Ubuntu userà Wayland al posto di Xorg. Gli strisciano.
felipe, 5 novembre 2010 @ 13:11 in News, Opinioni.
Etichette: Canonical, Fedora, GNOME, GNOME Shell, Intel, MeeGo, Nokia, Red Hat, Ubuntu, Unity, uTouch, Wayland, Xorg
Mark “Linux ‘R’ Us” Shuttleworth lo ha fatto ancora, così, semplicemente. Prima aveva pianificato di stravolgere l’aspetto di GNOME distribuito con Ubuntu, annunciando non proprio a sorpresa di sostituire la Shell con il progetto Unity di Canonical (cfr “Ubuntu userà Unity anche sul Desktop (C.V.D.)“) e dando così effettivamente vita ad un controverso fork di GNOME.
Non pago, adesso ha pensato bene (post di turycell) di leggere nei miei pensieri e nella roadmap di Nokia e anticipare tutti: farà girare Unity e uTouch (cfr “Ubuntu Unity con uTouch (su tablet Dell)“) non su X.org ma su Wayland. I miei pensieri sono troppo contorti e fuoritema e ve li risparmio, ma la roadmap di Nokia dice che Wayland sarà adottato per MeeGo, l’attesa distribuzione GNU/Linux mobile (cfr “Qt in azione sul server grafico Wayland“).
A questo punto Shuttleworth ha fatto il suo tipico 2+2=5 e ha pensato di adottare Wayland prima possibile. Per me questa coraggiosa decisione ha tutto il senso del mondo, e ora vi dico come e perché.
X.org è vekkio
Ovviamente chiunque sano di mente, perfino un ultramiliardario che nel tempo libero va nello spazio, si farebbe due conti prima di fare un passo così coraggioso e abbandonare Xorg, server grafico storicamente legato alla crescita di Unix e di GNU/Linux.
Da quanto si parla di cercare alternative a X? Praticamente da sempre. I punti di forza di Xorg, l’ultima incarnazione adesso in uso, sono anche le sue debolezze a più livelli: la sua vecchia concezione e il forte orientamento al networking lo rendono un progetto difficile da piegare alle esigenze di un moderno sistema operativo, nonostante si sia tentato in vari modi di aggiornarne le caratteristiche, grazie specialmente a progetti come AIGLX di Red Hat/Fedora.
Tutta questa è fuffa da sviluppatori che non ci interessa troppo e che Shuttleworth liquida con poche frasi: “we don’t believe X is setup to deliver the user experience we want, with super-smooth graphics and effects“. Serve allora qualcosa di più leggero, moderno e che abbia come priorità quella di permettere agli sviluppatori di fornire un ambiente con un’esperienza utente più gratificante con più facilità.
Android è non-standard
Tra i progetti presi in considerazione c’è stato il compositing environment di Android, che però comporterebbe il porting e l’uso di parecchie componenti non standard per una distribuzione GNU/Linux. Ricorderete le guerre a proposito di Android che non è “abbastanza Linux”… beh quelle erano minchiate per chi aveva tempo e fiato da perdere, semmai Android non è abbastanza GNU per essere portato su una distribuzione GNU/Linux.
Lo so che già qualcuno di voi sbavava immaginando il Market di Android su Ubuntu, ma non sarà così e posso condividerne le ragioni.
Wayland è OpenGL, Nokia, ggiovane (e poco supportato)
E veniamo a Wayland. È moderno, è in qualche modo sponsorizzato da Nokia e Intel (cfr ancora “Qt in azione sul server grafico Wayland“), è da poco un progetto di freedesktop1 come segnalato da Nicola Discardi in SocialBox (leggete la sua discussione per un suo commento profetico), è basato su OpenGL e sfrutta tutte le nuove tecnologie come kms e gem buffering, è pensato espressamente per avere come priorità l’esperienza d’uso rispetto alle favolose possibilità che negli anni ’80 rendevano X un progetto ambizioso e intrigante. Insomma era l’unica scelta sensata.
In ogni caso, dice Shuttleworth, la continuità sarà assicurata tramite uno strato di compatibilità2 che permetterà di utilizzare le applicazioni per X. Il problema semmai è un altro: chiunque ha attualmente bisogno di usare driver proprietari dovrà aspettare che i produttori rilascino i sorgenti dei loro tessori, oppure che i driver liberi esistenti ricevano ulteriore spinta propulsiva, magari anche grazie a questa mossa.
C’è Ubuntu. E poi c’è tutto il resto.
Si profila insomma una grossa sfida per Canonical. Sarà molto interessante seguirne gli sviluppi, sperando che le coraggiose intuizioni di Shuttleworth trovino sostegno e seguito. Da parte mia applaudo, seguo e sostengo che c’è da essere moderatamente ottimisti, anche perché dietro Wayland dovrebbe appunto esserci Nokia, che lavorando al suo MeeGo lavorerà anche per Ubuntu.
Si profila così anche una situazione molto ben definita, in cui Ubuntu non sarà semplicemente la distribuzione più usata solo perché sul desktop c’erano le modelle nude3 . Ubuntu cresce e si apre a nuove sfide che la differenzieranno da tutte le altre distribuzioni, poco importa se questo comporterà i guaiti degli irriducibili avversatori di Ubuntu a tutti i costi: aspettavamo tutti il giorno in cui Canonical avrebbe cominciato a produrre qualcosa di tangibile invece del solito reimpacchettare che fanno tutti gli altri distributori, e beh, eccolo qua.
E chi non potrà o non vorrà seguire Ubuntu? Beh ci sono sempre le altre diecimila distribuzioni. Tra i vari commenti letti riguardo a questa notizia ad esempio, ho visto emergere la sempre stimolante contrapposizione con Fedora. È un dato di fatto: chi vorrà utilizzare uno GNOME più “upstream” con GNOME Shell e rimanere con i piedi per terra, magari perché vincolato dai driver proprietari di X, potrà sempre scegliere la distribuzione di Red Hat, un nome storico che alla luce di queste novità assume ancora più importanza e ragione d’esistere.
Ecco, è indicativo che sia Shuttleworth a definire la strategia di Fedora. Per differenza.
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