SocialBox, abusi e gestione del conflitto
felipe, 12 aprile 2011 @ 10:04 in pollycoke :), SocialBox.
Un paio di giorni fa in SocialBox è nata una piccola discussione un po’ sopra le righe, originata da un fuori-tema di un ex-utente di pollycoke :)
Usando la terminologia delle linee guida, la segnalazione in questione non era una notizia o una risorsa riguardante quel “geek-porno” che è il collante di tutte le nostre discussioni da ormai parecchi anni. Si trattava invece della segnalazione di un video musicale di un’artista francese1, e insomma era un “abuso”, termine che -comunque la mettiamo- è entrato a far parte delle nostre discussioni.
Qualcuno ha apprezzato la digressione musicale fuoritema, diciamo “più umana” e meno tecnica rispetto agli argomenti generali, ma la reazione di molti è stata piuttosto chiara: fastidio. Ora, al di là dell’accoglienza della non-notizia in sé, vorrei fare insieme a voi il punto della situazione SocialBox con qualche riflessione, cercare di capire cosa è andato storto in questo caso e magari provare a mettere le cose nella giusta prospettiva per il futuro.
SocialBox, cos’è e chi partecipa
Tutti noi, dai più restii e reazionari fino agli entusiasti social-pollycokers più assidui, abbiamo imparato ad amare quella che è ormai la prima pagina di pollycoke v3. Da quella specie di “guestbook” che era la vecchia MessageBox di qualche anno fa (chi di voi veterani la ricorda?) ci troviamo adesso con qualcosa di completamente diverso, un esempio originale e unico di social blogging in continua evoluzione e imprevedibile crescita.
I numeri visibili parlano di circa 1400 membri iscritti, tantissimi lettori via feed RSS (molti più di quanti ne abbia un qualsiasi blog di medie dimensioni), migliaia di visite giornaliere alle notizie segnalate, centinaia di commenti, discussioni, voti e adesso anche tag che vengono macinati ogni giorno. Il tutto in costante crescita di volume e qualità delle notizie e delle discussioni. Qualche giorno fa ho perfino fatto qualcosa che non avrei mai ritenuto possibile: ho eliminato dal mio Google Reader ogni feed RSS relativo a notizie su Linux, e ne ho lasciato solo uno, indovinate quale ;)
Quando mesi fa ho deciso di imprimere questa direzione sociale, ho corso un piccolo grande rischio: quello di “sputtanare” (termine tecnico) pollycoke e renderlo un covo di spam e confusione, invece sono stato piacevolmente sorpreso da quanto ci avessi visto giusto! Il sistema funziona e le mie linee guida, quelle segnalate in apertura, sono servite solo come spunto iniziale: già da tempo la SocialBox ha iniziato ad auto-regolamentarsi e gestirsi. Da un giorno all’altro nascono nuove linee guida per la scrittura e lo stile delle segnalazioni, buone consuetudini sugli argomenti più apprezzati, discussioni propositive anche geniali e deliranti su come migliorare ulteriormente lo strumento.
Sono allo studio alcuni sistemi per rendere possibile effettuare discussioni in libertà, separate dalla prima pagina, ma al momento il concetto di base resterà invariato e soprattutto vorrei che non ci fossero sottosezioni, forum separati o intrecci di pagine: la formula magica è un semplice campo di testo e un pulsante invia :)
Organizzazione vs Autogestione
Considerando l’equilibrio mistico che per qualche strano motivo ha innescato questo circolo virtuoso, non esiste alcun genere di controllo oppressivo dall’alto, richiami, moderazioni o dettami. L’unica azione di contenimento presente nel sito è limitata a un pulsante tramite cui chiunque può contribuire a marcare una notizia come duplicata, cioè già segnalata in precedenza. Non esistono pollice-verso o sistemi per dare voti negativi, non ci sono moderatori o membri più uguali degli altri e io stesso (al pari dei veterani) raramente mi spingo oltre “consigli” su come utilizzare al meglio lo strumento. Questo funziona a meraviglia, rende tutti ugualmente partecipi com’è giusto che sia, ed è un sistema che non verrà cambiato finché continuerà a funzionare.
Paradossalmente (ma neanche tanto) quel che non può stare imbrigliato in nessuna autogestione è proprio ciò che fa la forza di questo posto: il fattore umano. Se volessimo leggere notizie in un ambiente asettico ci abboneremmo ad ANSA.it, invece stando qui cerchiamo il parere, in confronto e il conforto di tanti avatar che abbiamo imparato a conoscere e che fanno parte della nostra vita quotidiana. Quando accedo a pollycoke, spesso già ad un primo sguardo riconosco chi ha scritto l’ultima decina di articoli (a parte ovviamente eventuali nuovi iscritti che segnalano la loro prima notizia, in qualche modo presentandosi) e quasi sempre so già cosa aspettarmi e pregusto il modo in cui si evolveranno le discussioni.
È proprio il fattore umano, che in un certo senso tiene in vita questo posto, a prestare il fianco a qualche conflitto. Oltre alle notizie credo che sia un istinto naturale quello che porta a condividere, proporre e discutere argomenti non proprio strettamente connessi con l’argomento principale, quel sempre citato geek-porno di cui sopra. Lo so benissimo perché anche a me verrebbe voglia di fare segnalazioni fuori-tema molto spesso, ma personalmente non mi lascio mai prendere la mano e quando mi scappa lo faccio in altri lidi, per non sporcare qui.
Gestione del conflitto
Un istinto naturale dunque… ma non necessariamente condiviso. Allo stesso modo in cui mi contengo io, ho sempre cercato di suggerire ai nuovi arrivati che gli argomenti non a tema -per quanto potenzialmente piacevoli- possono non interessare a tutti o peggio ancora infastidire alcuni. Per fortuna è comunque un fenomeno molto limitato, ma ritengo sia giusto usare la scusa della recente discussione per affrontarlo adesso, in prospettiva futura, dopotutto credo che discussioni del genere possano fare solo bene a qualunque comunità.
Mi rifaccio un attimo ai numeri che ho citato più sopra. Tra i 1400 membri iscritti, solo una percentuale commenta il blog, segnala notizie o partecipa attivamente, questo è perfettamente normale e sotto gli occhi di tutti. Quel che forse è meno apparente è che al contrario sono molti di più i lettori non iscritti che leggono quel che viene scritto e segnalato ogni giorno, sia direttamente sul sito che tramite feed RSS, Twitter, Facebook, Friendfeed, Google Reader ecc ecc. Potreste essere tentati di fregarvene e considerarli solo lettori passivi o “lurker”, ma se ci pensate sono anche loro che danno popolarità e diffusione a quello che scrivete :)
Cosa succede dunque quelle rare volte in cui qualche nuovo arrivato, magari un po’ inesperto ma pieno di entusiasmo, pubblica una segnalazione che non solo non contiene una notizia ma anzi è un fuori tema? Quando posso e capito a pochi minuti dalla pubblicazione del post, cerco di essere il primo a commentarlo, in modo da avvertire l’autore e dare una direzione a tutta la discussione. Ho notato con piacere, ed è un atteggiamento che mi sento di incoraggiare, che un po’ tutti i “veterani” tendono ad avere questo tipo di reazione, che qualcuno ha definito “sistema immunitario” :)
Personalmente, quando tocca a me fare la parte del linfocita, condisco il tutto con umana empatia e abbondanza di faccine distensive… le seconde servono a chiarire che il mio messaggio redarguisce ma non è un attacco, la prima non si tratta di finzione, ma è un sincero mettersi nei panni di chi prova ad entrare in un gruppo che, per quanto sia accogliente e aperto a tutti, si presenta agli occhi esterni come una struttura già organica con personaggi e nomi riconoscibili che possono incutere la soggezione del “gruppo chiuso” a chi non la conosce. In fondo, chi di noi non si è mai trovato nella posizione di sentirsi escluso da un gruppo?
Questa è stata appunto l’impressione che ha avuto l’ex-pollycoker di cui accennavo in apertura e a cui non ho fatto in tempo a rispondere prima che cancellasse la sua utenza. Va da sé che non mi interessa commentare il singolo caso, che ormai è acqua passata ed è servito solo come spunto per trattare di abusi e della sempre più bellissima SocialBox… Anzi ne approfitto: non è che qualcuno di voi ha conservato il link a quel video? :P
Note alla pagina:
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