 sarebbe stato rinominato in GNOME 3, riprendendo una dichiarazione più o meno ufficiale del team di GNOME.
Al tempo di quella dichiarazione eravamo alla versione 2.24 di GNOME, c’era dunque un anticipo di circa due anni. Beh, dopo qualche tempo e dopo un po’ di codice devono essersi accorti che il lavoro da fare era forse troppo e il tempo troppo poco, per cui si è cominciato a parlare di GNOME 2.32 per il fatidico rilascio.
Allo stato attuale non c’è una data definitiva, ma viene indicato che GNOME Shell dovrebbe essere rilasciato in settembre 2010.
Settembre 2010 significa GNOME 2.32.
Faccia a faccia con la Shell
Ok, basta con la poesia. Abbiamo installato GNOME Shell, abbiamo sognato date future tenendoci teneramente per mano e adesso l’avviamo, ecco come appare:
Non è molto dissimile dalle altre volte che ne abbiamo parlato, lo ammetto, ma ci sono tanti piccoli particolari e dettagli che cominciano a prendere forma.
Visto a distanza di mesi, il tutto rende molto l’idea di come stia lavorando il team, e cioè senza paura di scartare soluzioni già funzionanti per provarne di nuove o differenti, ed essenzialmente sperimentando in diverse direzioni. Praticamente non sanno che pesci pigliare :D
Si ha un po’ l’impressione che siano troppe direzioni intraprese. Ovviamente chi prova la Shell a questo punto non cerca coerenza nelle varie parti dell’interfaccia, non cerca neanche estrema sensatezza o qualcosa che somigli lontanamente ad un desktop completo.
Una volta cliccato il pulsante in alto a sinistra chiamato “Attività” (funziona anche l’angolo estremo dello schermo) si passa all’ormai consueto e intrigante modo “Attività”. L’intero desktop viene rimpicciolito e incorniciato da una serie di bordi neri, icone, comandi e campi di testo grigio scuro.
Le finestre vengono disposte affiancate in modo da essere tutte visibili contemporaneamente (esatto: Exposé). Appare una barra laterale, anche essa decisamente scura, contenente le icone e i controlli di cui sopra. Su tutto trionfa un sentimento di gioia e spensieratezza sul tema “Un pomeriggio con Dario Argento”. Ma ovviamente chi prova la Shell a questo punto non si aspetta… eccetera eccetera :)
Una cosa che ho notato, a proposito di cambiamenti effettuati senza paura di perdere quel che si è già fatto, è che la gestione dei desktop virtuali è cambiata. In peggio secondo me. Una volta attivato il modo “Attività” i desktop virtuali non vengono più visualizzati tutti contemporaneamente, in maniera simile a quanto accade con il plugin “Wall” di Compiz (esatto: Spaces), ma vengono invece posizionati su una riga verticale da far scorrere con una bella scrollbar rustica (quando ci vuole ci vuole) che ha due compiti precisi: 1) rendere vecchia l’interfaccia e 2) confondere il nuovo utente che vede semplicemente sparire il nuovo desktop virtuale e difficilmente collega la sua sparizione con quella scrollbar appena visibile (ci avete scommesso: grigio scuro su nero).
Forse se vi sforzate riuscite a scorgerli nell’immagine: a guidare il confuso ci sono dei rettangolini piccini picciò, che rappresentano ciascuno un desktop virtuale (in basso al centro). Ho notato anche che i pulsanti “+” e “-” per aggiungere o rimuovere desktop virtuali sono stati notevolmente rimpiccioliti e da stilosi che erano si sono trasformati in un ennesimo esempio di pulsanti inutilmente piccoli (in basso a destra) con un conveniente abbinamento “nero su nero“… Per fortuna ho dieci decimi di vista ma mi viene il sospetto di avere un po’ le dita a banana e che tutti gli altri siano a loro agio nel cliccare pulsanti di 15×10 pixel in schermi di dimensioni sempre più oscenamente generose.

GNOME Shell, Me Menu
Passando a note decisamente più positive, il menu personale continua ad essere un punto fisso nell’esperienza della Shell.
Ricorda un po’ il MeMenu di Ubuntu (o di GNOME?) e anzi non mi dispiacerebbe se tutta l’area in alto a destra prendesse spunto dalla prestigiosità che ha nel nuovo tema di Ubuntu.
Oltre ai pulsanti di presenza online, contiene anche rimandi relativi al proprio profilo, alle impostazioni di sistema e alle opzioni di bloccaggio o spegnimento della macchina. Ah, e un’altra Sidebar che sembra qualcosa di più sperimentale, anche se è presente ormai da parecchio tempo e non ha subito cambiamenti degni di nota.
Follie e vaneggiamenti
Ad essere sincero, dopo tanto tempo mi aspettavo che ci fossero altre novità. Non che non ce ne siano, ma sono diluite in riscritture e cambiamenti che stento a capire, tipo la gestione dei desktop virtuali. Mentre avevo letto di favolose follie e voluttuosi vaneggiamenti:
Infatti se da una parte si nota poca concretezza, c’è da dire che il team GNOME è imbattibile quando si tratta di creare attesa e infatti qualche settimana fa c’è stata una improvvisa attività da parte di quel folle con l’avatar psichedelico che dicevo prima, che si è messo ad annunciare (vi consiglio di scaricare anche il PDF!) di aver pensato a qualcosa che sarebbe stato copiato da Windows e da Apple ecc ecc.
Prima di mostrarvi questa genialata però vi mostro qui a lato la sua bozza animata per GNOME 3. Si può distinguere una global menubar simile a quella resa famosa (non inventata) da Apple, una finestra di Nautilus che grida “THIS IS …SPATIAAAL!” e poi un coso nuovo che lui ha chiamato “Task Pooper” e che sembra avere qualche assonanza con quel che potrebbe fare Zeitgeist da grande.
Ed ecco qui a lato la famosa genialata. Avete presente quando i *pad interpretano un vostro lussurioso sfioramento nella parte a destra come una scrollbar? Ecco, questo concetto immaginatelo esteso anche alla parte superiore, dove un un semplice clicca-e-trascina si avvierebbe l’azione di cliccare su una voce della menubar e aprirla. L’idea sarebbe stata partorita durante l’ Usability Hackfest tenutosi a Londra in Febbraio1 e sembra confermare due cose:
1) Gli hacker di GNOME non hanno paura di sporcarsi le mani;
2) Questa serie di bozze è fermamente incentrata sull’idea della global menubar.
Per il punto 1 non mi pronuncio, per quanto riguarda il 2 so che molti ne saranno felici, e devo dire che anche a me non dispiacerebbe. Se queste idee venissero davvero recepite e tradotte in codice credo che ne vedremmo delle belle ma…
Ahem… settembre 2010?
Imitate con me un laconico accento siciliano e dite: “Settembre troppo viciiino è”.
Note alla pagina:
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