Netrunner: Ubuntu senza Mono (ma con Wine!?)
felipe, 16 aprile 2010 @ 12:30 in Opinioni.
Etichette: Microsoft, Mono, Ubuntu, Wine
Mi sono ritrovato sul sito di questa neonata distribuzione chiamata Netrunner, che non è altro che l’ennesima inutile e dilettantesca derivata di Ubuntu. Già dal suo primo annuncio il team pone come suo principale motivo d’esistere il fatto di essere mono-free, ossia Libera dal Mono (Amen).
Togliendo Mono da Ubuntu si offrirebbe infatti una distribuzione “libera da tecnologia della concorrenza“. Leggendo oltre nell’annuncio scopro anche le solite cose di ogni nuova e inutile derivata, che Netrunner contiene molte applicazioni (esattamente come il 99,9% delle altre distribuzioni esistenti e derivate da Ubuntu) e bla bla bla… e poi che viene con Wine preinstallato. Ha?
Come immaginerete conoscendomi un po’, ritengo Netrunner totalmente inutile e di nessun interesse, però la sua stessa esistenza pone questioni che vale la pena discutere.
Ricorderete “La fine della guerra contro Mono?” (lettura consigliatissima). Un bel po’ di mesi fa, in tempi “non sospetti”, ci siamo decisamente ammorbiditi rispetto alla infinita polemica che gira attorno a Mono, quando Microsoft ha finalmente esteso la Community Promise a parti legalmente critiche di C# e CLI, cosa che comunque non ha impedito a capoccia e legali della FSF di continuare ad ammonire di non usare Mono.
Personalmente tendo ancora a non installare Mono, ma in tutta sincerità non credo che ci siano più motivi urgenti per condurre pulizie etniche. Allo stato attuale (prima del citato annuncio di Microsoft non era così) installare Mono è meno eticamente “compromettente” che installare codec o utilizzare protocolli chiusi. Qualcuno potrebbe dire che i motivi più pericolosi sono potenzialmente quelli meno “urgenti”, ed è vero, ma per fortuna a lungo termine non vedo niente di sospetto e per ora all’orizzonte di GNOME 3 non vedo nuvole tossiche. Chissà, forse anche grazie all’opposizione e alle aspre polemiche a riguardo.
Contraddizioni e distinguo
Mono è – detta in soldoni – l’implementazione di un framework open source compatibile con .NET e basato su specifiche create da Microsoft (i famigerati standard ECMA 334 e 335). Nelle dichiarazioni di Novell, l’azienda che lo sostiene e che ha stipulato secretissimi quanto astrusi1 accordi di non belligeranza con Microsoft, Mono doveva attirare orde di sviluppatori festanti che migravano da Windows a Linux. Così non è stato, e poco importa se poi l’effettiva compatibilità con .NET può essere raggiunta solo usando parti di Mono di dubbissima licenza (ossia WinForms).
Wine è un altro progetto sempre open source, il cui compito consiste nel tradurre al volo le chiamate di sistema per Windows che fanno applicazioni per Windows in altrettante chiamate per Linux, in modo da prendere ad esempio Band in a Box e poterlo avviare in Linux in una specie di emulazione, ma non chiamate Wine un emulatore perché gli sviluppatori ci si incazzano a morte: è solo uno strato di compatibilità con Windows, ossia alla fine un emulatore :D Tutto questo è stato ottenuto senza usare specifiche rese disponibili da Microsoft ma basandosi su un doloroso lavorio di reverse engineering e di notti passate a far andare in crash Band in a Box e migliaia di altre applicazioni. Ovviamente inutile dire che anche in questo caso Microsoft non perda occasione per tirare fuori l’argomento proprietà intellettuale…
Orde di sviluppatori Microsoft convertiti a Linux neanche l’ombra, utenti neppure, ma una cosa che Mono ha portato, grazie ad un IDE ben fatto, alla facilità di C# rispetto a C e a tutta una serie di comodità per gli sviluppatori, è stata una quantità di applicazioni che hanno preso parti centrali nell’esperienza di GNOME, tanto che una (Tomboy) viene distribuita insieme al desktop, che così dipende ufficialmente da Mono già da alcuni rilasci. Altre applicazioni Mono quali Banshee, Docky, l’osannato GNOME Do… sono molto popolari, insomma potete capire che qualcuno (anche in alto nelle sfere della comunità) non vede di buon occhio che tecnologia basata su specifiche altre sia entrata nei cuori degli utenti e del desktop stesso. Specialmente se queste specifiche sono coperte da una Comunity Promise che i legali della FSF non reputano bastevole e specialmente se Microsoft ha un lungo passato e un (lungo?) presente di comportamenti aggressivi fatti di denunce e minacce nei confronti di aziende scomode.
In confronto Wine è solo una piccola (s)comodità per l’utente che cerca disperatamente di utilizzare applicazioni scritte per Windows. Non ha, non può avere e non avrà mai una legittimazione o una lontana parvenza di integrazione nelle fondamenta del desktop o di peso alcuno nelle scelte del team di sviluppo GNOME. Diciamo che è meno “pericoloso”.
Conclusione idiota
Dunque l’assenza di Mono e la presenza di Wine non sono in contraddizione, in quanto tecnologie concettualmente e tecnicamente molto distanti e dalle implicazioni incomparabili. D’altra parte però… dios mio ma con quale faccia tolgono Mono e mettono Wine? :D
Note alla pagina:
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