L'odissea per modificare un piccolo video + audio

felipe, 30 gennaio 2007 @ 17:50 - 49 commenti »

Generalmente sono perfettamente soddisfatto dal mio OS. A volte mi capita di pensare che qualche piccola parte della mia Ubuntu potrebbe essere migliorata, ma sostanzialmente OK. Oggi invece ho dovuto penare un po’:

videoedit-thu.png

Nella schermata potete vedere ben SEI applicazioni, tra video e audio editor e un software di cattura video del desktop, in funzione contemporaneamente, alcune usando un file importato di circa 200MB. Credo che una cosa così sia possibile solo grazie alla potenza di Linux! però…

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Escludere i file nascosti dall'autocompletamento Bash

felipe, 18 gennaio 2007 @ 15:29 - 10 commenti »

Questa piccola chicca per la serie “Comodamente Shell” mi è stata suggerita da questo post di Ross Burton, che ha chiesto ai lettori del suo blog come fare per escludere i file nascosti, ossia quelli che cominciano con un .punto, dal completamento Bash. Esempio:

$: less [TAB] [TAB]

Questo comando genera una lista veramente lunga di suggerimenti offerti dall’autocompletamento Bash: vengono semplicemente inseriti tutti i file e le directory presenti nella directory di lavoro corrente. Così:

less.png

Mi sono stati restituiti circa 150 risultati! La maggior parte dei quali totalmente inutili. Per ovviare a questo piccolo problema basta mettere mano al file /etc/inputrc con un editor qualsiasi e aggiungere questa semplice riga:

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Come forzare lo svuotamento del Cestino di GNOME

felipe, 22 dicembre 2006 @ 18:09 - 27 commenti »

Ecco un micro “consiglio del giorno” che ci viene proposto da “Ubuntu Tutorials“. Si tratta di svuotare il cestino… un’operazione ordinaria, direte voi. Ma vi è capitato mai che lo gnomo si rifiutasse di compierla?

E me succede abbastanza di frequente che compilando, installando ed eliminando robaccia in stato di pre-alpha :D mi rimanga nel cestino qualcosa su cui non ho i necessari permessi che mi permettono di eliminarla “definitivamente”. In questi casi la soluzione che ho sempre usato quasi senza pensarci è questa. La trascrivo perché magari qualche nuovo utente non ci arriva da solo.

$: sudo rm -rf ~/.Trash

Questo spazzerà via il cestino insieme al suo contenuto. Non temete, la directory nascosta “.Trash” verrà ricreata immediatamente, ripristinando l’originale funzionalità.

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Ricetta per un desktop felipesco + digressione sulle icone

felipe, 28 novembre 2006 @ 0:26 - 31 commenti »

01/12/06: aggiunto il wallpaper, sembra che sia piaciuto molto

Tempo fa avevo segnalato un post di Jimmac sulla resa delle icone a diverse risoluzioni, prendendolo come spunto per confrontare diversi stili adottati nelle principali interfacce grafiche.

desktopfelipe-thu.png
Il mio spettacoloso GNOME, tra l’altro: icone grandi e didascalie sul contenuto/dimensioni

In quel post avevo espresso la mia perplessità sulla necessità di avere icone piccole, 32×32 o inferiori, per intenderci. Tengo a chiarire che non mi riferivo a sistemi embedded, visto che qualcuno mi ha fatto notare che per quel tipo di interfacce le icone piccole servono.

La mia preplessità si riferisce ai nostri desktop, che sono visualizzati in schermi sempre più capaci di alte risoluzioni. Io con il mio 1280×1024 mi sento appena degno di poter dire di avere un monitor decente…

Bah ad ogni modo, visto che mi è stato chiesto diverse volte, riporto l’attuale ricetta per avere un Desktop GNOME bello come il mio o quasi:

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Compiz vs Beryl: #3 questione di funzionalità

felipe, 20 novembre 2006 @ 12:32 - 30 commenti »

Disclaimer al contrario: quanto segue non sono mie opinioni personali, ma fatti oggettivi e inconfutabili per chiunque dotato di buon gusto (e grazie a Madre Natura siamo in numero abbastanza alto qui dentro)

Pubblico questo terzo post della serie “Compiz vs Beryl” con un tono un po’ “minore” rispetto a quello sulla qualità e quello sul buon gusto, per due motivi:

  • Non mi frega più niente di Beryl ultimamente. Magari ne tornerò a parlare in futuro, chissà, ma per adesso non è un progetto che attrae la mia attenzione
  • Ho recentemente installato Fedora e ho visto che Compiz è la scelta predefinita e tutto ha perfettamente senso. Credo che altre distro seguiranno l’esempio :-)

Fatte queste dovute premesse ecco un punto importante che mi restava da esplorare, ed è la risposta a quanti dicono:

perché scaldarsi tanto? In fondo sia Compiz che Beryl sono dei giochetti per fare cose divertenti e totalmente inutili…

Beh non sono d’accordo, e adesso cercherò di dimostrare che “bello” può voler dire anche “utile” senza scomodare teorie di filosofia estetica ma facendo distinzione appunto tra ciò che è bello e ciò che invece scivola nel cattivo gusto.

Ciò è utile per non cadere nell’errore di considerare Compiz e Beryl alla stessa stregua e per indirizzare i nuovi utenti attratti dal famoso cubo rotante e che, poverini, si trovano loro malgrado ad installare Beryl senza neanche sapere che è la brutta copia dell’originale: Compiz.

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Compiz vs Beryl: #2 questione di buon gusto

felipe, 5 novembre 2006 @ 14:28 - 66 commenti »

Prima di tutto le “buone” notizie…

La settimana scorsa ho esposto la mia opinione dal punto di vista della “qualità”, nei post “Compiz vs Beryl: #1 questione di qualità” e nel seguito “corleonese” “Ubuntu e Beryl, cominciate a capire l’antifona, ah?”. Ho letto alcuni commenti interessanti a quei post: un membro della comunità Beryl (mordredP) ha confermato che le mie invettive – seppure particolarmente forti – sono prese in considerazione e le mie critiche sono valutate :-)

Disclaimer al contrario: quanto segue non sono mie opinioni personali, ma fatti oggettivi e inconfutabili per chiunque dotato di buon gusto (e grazie a Madre Natura siamo in numero abbastanza alto qui dentro)

Questo non può che farmi piacere e – tanto per ripetermi ogni volta – torno a dire che le mie “invettive” hanno l’unico scopo di sensibilizzare utenti e sviluppatori sulla necessità di tenere uno standard “alto”, e se si vuole essere paragonati a Compiz mi rendo conto che non è facile… ma ripeto che la mia intenzione non è ridicolizzare Beryl, per quello basta guardare l’effetto lampada di aladino… -.-

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Compiz vs Beryl: #1 questione di qualità

felipe, 28 ottobre 2006 @ 17:40 - 58 commenti »

Inauguro questa piccola serie per rispondere a chi mi ha recentemente accusato di aver iniziato una guerra santa contro Beryl, su punto-informatico.it

Prima di tutto voglio dissentire sul termine “guerra santa“: è una cosa che lascio volentieri ai pigliainculo (come direbbe Leonardo Sciascia) di ogni paese e ogni religione. Se si guarda tra gli archivi si può benissimo notare come all’inizio ho apprezzato i cambiamenti apportati da Quinnstorm e soci…

Disclaimer al contrario: quanto segue non sono mie opinioni personali, ma fatti oggettivi e inconfutabili per chiunque dotato di buon gusto (e grazie a Madre Natura siamo in numero abbastanza alto qui dentro)

Bene, chiarito questo veniamo al dunque: in questo post voglio parlare esclusivamente di un aspetto…

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Shell: usare /etc/inputrc per alcuni trucchetti

felipe, 4 ottobre 2006 @ 11:30 - 26 commenti »

di felipe

11/11/06: aggiunto il punto 4, wow finalmente!

Mi decido a scrivere questo MicroHowto dopo tanto tempo, non è niente di spettacolare ma è una di quelle cose che possono fare la differenza, e vi assicuro che una volta abituati a queste piccole comodità non si torna indietro! :)

Non molti sanno che readline, la libreria che legge gli input, può essere in qualche modo configurata, e questo generalmente significa la possibilità di risparmiarci i polpastrelli :D

Generalmente /etc/inputrc esiste già in molte distro, in alcuni casi è già configurato per la massima comodità, ma per la maggior parte c’è un bel po’ da migliorare. Ecco le righe che io ritengo indispensabili, potete fare copia/incolla nel vostro inputrc:

# 1) Tasti Home/End per
# spostarsi all'inizio/fine della riga
"e[1~": beginning-of-line
"e[4~": end-of-line
# 2) PgUp e PgDn per
# l'autocompletamento in base alla history
"e[5~": history-search-backward
"e[6~": history-search-forward
# 3) Ctrl + frecce destra/sinistra per
# spostarsi da una parola all'altra
"e[1;5C": forward-word
"e[1;5D": backward-word
"e[5C": forward-word
"e[5D": backward-word
"ee[C": forward-word
"ee[D": backward-word
# 4) Alt + Canc per
# eliminare intere parole davanti al cursore
"e[3;3~": kill-word

NB: Davanti alla “e” va sempre un backslash (es: “e[1~”), purtroppo wordpress mi odia e le elimina -.- (grazie tkk!).

So già che volete spiegazioni sul secondo punto :) eccole:

C’è qualche comando noioso che eseguite “spesso ma non troppo”, oppure comandi kilometrici abbastanza simili che volete ricordare? Bene, basta scrivere le prime lettere del comando e successivamente premere su Pag.Su per scorrere nella history. La shell vi mostrerà solo i comandi simili :) Guardate questo screencast:

inputrc.gif

Per approfondimenti: il manuale readline(3readline) e`info rluserman’

Il Desktop *è* la cartella $HOME

felipe, 13 dicembre 2005 @ 23:28 - 35 commenti »

di felipe

La prima cosa che faccio quando installo GNOME o KDE – come fanno tutti del resto – è quella di impostare subito le mie preferenze in modo da avere un desktop familiare e con le caratteristiche per me più usabili.

In questo breve articolo vorrei descrivere i vantaggi di uno dei cambiamenti più importanti che effettuo rispetto alle impostazioni predefinite: eliminare la differenza tra Desktop e $HOME. Lo descrivo per invitarvi a provarlo, perché è un modo molto unix di fare le cose, invece che imitare maldestramente Window$ con una cartella Desktop “finta” :-P

Il Desktop *è* la cartella $HOME

In Window$ e MacO$, sistemi operativi “monoutenza”, il Desktop è il posto in cui l’utente salva i file scaricati, allinea varie icone per lanciare applicativi preferiti oppure sistema le proprie cartelle personali. Direi che il Desktop è il posto “personale”, la propria “casa” sul Computer.

I sistemi operativi unix, come MacO$X, GNU/Linux e *BSD, sono “multiutenza“, qui l’utente ha già un suo posto personale ben definito: la propria $HOME nel filesystem, ossia ad esempio nel mio caso /home/felipe. Tutte le applicazioni a riga di comando, compresa la stessa shell, storicamente hanno sempre usato e usano la $HOME come punto di riferimento. → Continua: “Il Desktop *è* la cartella $HOME

Applet GNOME, "Informazioni su" e altre inutilità

felipe, 13 dicembre 2005 @ 23:07 - commenta »

Uno dei principali motivi per cui uso GNOME è la famosa HIG (Human Interface Guidelines) ispirata a principi di semplicità e massima efficienza e che, oltre a principi generali di usabilità, definisce cose molto pratiche come il numero di pixel che devono esserci tra un pulsante e un’altro, oppure la grandezza dei caratteri in un dialogo d’errore.

Secondo tale HIG le applicazioni e lo stesso desktop idealmente dovrebbero avere un numero limitatissimo di “Preferenze” da impostare (meglio se nessuno), i dialoghi non dovrebbero allarmare mai l’utente con segnacci tipo triangoli con punti esclamativi… insomma l’utente dovrebbe essere esposto il meno possibile a GNOME in sé, per poter concentrarsi meglio sul lavoro.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us Come si può vedere da questa schermata il desktop GNOME è costituito da molti pezzetti di provenienza e fattura eterogenea. Il desktop “ritratto” è una installazione standard di Ubuntu Breezy con qualche piccola personalizzazione grafica (il marrone-cacca non mi piace). Tutte quelle finestrelle che vedete indicano versione, descrizione, autori, traduttori e copyright per *ogni* singolo pezzettino cliccabile di desktop. → Continua: “Applet GNOME, "Informazioni su" e altre inutilità