5 buoni motivi per smettere di odiare
felipe, 9 novembre 2011 @ 13:29 in Opinioni.
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Stamattina ho ricevuto la notifica di una discussione su Google+ in cui si metteva in dubbio la liceità dell’uso o acquisto di computer prodotti da Apple. La scusa per parlarne è stata fornita in maniera inconsapevole da uno sviluppatore che ha pubblicato una foto del suo portatile, un Macbook. A proposito, ecco la pagina ufficiale di pollycoke :) su Google+.
Io possiedo e/o utilizzo vari PC eterogenei1, tra cui laptop “eticamente sostenibili” come il Galway PRO dell’italiana Garlach44, un Dell d’annata, alcuni desktop assemblati e vari altri aggeggi, per finire al famigerato Mac Minchia prontamente benedetto con Ubuntu.
Vi spiego perché trovo controproducente e fallace dare addosso a chi utilizza hardware prodotto da aziende non allineate con presunti requisiti morali e perché invece dovremmo imparare ad accogliere e valutare.
1. Non esistono aziende “brutte e cattive”
Non è scritto da nessuna parte che HTC, Google, Dell, Samsung ecc ecc siano necessariamente aziende meno “brutte e cattive” di Apple, così come non è poi così scontato che esistano aziende con tali caratterizzazioni antropomorfe. Sono aziende e come tutte le aziende cercano il profitto, gli utili e i risultati. Alcune si caratterizzano per scelte di mercato più coraggiose mentre altre seguono il solco tracciato da chi lo domina, alcune si posizionano in nicchie “premium” mentre la maggior parte inseguono una clientela popolare; alcune abbracciano modelli di produzione e sviluppo più aperti mentre altre rinchiudono la propria utenza in “prigioni dorate”…
Ma nessuna di queste è una organizzazione umanitaria, per questo ho difficoltà ad “approvare” o “disapprovare” aprioristicamente Apple come HTC, Samsung, Dell, eccetera.
2. Non esistono aziende “belle e buone”
Verrebbe spontaneo fare un altro discorso per quelle aziende con mission fortemente idealizzate, come potrebbero essere Red Hat o Canonical, che contribuiscono alla diffusione di software libero, lo producono e lo rilasciano in varia misura, guadagnando solo sui servizi. Difficilmente troverete produttori hardware tra i grossi nomi, l’unica azienda che mi sento di appoggiare tra quelle che ho nominato in apertura è Garlach44, perché sono una realtà locale, perché scommettono sul software libero e soprattutto perché con loro ho un contatto diretto.
Secondo molti, Google è una delle aziende dietro il successo di Linux, perfino secondo lo stesso padre di Linux, eppure una buona fetta della comunità non vede di buon occhio molte decisioni di Google. Del resto c’è perfino chi si crede più purista se paragona Red Hat e Canonical a Microsoft, per non so quale confusa associazione di idee. In realtà anche nel caso di aziende “buone” c’è poco da essere partigiani: la sola idea di appoggiare un’azienda è fondamentalmente sbagliata, si possono approvare singole decisioni prese da singoli uomini, non un’azienda.
Ho qualche difficoltà perfino a sbilanciarmi a dire che esistano organizzazioni e comunità buone, ma questo è un discorso filosofico fuori luogo.
3. Una scelta personale è una scelta personale
Anche volendo, non riesco a capire come si faccia ad entrare nel merito delle ragioni che portano ognuno di noi alla scelta personale di comprare un elettrodomestico rispetto a un altro. In ogni acquisto entrano in gioco variabili impossibili da mettere in discussione, quali: specifiche esigenze, richieste tecniche, gusto estetico e -perché no- talvolta anche offerte economicamente vantaggiose.
Senza entrare troppo nel merito della questione, se qualcuno trova che la qualità costruttiva, la comodità e la funzionalità di un Mac è generalmente superiore, io non mi sento di affermare che si sbagli per partito preso2. Significa che per lui quel prodotto va bene. Non ha troppo senso lanciarsi su speculazioni riguardanti il fatto che con il nostro acquisto e i nostri soldi ci rendiamo complici di qualcosa, altrimenti non potremmo comprare telefoni per non pagare la “Microsoft tax”3.
4. Giudicare è un’umana debolezza
Che poi, non importa quanto riteniate che il vostro atteggiamento sia retto, etico, morale e probo, ci sarà sempre qualcuno pronto a ritenersi ancora più retto, etico, morale e probo, pronto a puntare il dito contro di voi. Questo atteggiamento in realtà non ha niente di retto, anzi è decisamente nella storta natura umana additare gli altri. L’utente Apple addita l’utente Microsoft, l’utente Ubuntu addita l’utente Apple, l’utente Arch o Fedora addita l’utente Ubuntu fino a che ci trasformiamo tutti in piccoli Stallman che additano tutto il mondo, da cui sono ormai sconnessi.
E se anche dovessimo vivere tutti come il rettissimo Stallman (che malgrado tutto ha sempre ragione), state sicuri che arriverebbe qualcuno ancora più retto a scandalizzarsi e a darci dei deficienti irresponsabili perché -che ne so- stiamo inquinando il mondo con il materiale altamente inquinante dei nostri elettrodomestici. E che dire delle attrezzature sportive fabbricate tramite sfruttamento minorile? E il carburante derivato dal petrolio, che ancora alimenta guerre in tutto il mondo? Non riesco a pensare se davvero dovessimo applicare questo genere di atteggiamento intransigente a tutto il nostro stile di vita e a quello degli altri.
5. Fare la guerra vs fare l’amore
Come ho detto in passato (cfr “Di partite e dipartite“), avere atteggiamenti un po’ estremisti come quello iconico di Stallman può anche fare bene, se serve a dare il senso della misura.
Di recente ho letto questo pezzo su Linux Insider, una testata non certo nota per essere un’agenzia di marketing al soldo di Apple… Il succo dell’interessante articolo, che prende spunto proprio dalla presa di distanza rispetto alla reazione di Stallman in occasione della morte di Steve Jobs, sta nel paragonare la situazione attuale del panorama open source rispetto alla concorrenza con quella di Apple vs Microsoft alla fine degli anni ’90, quando Jobs corresse la rotta dell’azienda, virando da “odiamo Microsoft” a “sfidiamo Microsoft”.
6. [bonus] Apertura mentale come segno di intelligenza
Generalmente associamo l’idea di litigiosità all’ambito informatico, eppure non ne è esclusivo. Avete mai fatto un giro in qualche forum dedicato ad argomenti totalmente slegati dalle guerre di religione tra GNOME e KDE? Io sì, in passato ho frequentato forum di appassionati di varie discipline sportive, musica e strumenti musicali, automobili… insomma se comincio a elencarvi le mie passioni non finiamo più. Forse vi stupirete, ma ho visto gente litigare a morte su questioni quali “Jeep vs Land Rover” e “Gibson vs Fender”. Un’amica che frequenta forum di cucina mi dice che anche lì litigano con parecchia soddisfazione.
In quei casi, prima ancora di pensare alla pienezza delle loro vite, mi sono chiesto cosa avrebbero pensato di me se mi avessero beccato a dire “Apple deve morire“. Prospettiva e apertura mentale.
Conclusione: dal giudizio alla valutazione
C’è poco da odiare e additare insomma. C’è da crescere, e lo dice uno che ritiene di essere cresciuto. Se un modello di sviluppo risulta vincente, se un prodotto risulta appetibile, se un’azienda riscuote consensi, non porta a nulla rigettare in toto e negare anche gli eventuali aspetti positivi.
Non c’è da fare altro che riconoscere i punti di forza, assimilarli e se possibile tentare di fare meglio.
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