Ubuntu 11.10 in pillole: #3 le novità di Unity
felipe, 18 ottobre 2011 @ 17:17 in Opinioni.
Etichette: Oneiric, Ubuntu, Unity
Dopo il login luccicante di LightDM1 e dopo GNOME 3, è il turno di una pillola su Unity, la nuova shell di Ubuntu caratterizzata da un design forse meno radicale rispetto a quella di GNOME, ma comunque all’insegna del cambiamento. Si può discutere all’infinito sui suoi pregi e difetti, fatto sta che a me è piaciuta da subito e continua a piacere. C’è chi tifa Inter, chi Belén, chi il gatto ecc ecc. Io tifo Unity.
Mi piace come interpreta l’esigenza di adattabilità a schermi ridotti, il fatto che può avvantaggiarsi di gesture per schermi tattili, il modo in cui sta evolvendo. Detto questo, è innegabile che ogni tanto anche l’ispirato team UX di Canonical possa prendere un granchio2 e che ci sono vari difetti, alcuni più lievi di gioventù e altri più gravi di progettazione che -per quanto non rendano inutilizzabile l’interfaccia- saltano all’occhio dei più esigenti… diciamo pure dei più rompipalle.
Prima i compitini
Le novità di Unity in Ubuntu 11.10 non sono poi così tante. Sotto il cofano non è cambiato nulla se non il passaggio alle GTK+3 che ha subito tutto il desktop, è sempre Compiz a gestire tutta la parte relativa alla composizione e la gestione delle finestre. Inoltre la logica del funzionamento è rimasta sostanzialmente invariata. Ho già scritto perché amiamo (e odiamo) Unity e non ripeterò, dunque fate le vostre letture propedeutiche.
Cosa è cambiato
Prima di tutto, tra le migliorie ci sono da segnalare vari dettagli. Ad esempio che la ricerca tramite Dash funziona meglio, sia per le applicazioni che per i file; o che le icone “live” sul Launcher supportano più app e indicano l’avanzamento di download, installazione di applicazioni e altro ancora; o infine che Alt+Tab permette di navigare con più comodità tra le finestre aperte di una stessa applicazione.
Per il resto, niente di troppo nuovo sotto il Sole. I cambiamenti più evidenti riguardano un differente funzionamento delle Lenses, che ora sono fuse nella Dash principale e poi la disposizione del pulsante Menu che adesso è nel Launcher invece che nel Pannello. Ah, e poi che la Dash ha un aspetto meno luttuoso e al posto dello scuro semitrasparente adesso è chiaro semitrasparente, ma con l’aiuto di un opportuno effetto blur che rende tutto più (o meno) leggibile. Se ancora non sapete cosa indicano questi nomi in corsivo, significa che state cercando di barare e non avete fatto i compitini!
Mentre prima per avviarle si doveva cliccare sui loro rispettivi pulsanti nel Launcher, adesso le Lenses sono state inglobate nella Dash principale, richiamabile con un unico pulsante Menu (di cui parlo poco più sotto). Questo cambiamento è da me benvenuto con estremo piacere: meno si affolla il Launcher con pulsanti di sistema, più spazio ci sarà per i pulsanti che l’utente vorrà aggiungerci, per quanto possa essere carino l’effetto fisarmonica. Questo è specialmente vero perché al momento il Launcher è posto nel lato sinistro dello schermo, che ormai è per definizione un lato “corto”, e dunque qualsiasi risparmio è bene accetto.
Ma c’è un ma. Il modo in cui le differenti Lenses sono selezionabili ha del ridicolo. I pulsanti per passare da una all’altra sono stati posizionati più o meno all’esatto opposto di dov’è il pulsante Menu, che si suppone abbiamo appena cliccato (ricordo che è possibile operare la Dash utilizzando esclusivamente scorciatoie, ma tra gli obiettivi di Unity c’è quello di essere funzionale e comoda anche in assenza di una tastiera). Dunque per avviare la Lense “musica” devo buttare il cursore tutto in alto a sinistra fino al pulsante Menu, poi lo clicco, poi vado in basso e clicco sull’icona della Lense appropriata, di color grigio chiaro su -ricordiamolo- grigio chiaro semitrasparente. Ma non è tutto!
Già, perché la seconda novità è che il pulsante Menu/Dash è stato spostato dal Pannello (dove stava benissimo) al Launcher, abbassandolo dunque di una manciata di pixel rispetto alla posizione che occupava in Ubuntu 11.04 e reso più grande. Da iconcina in alto a sinistra ora è un pulsantone quasi-in-alto a sinistra. Non ha guadagnato particolari funzionalità, non reagisce al click-destro e serve solo a lanciare la Dash. Sembrerebbe un cambiamento da nulla insomma, un dettaglio. Eppure, sebbene a livello visivo il nuovo posto del pulsante non sia poi così insensato, il problema è che così facendo, dice mia nonna, hanno violato la legge di Fitt. Per avviare la Dash, prima bastava buttare il cursore in alto a sinistra, adesso si deve prima andare in alto a sinistra e poi spostarsi in basso per mirare esplicitamente al pulsante.
È questo che intendo quando parlo di problemi inerenti al design di Unity. Non si saprà mai con esattezza dove mettere il pulsante Menu, i pulsanti di chiusura delle finestre a tutto schermo, il nome delle finestre e il menu, ma nel dubbio si dovrebbe stare attenti a non violare le norme ergonomiche più semplici, mi ripete mia nonna.
Nella prossima pagina vi racconto la parte migliore, ovvero quel che non è cambiato…
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