Bello Android 4.0 Ice Cream “Fottuto Tron” Sandwich, ma dove sono i sorgenti?

felipe, 19 ottobre 2011 @ 17:43 in News, Opinioni.
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Stile Fottuto Tron

Non so voi, ma io a una 12 ore non-stop di Star Wars preferisco un weekend al mare; non mi piacciono i fumetti; non leggo letteratura Sci-Fi; non seguo stupide serie TV con stupidi tormentoni e stupide risate registrate1 e soprattutto non ritengo Tron uno stile di vita. Eppure mi piace giocare con Android, mi piace sperimentare con questi che non sono altro che minicomputer, contento del fatto che ci sia Linux dentro ecc ecc (cfr “Usare Android come una qualsiasi distribuzione Linux“).

Vi starete chiedendo dove voglia andare a parare. No, non sono impazzito, non più del solito almeno. Durante i primi minuti di presentazione di Android 4.0 Ice Cream “Fottuto Tron” Sandwich, il tizio sul palco che non mi interessa come si chiami, ha detto delle cose a suo modo molto condivisibili sui principi estetici seguiti, ossia riassumendo (vado a memoria) che piuttosto che imitare dispositivi e oggetti reali, secondo quello che ormai è consuetudine distintiva di Apple per disegnare interfacce e applicazioni, nel dare una veste grafica all’interfaccia di Android 4.0 Ice Cream “Fottuto Tron” Sandwich, si sono ispirati a uno stile moderno come quello dei magazine (eh?) e in generale più astratto, concettuale, intellettuale, digitale, visionario, futuribile, utopico, sintetico… praticamente il fottuto Tron.

Video tour segnalato da goemon.

E a me non piace, non mi piaceva in Honeycomb e non mi piace in ICFTS. Posso capire che presentando Honeycomb, l’anno scorso, volessero agganciarsi all’uscita di una produzione cinematografica e andare un po’ al traino, ma Honeycomb è stato talmente un flop che io al posto loro mi sarei guardato bene anche dall’averci qualche somiglianza. Intendiamoci, non è che odi Tron o non apprezzi lo sforzo. Anzi devo riconoscere che piuttosto che scimmiottare lo stile Apple, è bene cercare di trovare una propria strada originale, ma cazzo non per forza in sella a una moto digitale… Non resta altro che aspettare personalizzazioni che eliminino ogni traccia di truzzaggine.

Ah, però adoro i Daft Punk. Per dire.

Tante buone idee

Intrappolate dietro l’orrida estetica da magazine-astratto-intellettuale-digitale-eccetera, l’OS sembra apportare un numero di migliorie non indifferente rispetto ad Android 2.x e 3.x. Non ho avuto modo di provare ICFTS e probabilmente non lo farò finché non sarà in qualche modo disponibile per il mio Nexus One, ma dai video e dalla stessa presentazione si intravedono alcune caratteristiche molto intriganti. A parte l’aspetto estetico, che decisamente non conta come caratteristica intrigante, alcune novità sono davvero degne di una major release:

  • Mi riferisco ad esempio allo sblocco del terminale tramite riconoscimento facciale, che qualora funzionasse anche nonostante i miei repentini cambi di peluria facciale sarebbe una manna (odio inserire pin e sequenze per sbloccare il telefono).
  • Una caratteristica sempre più importante per gli smartphone è la fotocamera, e infatti Android 4.0 cerca di mettersi in pari con l’offerta di iOS, fornendo strumenti integrati per la modifica delle immagini con filtri e utilità varie e -cosa da me gradita- la funzionalità nativa per creare foto panoramiche.
  • Tra le mie preferite assolute c’è la nuova gestione dei contatti, che avviene tramite l’applicazione People, che è una buona idea meritevole di essere copiata da Windows Phone 7. Consiste nel gestire i contatti in modo da avere per ognuno di essi una panoramica globale dei rapporti che ha con noi. Interagendo con un contatto ne vediamo gli aggiornamenti su facebook, twitter, lo stato online, ecc, e la possibilità di contattarlo usando lo strumento che preferiamo. Ovviamente via preferenziale per Google+.
  • Per i fan del chip NFC, Beam è un sistema per scambiarsi dati tra due terminali, infinitamente più comodo e pratico di applicazioni come Bump, che fanno uso di GPS e connessione dati (e forse anche bluetooth).
  • L’assenza di tasti fisici devo ancora digerirla e mi sembra più che altro una forzatura, visto che comunque ci saranno dei tasti non-fisici che faranno le stesse cose o quasi (task manager al posto di menu, a seconda dei terminali) e occuperanno parte dello schermo in maniera permanente.
  • Gran parte delle applicazioni Google è stata ridisegnata, migliorata e resa più godibile. Ne circolano già alcuni pezzi in rete (Google+ 2.0, Musica 4.0) che ho provato con soddisfazione, ma il meglio deve ancora arrivare con GMail, Maps e altre ancora.

Sempre senza averci messo le mani addosso, non ho molto da (ri)dire sul Galaxy Nexus, che si presenta come un terminale di fascia alta, dual core 1.2GHz, full HD e bla bla bla, molto più innovativo e “spinto” di quanto sia stato il Nexus S l’anno scorso, con un enorme schermo da 4.65 pollici (rispetto al sempiterno 3.5″ dell’iPhone) e una risoluzione che a 1200×800 (o è 720?) batte quella dell’iPhone, finalmente.

Adesso tirate fuori i sorgenti

Come si discuteva nella segnalazione di Tux10, Android è ormai da un tempo vergognosamente lungo un progetto a codice chiuso. Vengono rilasciate per obblighi legali alcune parti GPL, ma il grosso di Honeycomb ha una licenza meno restrittiva e virale e non è mai stato aperto. Questo rende di fatto il progetto non open source. Io voglio credere che non abbiano mai rilasciato il codice di Honeycomb solo perché non era ancora pronto, maturo, stabile a livello di API e in generale presentabile, ma cosa succederà adesso con ICFTS?

Google ha dichiarato di aver fatto una scelta precisa quando ha comprato Android e si è lanciata nel settore mobile, e questa scelta era quella di differenziarsi dalla cattedrale di Apple e spingere per un modello bazaar, scelta rispecchiata anche nella gestione dei rapporti con i distributori, nella manutenzione piuttosto liberale del Market e -restando etimologicamente in famiglia- soprattutto nel marketing. Così facendo infatti, ha attratto folte schiere di sviluppatori, distributori e utenti entusiasti del fatto che finalmente un sistema operativo basato su Linux potesse riscuotere l’enorme successo planetario che infatti Android sta riscuotendo.

Però dopo Android 2.x non sono più stati rilasciati sorgenti. Questo atteggiamento può avere motivazioni valide, come tento di sperare più sopra, ma danneggia in modo facilmente comprensibile tutti i distributori che non sono in grado di stringere accordi con Google (o semplicemente non vogliono) e soprattutto danneggia la comunità di sviluppatori che ormai è da tempo ferma a personalizzazioni derivate da Android 2.x perché non si possono mettere le mani sui sorgenti di Honeycomb. Insomma, quali che siano le motivazioni, più o meno valide, è un danno per l’ecosistema e contravviene a quanto strombazzato a proposito di apertura.

A me non interessa minimamente tutta la polemica incentrata sul fatto che Android sia solo Linux e non GNU/Linux (cfr “Usare Android come una qualsiasi distribuzione Linux“), anzi guardo con tenerezza chi perde il suo tempo a fare simili distinzioni. Su una cosa credo però che siamo ormai tutti concordi: nell’attesa di una dimostrazione che Google non abbia scelto l’etichetta di open source solo per fare del marketing. È già stato reso disponibile l’SDK, e questo è un buon segno, ma mi aspetto che Google pubblichi per intero i sorgenti di ICFTS per dare modo ai distributori indipendenti e alla comunità di metterci mano e liberare le buone idee dell’OS (e come abbiamo visto, ce ne sono tante). Tipo ieri.

Altrimenti scattano i “booh” già tristemente registrati altre volte.

Aggiornamento: Dan Morril di Google ha dichiarato che i sorgenti saranno disponibili, come segnala Treviño. Ottimo, staremo a vedere!

Note alla pagina:

  1. Mi sono lasciato infinocchiare solo con Lost, ma era per amore e non accadrà mai più. []