MiniTunes per Mac e Linux [7 tappi]

felipe, 2 luglio 2010 @ 00:30 in Recensioni, Troiate del giorno.
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Flavio Tordini sta sviluppando due applicazioni che sento spesso nominare e che viene facile (almeno a me) confondere: Minitunes e Minitube.

Oggi, dopo aver letto la segnalazione di Marco in SocialBox (abbonatevi al Feed RSS!), mi è venuta voglia di provare la prima. Si tratta di un lettore musicale, disponibile per Mac e per Linux, del genere “semplice ma non troppo”. Il progetto è in stato di anteprima dimostrativa, dunque non ne date per scontata la stabilità e/o non affidategli in pasto le vostre preziose collezioni musicali.

Recitata la classica liberatoria devo però dire di non aver avuto alcun problema e di aver approfittato di quella che doveva essere una prova veloce, per fare una recensione preliminare. Ecco cosa fare per installare Minitunes, e anche le mie opinioni a riguardo.

Installazione

Minitunes si basa sulle Qt ed è quindi virtualmente disponibile per ogni piattaforma da esse supportata. Io ho provato la versione di Minitunes per Mac (DMG 20MB), opportunamente denominata “Minitunes Demo”, spronato dalla segnalazione semi-seria di Marco, ma ovviamente su Linux andrà ugualmente bene. Per provare velocemente il pacchetto per Linux si può scaricare il tarball e avviare l’eseguibile una volta scompattato, oppure seguire le indicazioni di Marco per compilare o trovare pacchetti per la vostra distribuzione.

Utilizzo

L’applicazione è molto semplice da usare e decisamente intuitiva. Mi capita spesso di provare software in stato di alpha e quando lo trovo instabile avverto che “è instabile ma considerate che è in via di sviluppo“. Minitunes è sì in via di sviluppo, ma nonostante i rituali e scaramantici avvertimenti di non usarlo con troppa fiducia… beh devo dire che funziona benone! Quindi un punto doppiamente a favore.

Ma andiamo con ordine, ecco le schermate del primo avvio e della veloce indicizzazione della mia libreria musicale. Quella che ho sul Mac è piccola rispetto a quella che avevo su Ubuntu, in compenso quella gigantesca collezione musicale che avevo su Ubuntu mi è stata bruciata in un gesto che possiamo ben definire sconsiderato -.- Ad ogni modo, ecco come si presenta Minitunes appena avviato, sul mio Mac Minchia:

Minitunes - Avvio Minitunes - Avvio

Una volta effettuata l’importazione, Minitunes è pronto per suonare la vostra musica, che vi verrà presentata in una interfaccia divisa in due metà. Lo spazio a sinistra è organizzato in schede ed è riservato ad una griglia interattiva che mostra artisti, album o cartelle: ci si può cliccare per esplorare l’elemento che interessa o interagire con il controllo “play” in sovraimpressione per aggiungerli alla scaletta e suonarli per intero. A destra c’è appunto la playlist. Semplice, no? L’unica ulteriore importante funzionalità è raggiungibile dalla barra degli attrezzi ed è la comoda “Info”, che contiene biografia, copertina, scaletta e testo di ciò che si sta suonando.

Minitunes - Riproduzione Minitunes - Riproduzione

Insomma, tutto molto bello, specie se ascoltate musica cazzutissima come i Fiery Furnaces. Io ci ho cliccato a caso e ovviamente non ho potuto fare a meno di ascoltare tutto l’album, se non lo conoscete vi invidio perché potete scoprire una perla. Anzi vi “allego” la bellissima Quay Cur, vah:

Ringraziamenti, impressioni e consigli di altra musica pornografica sono benvenuti tra i commenti1 :)

Voto: 7 tappi su 10

Normalmente non darei un voto a software in pieno sviluppo e distribuito come demo, o meglio: non darei un voto negativo, mi limiterei a recitare il solito CBCR di buon augurio. In questo caso però, nonostante la giovane età Minitunes invita al confronto ad armi pari con applicazioni molto più famose. Non dico ovviamente che se la batte con iTunes o con il clone libero Rhythmbox, perché sarebbe un’affermazione ridicola, ma se vi serve qualcosa di semplice non avrete nulla di cui pentirvi.

I tre tappi che mancano sono per il design che è un po’ confusionario, con la sua abbondanza di colori e tonalità di grigio e – almeno su Mac – con quelle icone tango che stonano parecchio. In conclusione una piccola grande scoperta!

Note alla pagina:

  1. Il vero scopo di pollycoke è parlare di musica, ormai si è capito :) []