Android + Fullscreen + LMT Pie = Ubuntu Phone? [7 tappi]

felipe, 13 febbraio 2013 @ 09:30.

LMT Pie al posto dei pulsanti software tipici dei Nexus

Da qualche tempo sto usando il mio Galaxy Nexus in modalita’ “fullscreen”, ossia con la barra di navigazione con i pulsanti software nascosta per recuperare preziosissimo spazio su schermo, come suggerito dalla foto che vedete qui a fianco.

Per farlo uso due piccole applicazioni disponibili su XDA: Fullscreen ed LMT Pie (root richiesto). La prima nasconde la barra di navigazione con i pulsanti software, rendendo lo schermo tanto piu’ spazioso1 quanto inutilizzabile, la seconda richiama un menu a torta con i pulsanti necessari per usare il telefono e fa anche una lunga serie di altre cose interessanti.

Ieri2, dopo un particolarmente gradito aggiornamento della seconda, ho espresso il mio “gaudio a schermo intero” sul social network dei nerd. In nottata3 Michele mi ha chiesto se il tutto sia realmente comodo e se non crei qualche conflitto… Beh, rispondo piu’ comodamente con un articolo dedicato, anche perche’ mi serve da lancio per un’altra cosa.

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Ubuntu diventa “rolling release”… tipo, finalmente?

felipe, 27 gennaio 2013 @ 11:00.

Al momento è solo una discussione interna ma, se tutto è confermato, dalle prossime stagioni Ubuntu aumenta vertiginosamente gli aggiornamenti.

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La mia opinione su Ubuntu Phone OS

felipe, 7 gennaio 2013 @ 14:31.

Vediamo un po’… quanti di voi avrebbero immaginato che Canonical stesse pianificando di scavalcare il proprio Ubuntu for Android (su cui si erano a suo tempo abbattute le mie invettive) in favore di una soluzione nativa?

Io, per esempio, fin quando ho letto l’ottima segnalazione di zap (discussione interessante) non avrei scommesso che avessero l’esperienza e le risorse adeguate, e se anche le avessero avute non significa che avrebbero necessariamente saputo metterle a frutto in un tempo breve. Del resto a Google sono voluti anni per rendere Android l’OS presentabile che ora è, da quell’accrocchio di scopiazzatura di iPhoneOS che era quando fu presentato…

Ok, so ancora usare il trapassato remoto. Ora passiamo al presente e al futuro (semplice).

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Ubuntu d’annata

felipe, 19 dicembre 2012 @ 12:58.

E insomma sono a casa che mi ritrovo a fare la versione 2.0 di “tiriamo fuori tutti i tuoi CD” con un’amica appena venuta.

Al posto dei supporti ottici (che qui non ho), lancio il mio Rhythmbox, ordino la lista dei brani in base alla colonna Giudizio, clicco su Play e parte Fahrenheit Fair Enough di Telefon Tel Aviv. Yeah.

Ovviamente non perdo l’occasione di fare il mio spettacolino: “Nah it’s not a Mac, it’s Linux, yes, Linux, well it’s an alternative operating system that’s based on…” bla bla bla. Fade out and blur.

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Ma io voglio restare qui

felipe, 12 dicembre 2012 @ 12:00.

E beh, come avrete notato ho abbondantemente sforato i tre mesi che dovevano essere il periodo della mia pausa godereccia in Australia. Oggi per l’esattezza sono sei!

Cosa e’1 successo durante questo tempo? Che mi sono innamorato di questo posto, di tanta gente che ha incrociato il mio cammino e ne ha percorso parte insieme a me. Che mi sono meravigliato di quanto tutto sia differente dalla mia Sicilia eppure quanto incredibilmente simile. Che mi sono commosso lasciando Melbourne perché2 quella città mi e’ entrata sotto la pelle. Che mi manca il fiato ogni volta che guardo la baia di Sydney, gli spettacolari i tramonti su Adelaide, le distese sconfinate dell’interno o i panorami assoluti delle Blue Mountains.

E che voglio restare qui a testa in giù ancora un pò3.

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Pausa (?) godereccia (?) in Australia (!)

felipe, 23 aprile 2012 @ 18:00.

Ultimamente ho dedicato poco spazio alle mie famigerate “pause goderecce” in giro per il mondo, sia nel senso di pochi articoli scritti per il blog… che (ahimè) di pochi viaggi fatti.

Beh, sentite questa: tra poco più di un mese parto per un lungo viaggio che mi porterà a esplorare (in solitaria, ma con alcuni preziosi agganci sul posto) uno dei continenti più affascinanti e remoti, l’Australia. Partirò quando qui sarà estate e lì inverno1 e starò via per circa tre mesi, girando libero per il paese ed essenzialmente vivendo le esperienze che mi capiteranno, non senza scartare eventuali possibilità di prolungare il mio soggiorno…

Cosa significa tutto questo per pollycoke? Essenzialmente nessun cambiamento. La comunità continua a crescere e a gestirsi in completa autonomia, i contenuti hanno raggiunto da tempo ottimi livelli di qualità e credo di poter dire che l’esperimento di social blogging sia finora un successo su tutta la linea. In questo mese che ci separa dalla mia partenza potrei chiedere a qualcuno dei veterani di assumere qualche “incarico” di manutenzione da svolgere in mia assenza, per il resto sono quasi sicuro che dall’altra parte del mondo esista internet ;-)

A proposito di internet, se volete seguirmi in questa avventura potete già adesso iscrivervi agli aggiornamenti pubblici del mio profilo facebook, prendere nota del mio instagram e ovviamente di twitter, cercherò di usare quei mezzi per comunicare le esperienze che vivrò, evitando di intasare continuamente il blog con argomenti decisamente fuoritema. 

Immagino che con questa recupero un po’ il diritto di definirmi “viaggiatore”, no?

Jupiter applet: da Mono a Python e più Unity-friendly

felipe, 14 aprile 2012 @ 12:57.

Jupiter, la mia applet preferita per la gestione dell’energia, si è rinnovata in maniera consistente passando da Mono a Python e diventando finalmente integrata in Unity.

Per il risparmio energetico del Galway PRO gentilmente fornitomi dai ragazzi di Gralach44 ho sempre usato Jupiter nonostante avesse alcuni lati negativi. Rispetto a tutte le altre soluzioni permette ad esempio di gestire più core in maniera contemporanea e automatizzata, utile per cambiare CPU governor al passaggio da alimentazione con batteria a quello con presa di corrente, inoltre fornisce alcune utilità quali gestione della risoluzione, doppio monitor e rotazione dello schermo… però era male integrato, basato su Mono e decisamente inguardabile.

Da circa un mese (la trovate nel PPA dedicato di webupd8) è stata rilasciata una versione con l’applet portata da Mono a Python (gaudio!1 ) e finalmente corrispondente a tutti gli standard delle applet: grazie all’icona monocromatica e al menu standard e correttamente posizionato, finalmente non stona più nel contesto degli altri menu di stato. Cosa molto importante anche nell’ottica del ridisegno dei menu iniziato da Canonical.

KDE sui tablet deve bruciare Vivaldi e suonare Kindle Fire

felipe, 29 marzo 2012 @ 09:30.

KDE sta sbagliando la strategia del suo “ingresso” nel segmento tablet, associandolo a hardware che risulterà appetibile solo a pochissimi appassionati. L’idea sarebbe ok, sono errati tempi e priorità.

Se seguite il feed delle notizie dalla comunità, avrete letto già da tempo che esiste un tablet disegnato apposta per KDE… o forse è il contrario1: esiste un dispositivo cinese che la comunità di KDE ri-marchia come Spark Vivaldi e utilizza come vetrina per KDE Plasma Active, la versione toccabile di Plasma.

Un tablet con OS basato su Linux e interfaccia Qt/KDE, ottimo. In genere sarei stato entusiasta della notizia e avrei cercato sapere di più sul dispositivo, ma in effetti non ho approfondito per due semplici motivi. Il primo è che non credo nella sensatezza di comprare hardware di fascia bassa a bassissima diffusione e dunque inesistente supporto, il secondo non lo scrivo perché voglio bene ai miei lettori che usano KDE e mi dispiace urtarne la sensibilità2.

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Da “pollycoke” a Filippo Pappalardo (e altre novità)

felipe, 9 marzo 2012 @ 17:07.

Nel quadro di una semplificazione della mia presenza in rete, la fan page di pollycoke su facebook verrà eliminata o ridimensionata in favore del profilo personale di un certo Filippo Pappalardo, a voi conosciuto come “felipe”1 e ritratto qui a fianco in atteggiamento professionale.

Questo cambiamento non significa che su facebook non ci saranno più rimbalzi degli articoli di pollycoke. Da qualche giorno infatti ho attivato gli “aggiornamenti pubblici” del mio profilo, così da permettere la ricezione di articoli e tweet pubblici senza mischiarli con il resto di cose private che scrivo (raramente) su facebook. Al momento la mia Timeline vi apparirà vuota, ma nel giro di pochi giorni ci troverete importati i contenuti che erano nella pagina ufficiale e anche di più. Ovviamente si tratterà solo di rimandi: tutti i contenuti resteranno qui su pollycoke come sempre.

Oltre alla migrazione dalla pagina facebook al profilo personale, avrete notato alcune novità nella fruizione e gestione del sito: una rinnovata Prima pagina che oltre ai miei articoli ora mostra il meglio delle segnalazioni dalla comunità, una nuova barra laterale contestuale (e “consensuale” cit) e una chicca per i più tecnici e curiosi dei “dietro le quinte“.

I cambiamenti al sito sono subito disponibili a tutti, quelli relativi a Facebook sono assolutamente “opt-in” e riguardano solo chi usa facebook: per gli altri l’esperienza non cambierà di una virgola2. Enjoy!

Il tuo prossimo PC? Un telefono Android. Con Ubuntu. O anche no.

felipe, 23 febbraio 2012 @ 12:46.

Quando scrissi “Usare Android come una qualsiasi distribuzione Linux“… elencai anche… ma perché accidenti sto parlando al passato remoto? Ad ogni modo, ho sempre sostenuto che una delle questioni più importanti del successo di Android è che si stratta di Linux.

Oltre lo studio accademico, il rendering di Toy Story o le query sui server di Google, Linux approda a quella che per noi vecchi pinguini progressisti era l’ultima frontiera: la quotidianità. Con buona pace di Richard “a quei tempi lavoravo al MIT” Stallman, oggi milioni di persone normali usano Linux ogni giorno. Comunicano, navigano, registrano video compromettenti, controllano voli, contano le calorie dei pasti, lanciano uccelli su porci e altre cose importantissime.

Una delle aziende che ha da tempo capito da quale parte spira il vento del supporto degli Independent Software & Hardware Vendors è Canonical, che mira a unificare l’esperienza mobile con quella desktop cercando di sfruttare il successo di Linux nella sua incarnazione di Android. Adesso vi spiego meglio di cosa si tratta, perché è un’ottima idea e perché potrebbe essere destinata a fallire.

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