Google+ per me è no

felipe, 6 luglio 2011 @ 19:13 - 53 commenti »

Se non avete ancora un invito a Google+ potete chiederlo nell’apposita pagina “Google+ per tutti i pollycokers“. Anche se le nuove iscrizioni sono al momento limitate, i primi ad usarlo sono già dentro da qualche giorno. Io ho osservato parecchio e ora riassumo alcune impressioni al primo impatto.

Le funzionalità sono davvero tante: dalla chat/videochat alla condivisione foto (in stile Instagram e simili), alla possibilità di scrivere aggiornamenti nello “Stream” (simile alla “bacheca” in Facebook), alla ricondivisione degli elementi altrui (come Tumblr), ecc. Il layout a tre colonne creato per mostrare il tutto è comprensibilmente affollato nonostante l’abbondanza di spazi bianchi e la cura profusa1 . Molte funzionalità sono però incomplete, com’è normale aspettarsi da un servizio non ancora pienamente lanciato, ad esempio non esistono gruppi di discussione o pagine pubbliche, rimpiazzate dagli “Spunti” che però sono raccolte automatizzate di risorse, alcune procedure risultano poi macchinose (inviare un messaggio privato è ridicolo). Amaro in fondo: la chiusura e soprattutto la privacy-policy sono discutibili, con un trattamento dei dati personali -molti dati personali- che fa sempre un po’ paura (avrete fatto almeno un acquisto sul Market Android o con Google Checkout).

Alcuni di questi problemi sono più o meno facilmente risolvibili, come quelli che palesano quanto G+ sia un insieme di ispirazioni eterogenee, e saranno probabilmente prese in considerazione alcune proposte di migliorie giunte dagli utenti/tester. Altri aspetti invece sono decisamente più complicati da gestire, mi riferisco soprattutto all’intrinseca difficoltà di Google a rendersi accettabile per un pubblico alternativo a Facebook che comincia a capire i suoi diritti di cittadino di Internet. A seconda delle vostre opinioni politiche, potrete rifiutare anche solo l’idea di ingrassare le fila di Google o all’opposto trovarvi bene grazie ai tanti servizi offerti, ma solo quando saranno superate tutte le limitazioni attuali, in questo ritengo saggia l’attuale politica di limitare gli accessi.

Personalmente, l’unica cosa che mi invoglierà ad usare ogni tanto G+ è la vostra presenza2 che poi è ciò che fa di un sito qualsiasi un social network utile, ma a dirla tutta preferisco leggervi su Diaspora, altro progetto che, seppure incompleto, è aderente a principi un po’ più nobili che AdSense.

Google+ (plus) per tutti i pollycokers :)

felipe, 30 giugno 2011 @ 13:55 - 1.326 commenti »

AGGIORNAMENTO: Google sta scaglionando le iscrizioni di nuovi utenti. Abbiate pazienza e sarete tutti accontentati.

Il nuovo social network di Google è stato rivelato da poche ore e già è iniziata la caccia all’invito per usarlo, dal momento che siamo nella tipica fase di testing-alpha-freemasonry-clubdelcuore. Grazie a Luca “facciocose” Marra ho ricevuto un invito e adesso, come buona consuetudine da queste parti, lo propago a voi tutti.

Funziona come al solito: i primi utenti registrati a pollycoke che lasciano un commento saranno invitati da me1, poi essi stessi innescheranno la reazione a catena con quanti risponderanno al loro commento. Fino alla fine dei tempi, amen. Un po’ come è successo con DIASPORA* (cfr “Ecco Diaspora. Inviti (illimitati) per i pollycokers :)” chiuso per eccesso di commenti e “Cosa (non) è Diaspora e perché interessa a tutti saperlo” e a proposito mi hanno concesso qualche altro invito, se vi interessa). Ma -essendo questo pollycoke ed essendo noi paranoici- ci tengo subito a precisare che mentre Diaspora è il social network, distribuito, aperto, rispettoso e libero, Google+ è Google. Plus.

Insomma, un giro obbligatorio non lo si può negare, ma se avete a cuore i vostri dati personali abbiate l’accortezza di non rivelarli al mondo intero. Al momento il mio giudizio su questo nuovo SN è sospeso, visto che non ho ancora avuto modo di usarlo, ma una caratteristica vincente, la cui mancanza ha decretato la morte di Buzz e Wave, l’ho già individuata: sembra un prodotto destinato a permeare il cavallo di battaglia di Google, ossia la ricerca, e a radicarsi indissolubilmente in altri servizi di punta, quali GMail. Es decir: dovremmo farci i conti :)

Telecomandare il PC con Android

felipe, 1 giugno 2011 @ 20:58 - 40 commenti »

Sono appena finiti i miei corsi a scuola, tra brindisi, cene, qualche lacrima, scambio di numeri di telefono, improbabili e ambigui inviti privati sul filo della legalità e altre forme d’arte estemporanea.

Oggi voglio rendervi partecipe di come ho fatto collaborare due dei miei partner lavorativi, il portatile Galway PRO con Ubuntu gentilmente fornitomi da Garlach44 (recensione) e il mio sventratissimo e fido Nexus One acquistato con una recente offertona.

Adesso che nessun geek-insegnante mi legge forse sarà una segnalazione meno utile in ambito lavorativo, ma se ad esempio usate  il portatile per guardare un film di tanto in tanto, non potete perdervi questo paio di applicazioni che adesso vi descrivo, funzionano sia su Linux che Windows e MacOSX e trasformeranno il vostro Android in un vero telecomando da cinquecento euro! :D

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Recensione della ROM Android MIUI

felipe, 11 maggio 2011 @ 20:25 - 79 commenti »

Update: Xiaomi sta aprendo il codice della ROM!

Se avete un device Android e leggete pollycoke o i tanti siti che trattano di Android con quel meraviglioso linguaggio meticcio italiano/nerdese, siete sicuramente stati tentati di flashare una nuova ROM al posto della stock. Io mi sono spinto ben oltre la tentazione, avendo provato praticamente tutte le ROM cucinate dalla comunità.

In “Android visto da un pinguino curioso” e “Usare Android come una qualsiasi distribuzione Linux” ho già accennato che le principali ROM attualmente disponibili per il mio Nexus One sono: CyanogenMod, MoDaCo e MIUI, tratteggiandone brevemente le caratteristiche. Delle tre, quella che attualmente attira maggiormente la mia attenzione, per le interessanti funzionalità che offre è MIUI. Sfortunatamente però ho anche scoperto che è l’unica delle tre a non essere open source.

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Ecco perché amiamo (e odiamo) Unity

felipe, 6 maggio 2011 @ 18:32 - 120 commenti »

Uno degli aspetti centrali di questa Ubuntu 11.04 Natty Narwhal appena pubblicata è che questo aggiornamento ci ha salutati con una interfaccia tutta nuova, sorprendente e per certi versi spiazzante.

Proprio per il tentativo di differenziarsi così nettamente da tutte le altre, a mio avviso questa è la versione più ambiziosa di Ubuntu ad oggi (se la batte con l’indimenticata 4.10) e forse una delle più interessanti versioni di una distribuzione GNU/Linux mai rilasciata.

Se sarà all’altezza del suo compito lo decideranno solo gli utenti, nel frattempo possiamo vedere come sfruttarne al meglio le novità, accogliere i tanti spunti di discussione che ci offre, analizzarne i punti di forza e di debolezza e magari cercare di individuare le aree migliorabili. Che non mancano.

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Ubuntu Unity e Apple Magic Trackpad grazie a uTouch

felipe, 5 maggio 2011 @ 10:56 - 35 commenti »

Il team di Canonical ha in serbo grandi cose per il supporto ai tablet grazie al progetto Utouch, di cui vi avevo parlato tempo fa (cfr “Video di Ubuntu Unity con uTouch (su tablet Dell)“).

Utouch si prefigge di rendere Unity gestibile usando le dita invece del mouse per manovrare il Launcher, i menu, le finestre eccetera. Per i tablet al momento siamo ancora ad uno stadio embrionale, non è esattamente godurioso come mangiare cibo a mani nude ma -e questa è l’ottima notizia- è già accettabile per l’uso con una qualsiasi trackpad/touchpad multitouch, anzi è pure molto comodo!

Sto usando da alcuni giorni Unity con una Apple Magic Trackpad1 ed è comodissimo poter spostare le finestre con tre dita, avviare la Dash con un tocco di quattro dita, ingrandire/rimpicciolire le finestre allargando tre dita… Adesso vado a mangiare un boccone.

Nuove scrollbar di Ubuntu: come disabilitarle e perché

felipe, 3 maggio 2011 @ 10:54 - 48 commenti »

Oltre a Unity, la nuova interfaccia che tanto fa discutere (è quasi pronta una mia recensione dettagliata1 ), Ubuntu 11.04 introduce alcune piccole-grandi novità che caratterizzano non meno l’esperienza d’uso di tutti i giorni e che rientrano nel progetto del design team di Canonical di rendere Ubuntu un po’ più Ubuntu.

Si tratta anche qui di dettagli che non mancano di suscitare opinioni forti, come i due rappresentati nell’immagine qui accanto. Uno è da me accolto con fanfare festanti: il grip per ridimensionare le finestre. Dopo anni che ci alleniamo a fare i cecchini per riuscire a prendere quel fottuto pixel che dà inizio al ridimensionamento (specie con temi senza bordi), finalmente adesso abbiamo una comoda area sufficientemente ampia da essere individuata al primo colpo. Grande passo per l’umanità. Un’altra attesa e anticipata novità è rappresentata dalle scrollbar a scomparsa, la cui idea di fondo è buona, se non fosse che la realizzazione cozza con lo stile discreto di Unity e mi risulta scomoda. È di questo secondo aspetto che voglio discutere più a fondo, ecco nel dettaglio come disabilitare le nuove scrollbar e perché.

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Garlach44 Galway 15.6″ PRO portatile Linux – la recensione.

felipe, 14 aprile 2011 @ 17:17 - 74 commenti »

Portatile Garlach44 Galway PRO 15È passato quasi un mese dall’arrivo del nuovo giocattolo (cfr “Garlach44 Galway 15.6″ PRO, portatile Ubuntu per pollycoke :)“) e adesso che posso dichiarare gran parte delle mie curiosità soddisfatte, vi rendo partecipi delle mie impressioni sul Galway PRO.

Non sarà una recensione “canonica” del genere copia-incolla delle spec dal sito dal nuovo sito di Garlach44, quel tipo di recensioni sono forse più precise e ordinate ma francamente mi hanno stufato e immagino che siano venute a noia un po’ a tutti, invece vi racconto come ho gradualmente scoperto il laptop e i vari passaggi che ho effettuato per farlo mio.

Del resto non potrebbe essere altrimenti: la piacevole sensazione di avere un dialogo costruttivo, immediato e personale con l’azienda che fornisce il prodotto che utilizzi, non è paragonabile a nessuna esperienza finora avuta.

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Usare Android come una qualsiasi distribuzione Linux

felipe, 6 aprile 2011 @ 21:53 - 49 commenti »

Di recente ho pubblicato la panoramica “Android visto da un pinguino curioso“, per descrivere molte delle prime reazioni avute nelle prime settimane di utilizzo del mio Nexus One ma evitando di scendere troppo nei dettagli, principalmente perché non ho ancora una grande sicurezza riguardo al funzionamento di Android, e poi perché quella voleva essere appunto una panoramica.

Oggi invece mi riservo il piacere di addentrarmi in qualche considerazione più tecnica e approfondita, sempre seguendo le vie percorse per assecondare le mie curiosità personali e in qualche modo tutte mirate a soddisfare due domande che mi ero posto nella panoramica: “Posso usarla come una distro Linux?“, “Posso ottenere un Android senza Google?“. La risposta a entrambe è sì, e vi sorprenderete di quanto sia facile!

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Android visto da un pinguino curioso

felipe, 15 marzo 2011 @ 18:09 - 141 commenti »

Facendo due calcoli a partire dal tweet in cui ho dato notizia dell’acquisto, sono un utente di Android da circa tre settimane. In realtà qualche mese fa avevo già avuto una precedente esperienza con un Android da quattro soldi, ma è solo da quando possiedo un Nexus One che posso dire di aver dedicato meritate morbose attenzioni al sistema operativo mobile più cool del momento.

Durante questo periodo d’uso e di assoluto abuso, ho preso alcuni appunti che adesso voglio regalarvi. Lo avrei fatto anche prima, ma ho cercato di trattenermi dal rendere subito pubbliche le mie prime considerazioni per scongiurare la possibilità di scrivere giudizi avventati o le classiche castronerie del principiante, di quelle che poi procurano vergogna quando vengono rilette a distanza di tempo…

Devo dire però che, a distanza di circa venti giorni, confermo che le impressioni che ho avuto nel primo impatto restano valide. E questa, Signore e Signori, era la chiave di lettura della recensione.

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