Desktop Summit, GNOME, KDE e pisciate controvento

felipe, 14 dicembre 2011 @ 18:35 in Opinioni.
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Un paio d’ore fa Gerlos ha segnalato un curioso messaggio scritto da Lennart Poettering (Fedora Project) a proposito dell’organizzazione dell’ormai prossimo Desktop Summit. Eccone un paio di stralci:

Our interest should be GNOME, and making GNOME great, and not at all making KDE great too, and Enlightenment, and whatever else exists. [...] I think it is against our interest encouraging KDE and other desktop environments.

Non sono parole remixate alla maniera del basso giornalismo. Il messaggio è abbastanza lineare e rispecchia il contenuto della mail, che vi invito comunque a leggere per intero, ed è che l’attenzione di GNOME deve essere incentrata su GNOME, non su KDE. Ovviamente in molti stanno già spolverando i forconi da combattimento… ma fermatevi un attimo e ragionate con me.

Il messaggio in questione è in realtà una risposta a questa mail di Brian Cameron a nome della Board, indirizzata alla foundation list di GNOME (dunque non è ancora una discussione da Summit, ma da pre-Summit), in cui ci si pone alcune questioni relative al successo della parte GNOME dell’evento. Le considerazioni, specialmente quelle riprese nel corso della discussione, sono:

  • Difficoltà a far emergere il “brand” GNOME nell’evento;
  • Scarsezza di risultati collaborativi tangibili;
  • Sensatezza del tenere le due conferenze (GUADEC/Akademy) insieme;
  • Partecipazione esigua di volontari all’organizzazione.

Il Desktop Summit è un po’ un punto d’incontro tra i team di sviluppo dei vari ambienti desktop e serve sia da vetrina per i vari progetti che da trampolino per rinsaldare la collaborazione tra eterni competitor che -lo ricordiamo- si sfidano su un piano puramente meritocratico.

Il clima di sana competizione tra GNOME e KDE (e vari altri progetti minori) è insomma una delle componenti che permeano il Summit, così come accade per qualsiasi aspetto vitale nell’ecosistema del software libero, dalla decisione di ogni distributore riguardo all’inclusione o la sponsorizzazione del proprio desktop (sappiamo tutti che GNOME vince a mani basse) alla gestione del perenne stato di “guerra civile” verso cui può generalmente virare ogni benedetta discussione in cui siano tirati in ballo i nomi KDE e GNOME.

Non a caso, la nota conclusiva dell’email di Brian era un richiamo a mantenere i toni rilassati e a rileggere il codice di condotta prima ancora di lanciarsi in considerazioni infiammatorie.

Il vento della discordia

La discussione è appena iniziata e le prime risposte sembrano molto sensate, ma come agevolmente previsto, il clima è chiaramente quello di allerta, specialmente per le ripercussioni che avrà su chi la leggerà senza prenderne parte (sì esatto, KDE). Un po’ come quando ti scappa di nominare l’ex presidente del consiglio in una cena di lavoro e ti mordi le labbra perché sai che non ne uscirai vivo. In questo contesto si è inserito Mr Poettering, sostenendo la sua tesi in un paio di messaggi, riassumibili sostanzialmente nel fatto che:

  • Il team di GNOME deve occuparsi di GNOME e non di favorire KDE;
  • La collaborazione tra desktop tocca aree che paradossalmente non riguardano il Desktop Summit;
  • Le due conferenze dovrebbero essere separate;
  • Unity merda (no beh, questo lo ha solo lasciato intendere)

Beh, vi sorprenderò ma in linea puramente teorica sono d’accordo. Sia chiaro che non ho alcun interesse nel prendere le parti di nessuno qui, ma quello di Poettering sarebbe anche un atteggiamento comprensibile, anche se personalmente non ne condivido lo spirito e sembra inoltre basarsi su argomentazioni fallaci (tra le risposte viene chiaramente detto che i volontari ci sono, e in numero adeguato). Ecco perché potrei essere d’accordo:

  • Come già detto, questa è una discussione che si svolge all’interno della mailing list di GNOME Foundation, per cui si parla di GNOME e poi di Desktop Summit e quindi marginalmente anche di KDE altri ambienti.
  • Mi sembra logico (anche se non bello) che GNOME debba pensare a favorire GNOME e non altri progetti.
  • È sicuramente una mia percezione o un grossolano pregiudizio, ma non ho difficoltà a credere che le presentazioni riguardanti GNOME fossero più curate delle controparti KDE.

C’è solo un piccolo, enorme problema. I tre punti appena espressi sono perfettamente sensati tranne per il fatto che stiamo parlando di software libero. Senza lo spirito di collaborazione e di apertura del software libero non ci sarebbe KDE e nemmeno GNOME, e allora tutta la sensatezza va a farsi fot friggere. Frasi come:

I don’t believe encouraging Unity is in the interest of GNOME

denotano non solo partigianeria, che ci può anche stare, ma anche sostanziale cecità: Unity è una shell che si basa su parti di GNOME e sfrutta le stesse tecnologie alla base di GNOME. Liquidare Unity come “non nell’interesse di GNOME” significa pisciare controvento, e non perché Unity sia più importante di KDE, solo perché più immediatamente affine e strategicamente complementare. Se scrive questo di Unity, figuriamoci allora cosa può interessargli di inciampare in una pozzanghera di KDE :-)

Alla fine della fiera, considerazioni che potrebbero anche essere comprensibili, diventano sostanzialmente un debole riparo per il vecchio e per niente originale peccato di considerare la competizione all’interno del software libero come una minaccia “politica” piuttosto che come una risorsa. Mi ripeterò, ma è sempre il solito problema: intrappolare il software libero dentro strategie chiuse.

Sempre dalla discussione, ecco alcune parole sensate, le ha scritte Allan Day:

Furthermore, though ‘desktop collaboration’ is a positive message, it isn’t exciting and it doesn’t draw you in. It’s a ‘GNOME is nice’ message, rather than a ‘GNOME is energetic, awesome, inspiring, interesting’ message. I don’t think we should settle for ‘GNOME is nice’ as the primary message for our main annual conference.

Agli sponsor insomma non frega troppo del fatto che il team di GNOME sia carino con la competizione, loro vorrebbero sentirsi dire quanto GNOME sia eccitante e spettacolare. Io confido che prima o poi il team saprà rendere GNOME stupendo, ispiratore, interessante e tutto il resto, ma al momento è un’accozzaglia in piena transizione dal desktop classico alla Shell1 e che fa parte di un ecosistema interamente fondato sulla condivisione e la collaborazione.

Il punto è che forse nel frattempo almeno il paravento “GNOME is nice” tornerebbe utile… Tenetevelo stretto o giratevi dall’altra parte.

Note alla pagina:

  1. Che prende a piene mani dal design di Unity, com’è giusto e naturale che sia. []