Personalizzare l’interfaccia di Ubuntu con MyUnity [8 tappi]

felipe, 15 novembre 2011 @ 18:30 in Recensioni.
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Giorni fa accennavo a una chiacchierata con Fabio a proposito di una novità per Unity, la nuova interfaccia di Ubuntu che a mia sorpresa nel sondaggio contro GNOME Shell avete bocciato.

Mi riallaccio proprio alla bocciatura1 perché forse attualmente uno dei problemi più gravi di Unity è l’offerta un po’ stentata di opzioni per la personalizzazione, cosa che lo fa percepire come poco flessibile. Anche se d’altra parte non si può dire che GNOME Shell sia un tripudio di opzioni.

Ho più volte sottolineato che in realtà le opzioni configurabili non mancano, anche se spezzettate e difficili da scovare (cfr la quarta pagina di “Ecco perché amiamo (e odiamo) Unity” al paragrafo “Configurare Unity”), ma se la percepita inflessibilità fosse davvero il problema principale, ecco la risposta: MyUnity è un progetto italiano che permette di plasmare Unity a proprio piacimento in maniera semplice, elegante e completa.

MyUnity è disponibile per il download tramite un comodo PPA, oppure è possibile scaricare il solo pacchetto e installarlo con un semplice doppio click. Per funzionare richiede l’installazione di Gambas, dunque vi verrà richiesto di soddisfare le dipendenze, una manciata di pacchetti aggiuntivi.

La prima cosa che noterete avviando MyUnity è che, nonostante lo sviluppo sia iniziato da poco, l’interfaccia è abbastanza curata e comoda, almeno per quanto possa essere curata una utilità che serve a personalizzare un’interfaccia: un ammasso di pulsanti che per definizione è poco gradevole. Nonostante ciò è perfettamente godibile, anche grazie all’adesione alle linee guida estetiche di Ubuntu e ad altri dettagli che lo fanno apparire un progetto curato. Del resto non mancano da fare considerazioni su aree di possibile miglioramento.

L’adozione di una interfaccia a schede è quasi necessaria per il tipo di applicazione, dunque non c’è molto da dire a riguardo. Vengono mostrate sei schede con cinque rispettive aree di competenza: Launcher, Dash, Panel, Scrivania e Caratteri, più una sesta con i “Credits” di MyUnity (non sono un grande fan delle schede con i credits). Le opzioni sono grossomodo tutte quelle disponibili in Unity al momento e desiderabili dall’utente: dimensioni e trasparenza di vari elementi, politica di autonascondimento del Launcher per quanto riguarda Unity e qualche personalizzazione al desktop disegnato da Nautilus.

Per la maggior parte, le opzioni sono gestite tramite pulsanti di tipo “radiobox”, come quelli che vedete nell’immagine in apertura, e servono sia a segliere un valore prestabilito a monte in Unity, ad esempio “dissolvenza” o “scorrimento”, sia a definire un valore arbitrario deciso dagli sviluppatori per interpretare le esigenze più comuni, ad esempio il livello di trasparenza, offerto come “attiva”, “disattiva” e i più criptici “semi” e “ottimale”. Forse nel caso della trasparenza sarebbe stato più opportuno sostituire i quattro controlli con un’unico a “slider” per far decidere l’esatta trasparenza desiderata dall’utente. Stesso discorso vale per le dimensioni del Launcher, che per me sono o troppo piccole o troppo grandi. Mi rendo conto che per qualcuno questo potrebbe essere un punto a favore, tuttavia Fabio mi ha dato qualche speranza che uno slider potrebbe essere preso in considerazione.

Al momento MyUnity è offerta come applicazione a sé stante, e la si avvia digitando “m” nella barra di ricerca della Dash oppure con i soliti metodi (icona fissa nel Launcher, ecc). In realtà l’ideale sarebbe averla come voce integrata all’interno delle impostazioni di sistema. Non so quanto possa influire la dipendenza da Gambas sulla possibilità che il progetto venga assimilato da Ubuntu, ma a mio parere sarebbe quello il destino naturale. E questo è già un grande risultato per un progetto così giovane. Anche per quanto riguarda questo aspetto, Fabio mi ha detto di non escludere nulla per il futuro…

Voto: 8 tappi su dieci

MyUnity non è un progetto indispensabile. Tutte le funzionalità che offre sono già disponibili in Ubuntu, come ricordavo in apertura, e anzi per certi versi usando i pur orrendi dconf-editor e compiz-config si ha molta più flessibilità. Nonostante ciò, il voto che do è piuttosto alto, principalmente per l’aspetto strategico dell’applicazione.

I due tappi che mancano sono dovuti ad alcuni paramentri che sarebbero meglio gestibili tramite slider, al fatto che sia scritto in Gambas (che non è niente di male, solo che forse potrebbe penalizzarne una eventuale proposta per l’inclusione in Ubuntu) e infine perché non è integrato nelle Impostazioni di sistema. Poi mi piacerebbe anche che fosse portato/impacchettato anche su OpenSUSE 12.1 che ha Unity e che mi appresto a provare, ma questo va oltre la recensione.

Per il resto, un buon lavoro portato avanti da un piccolo team di sviluppatori italiani!

Note alla pagina:

  1. Ma trovo davvero bizzarro che a qualcuno possa non piacere: per me è un ambiente comodo, gradevole e con buone potenzialità. Facciamo che è la solita questione di gusto e non se ne parla più :-D  []