Recensione di Haiku R1 Alpha 2

felipe, 17 giugno 2010 @ 17:00 in Recensioni.
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Uso (seconda parte)

Haiku - Tracker Haiku - Terminale Haiku - Menu tasto destro Haiku - Menu applicazione

Se vi state chiedendo: Haiku non si basa su Linux (e per fortuna: fa bene avere un po’ di diversità!), non è (ancora) multiutente anche a riguardo se ci sono discussioni in corso (a me sta benissimo la monoutenza). L’organizzazione del filesystem ricorda vagamente una semplificazione di quella unix, con una /dev che contiene di dispositivi e una /boot che si fa carico del resto. Ma l’uso di Haiku tende a scoraggiare l’esplorazione di tali amenità, e in questo risiede parte della magia, per quanto mi riguarda.

Il desktop è organizzato in maniera piuttosto razionale. Ci sono solo alcune icone predefinite, come link alla documentazione e i volumi montati, dal tipico stile un po’ retro che prima o poi vi conquisterà. Il resto è spazio libero: nessun pannello e nessun menu tradizionale, solo un rettangolo in alto a destra, che svolge tutte le principali funzioni dell’interfaccia: menu, barra delle applicazioni, area di notifica.

Vorrei farvi notare che la schermata “About this system”, che vedete qui sopra all’inizio del paragrafo, dice che l’uso di memoria è un pacifico 80MB su 256MB totali. Niente di sconvolgente considerando la semplicità e la snellezza dell’ambiente, ma decisamente non male.

Abuso

Il kernel panic colorato di Haiku

Il kernel panic colorato di Haiku

Ovviamente io essendo felipe e lui essendo Haiku, ci siamo confrontati un po’ su vari fronti dettati dalla mia curiosità e dalla sua discendenza nobile. È vero che non era la prima volta che usavo un clone di BeOS (ho virtualizzato varie volte) ma una volta installato viene spontaneo stressare il sistema a più non posso: abusarne appunto.

Non mi azzardo a generalizzare che Haiku sia più o meno robusto di altri sistemi operativi, dal momento che l’ho utilizzato solo su questo hardware, ma posso dire che in varie situazioni di stress si è comportato egregiamente, mentre mi ha restituito un bel kernel panic quando ho cercato di levargli un pen drive da sotto il culo. Ok “da sotto il culo” potrebbe non essere chiaro per tutti: intendo estrarre fisicamente il pen drive senza prima averlo “smontato”, una specie di sgambetto che provoca appunto la muerte improvvisa di Haiku, ma siamo in fase di Alpha 2 quindi direi che ci sta. Comunque l’obiettivo non era portarlo al crash quanto di trovarne i limiti e auto-convincersi che non è tutt’oro quello che luccica (sì subito tentati di infatuarsene!).

Notare come anche il WSOD del kernel panic di Haiku abbia un certo stile chic :>

Considerazioni su Haiku

Una decina di applicazioni e 110MB di Ram occupata

Una decina di applicazioni e 110MB di Ram occupata

Mi ero ripromesso di aspettare almeno una beta per provarlo, ma è stato più forte di me. Immagino che allo stesso modo, molti di voi saranno stuzzicati da queste immagini (notare qui di fianco: più di una dozzina di applicazioni in esecuzione e sole 110 MB di Ram occupata). So che vorrete provarlo e per questo motivo metto le mani avanti per evitarvi qualsiasi delusione…

Se pensate di poter utilizzare Haiku R1 Alpha 2 come sistema operativo primario o anche secondario siete completamente fuori strada. Se al contrario vi aspettate che sia il solito accrocchio di stravaganze siete ugualmente fuori strada. Il modo migliore per avvicinarsi ad Haiku è quello rispettoso e consapevole dell’eredità che questo piccolo grande sistema operativo raccoglie: quella di BeOS. Sulla storia dello sfortunato quanto glorioso BeOS non voglio dilungarmi oltre, anche perché sul sito di Haiku e Haiku Italia ci sono approfondimenti molto interessanti che stanno lì proprio per essere letti!

Non c’è grande abbondanza di applicazioni – so che questo è a ragione il cruccio primario di molti di voi – ma non siamo assolutamente ai livelli paragonabili con la scarsezza di risorse che caratterizzava GNU/Linux quando era acerbo come Haiku è adesso1. Oltre alla citata compatibilità con applicazioni scritte per BeOS è infatti disponibile un numero di applicazioni recenti e supportate, una tra tutte il browser WebPositive basato su WebKit, e sappiamo tutti che ultimamente basta un browser a fare un sistema operativo, cosa che va decisamente a favore di Haiku. Inoltre – udite udite – le Qt sono state portate ad Haiku, per cui nel parco software avrete la dispobilità di applicazioni Qt, che, vorrei aggiungere, si sposano alla perfezione con l’estetica di Haiku.

Stabilità, supporto hardware, applicazioni, e discorsi pratici a parte, apprezzerete Haiku soprattutto per la personalità e la razionalità di tutto il sistema e a tutti i livelli. Che siate programmatori, appassionati di interfacce, collezionisti di emozioni o semplici curiosi, amerete il senso di coesione e coerenza, così rari in un progetto open source. Certo si può sempre stare a discutere sulla scelta di mantenere in vita un replicante di un sistema operativo tristemente estinto, ma credo che faccia parte del fascino del progetto.

Prima ancora che clone di un ottimo sistema operativo, Haiku è una specie di patrimonio dell’umanità :)

Risorse

Note alla pagina:

  1. Ma ad esempio manca una componente fondamentale per il mio test, che dunque è rimasto un po’ a metà: non c’è ancora supporto a PPPoE! []

Articolo multi-pagina...