Ecco perché amiamo (e odiamo) Unity
felipe, 6 maggio 2011 @ 18:32 in News, Recensioni.
Etichette: Natty Narwhal, Ubuntu, Unity
Configurare Unity
Una delle lamentele che sto leggendo più spesso riguarda il fatto che Unity è troppo poco personalizzabile. In realtà la situazione non è così grave come si crede, infatti anche se non è ancora possibile spostare il Launcher in basso (caratteristica fortemente richiesta, che immagino verrà implementata tra non troppo), attualmente si possono già impostare molte preferenze, in almeno due modi: agendo da CompizConfig per alcune impostazioni e da dconf-editor per altre (entrambi gli strumenti sono da installare).
Ecco un elenco delle personalizzazioni che ho effettuato da CompizConfig:
- Ho reso il Pannello superiore semitrasparente
- Ho ridotto le dimensioni delle icone nel Launcher
- Ho eliminato lo sfondo colorato delle icone del Launcher (WTF?)
- Ho cambiato tipo di animazione al lancio di un’app dal Launcher
- Ho personalizzato la logica secondo cui viene nascosto il Launcher
- Ecc…
Ed ecco cosa ho cambiato con dconf-editor:
- Ho aggiunto alcune applicazioni ammesse nella notification area (visto che c’è ancora?!)
- Ho impostato la Dash a tutto schermo, poi a finestra, poi tutto schermo, poi finestra, ecc.
- Ho reso visibili solo i volumi montati, nel Launcher (grazie Andrea Azzarone)
- Ecc…
Ovviamente ci sono altre personalizzazioni possibili, sta a voi esplorarle ma vi consiglio caldamente di non giocare troppo con le impostazioni di CompizConfig, che resta sempre un affare mostruosamente delicato e complesso (Mutter CBCR!1 ). Prevedo comunque che una prossima versione di Ubuntu Tweak includerà tutte queste possibilità in un’unica comoda interfaccia.
Altre novità
Oltre a Unity, Ubuntu 11.04 introduce alcune novità che caratterizzano l’esperienza d’uso a livello di interfaccia grafica. Si tratta anche qui di dettagli che non mancano di suscitare opinioni forti.
Una di queste novità è da me benvenuta con fanfare festanti: il grip per ridimensionare le finestre! Sono letteralmente anni che ci alleniamo a fare i cecchini per riuscire a prendere quel fottuto pixel che permette di dare inizio al ridimensionamento, specie quando si usano temi senza bordi, e finalmente adesso abbiamo una comoda area sufficientemente ampia da essere individuata al primo colpo. Un grande passo per l’umanità.
L’altra attesa e anticipata novità è rappresentata dalle scrollbar a scomparsa, la cui idea di fondo sarebbe buona, se non fosse che la realizzazione cozza con lo stile discreto di Unity e risulta scomoda. Ne ho discusso diffusamente in “Nuove scrollbar di Ubuntu: come disabilitarle e perché“.
Non è questa la sede per discutere di tutte le novità di Ubuntu 11.04, che ad esempio per quanto riguarda il software di sistema si allinea alle altre principali distribuzioni. A proposito di questo, c’è purtroppo da segnalare qualche fastidiosa regressione dovuta alle ultime versioni del kernel Linux, che consumano molta più batteria se siete su un notebook. A questo si spera che verrà posto rimedio con un successivo aggiornamento. Se non avete ancora configurato la vostra Natty a dovere, ma anche se lo avete già fatto e siete curiosi, vi consiglio di seguire la guida “10 cose da fare dopo aver installato Ubuntu“, ricordandovi che le guide di pollycoke sono patrimonio di tutti e liberamente estensibili, e che quindi se avete qualcosa da aggiungere siete i benvenuti :)
Conclusioni
Come già detto nella premessa, il mio giudizio complessivo è che Unity ha la luccicanza, ma semplicemente l’interfaccia non è ancora pienamente sviluppata come meriterebbe. Le idee ci sono, la visione d’insieme è forte anche se non ancora completamente omogenea e il team è al lavoro per fregare quelli di GNOME per fornire risposte e soluzioni alle richieste degli utenti, che adesso aumenteranno vertiginosamente.
Io vi consiglio di concedere alla nuova interfaccia un periodo di prova, sono sicuro che usandola ne apprezzerete le tante idee interessanti. Nel frattempo che Unity cresce, è bello sapere che potete tranquillamente tornare a usare GNOME 2 semplicemente avviando la sessione “Ubuntu classico”. Se invece vi intriga provare l’ebbrezza di GNOME 3 e della Shell, sappiate che potete farlo anche su Ubuntu, ma piuttosto che rischiare di compromettere l’installazione utilizzando il PPA esterno, forse a quel punto vi conviene provare la prossima Fedora (e non dimenticate “10 cose da fare dopo aver installato Fedora“), che è un po’ l’espressione del lavoro su GNOME 3, anche lì comunque non aspettatevi un’esperienza d’uso completa e matura come quella di GNOME 2.
Personalmente quel che farò è tenere Unity sul Galway che uso per diletto e lavoro, perché attualmente è giocattolo che uso di più e trovo che Unity sia l’interfaccia più comoda e sexy da portare in giro sul mio schermo 16:9, e invece GNOME 3 sul Mac… anzi, aspettatevi una recensione sulla Shell ;)
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