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	<title>pollycoke :)Rubriche | pollycoke :) </title>
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	<description>Avventure di esseri umani nel meraviglioso mondo del software libero</description>
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		<title>pollycoke: adesso il 30% più comodo!</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 12:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>felipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[pollycoke :)]]></category>
		<category><![CDATA[SocialBox]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2011/11/25/pollycoke-adesso-il-30-piu-comodo/">pollycoke: adesso il 30% più comodo!</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-7509" title="facce-da-pollycoke" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2011/11/facce-da-pollycoke.jpg" alt="" width="468" height="316" align="left" />Avrete notato che da qualche tempo ho smesso di ripetervi quanto sono innamorato della <em>socialbox</em>, ma non perché l&#8217;idillio è finito, anzi! Specialmente da quando la <a href="http://pollycoke.org/2011/01/27/pollycoke-v3-ecco-tutte-le-novita/">socialbox è diventata pollycoke</a>, ossia la prima pagina, è la mia personale fonte di informazioni riguardanti notizie porno-geek tecnologiche e in particolare incentrate sul pinguino.</p>
<p>Se ci penso, è proprio gratificante sapere che ogni volta che voglio leggere notizie aggiornate posso semplicemente cliccare su pollycoke e trovarci sempre qualcosa di nuovo e interessante. Immagino sia lo stesso per voi, ma siccome io sono pignolo, voglio che tutto sia sempre <strong>giusto</strong>. Insomma, preso dal raptus di <em>precisineria</em> ho finalmente effettuato alcune modifiche al modo in cui vengono visualizzati il <a href="http://feeds.feedburner.com/socialbox">feed RSS</a> e i <a href="http://twitter.com/pollycokers" target="_blank">tweet della SocialBox</a> per rendere al meglio le notizie che condividiamo e discutiamo ogni giorno.</p>
<p>A seguire vi mostro qualche esempio pratico di quanto sono diventati più comodi e leggibili&#8230; e vi svelo in che modo tutto ciò cambierà pollycoke in meglio.</p>
<p><span id="more-7508"></span></p>
<h3>Il feed RSS</h3>
<p>I feed RSS rappresentano ancora il principale mezzo per veicolare i contenuti di pollycoke. Nuove tecnologie spuntano fuori ogni stagione, nuovi metodi per leggere i contenuti online in maniera rapida e sociale, ma un feed RSS, se ben presentato, resta il modo migliore per godere al meglio degli articoli. Questo è vero per il feed principale di pollycoke (quello del blog, che resta invariato) e finalmente adesso lo è anche per il <a href="http://feeds.feedburner.com/socialbox">feed della Socialbox</a>. Vi illustro quel che intendo con due esempi, <strong>prima</strong>:</p>
<p>e dopo:</p>
<p>Notevole, eh? Sto ancora sistemando qualche dettaglio e verificando su ogni singola entrata, ma i miglioramenti sono tangibili, e sono stati effettuati seguendo una logica che si basa principalmente sull&#8217;osservazione del modo in cui <strong>voi</strong> scrivete segnalazioni: un titolo breve (diciamo sotto il centinaio di caratteri, il resto viene troncato), a capo, una descrizione, eventuali immagini, testo citato, link. Ecco in dettaglio:</p>
<ul>
<li>il titolo delle notizie è stato normalizzato, da &#8220;<em>autore: testo a casaccio</em>&#8221; a &#8220;<strong>Titolo normalizzato (Autore)</strong>&#8220;;</li>
<li>alcuni <strong>tag</strong> sono stati filtrati (ad esempio grassetto e corsivo) per dare più omogeneità;</li>
<li>tutti i <strong>link</strong> sono rimasti intatti e funzionanti, compresi gli <strong>hashtag</strong>;</li>
<li>alcuni elementi sono stati <strong>stilati</strong>, come si può vedere dal blockquote qui sopra</li>
</ul>
<p>Le migliorie al titolo si riflettono anche nel secondo veicolo di diffusione delle notizie: Twitter.</p>
<h3>I tweet</h3>
<p>Se i feed RSS restano al primo posto, l&#8217;account <a href="http://twitter.com/pollycokers" target="_blank">Twitter della Socialbox</a> occupa un dignitoso secondo posto e si conferma il metodo più semplice per inviare veloci comunicazioni che rimandano alla notizia per intero. Affinché un buon tweet funzioni però, deve essere un minimo descrittivo ed efficace, ecco perché ho messo così tanta attenzione al titolo dei feed, dal momento che è riutilizzato per la creazione dei tweet. Ecco come apparivano prima:</p>
<p>e dopo:</p>
<p>Perfettamente leggibili. Anche qui, migliorie evidenti:</p>
<ul>
<li>il titolo è ripreso da quello estrapolato per il feed RSS e dunque rispecchia la prima riga della segnalazione.</li>
<li>eventuali hashtag presenti funzionano secondo il tipico funzionamento di Twitter (ossia ricerca Twitter)</li>
</ul>
<p>Come vedete ho già fatto il primo retweet della segnalazione di Amedeo, prima avrei dovuto scegliere di &#8220;citare&#8221; il suo tweet e sistemare manualmente il titolo, adesso basta un click (o un tap, dal telefono). Comodo e perfettamente godibile, mi chiedo perché non lo abbia fatto prima (e mi rispondo: perché non è esattamente divertente avere a che fare con questi aspetti).</p>
<h3>Buon pollycoke :)</h3>
<p>Non è finita qui, l&#8217;articolo dice che &#8220;pollycoke&#8221; è più comodo, e questo ha senso perché ormai la socialbox è pollycoke&#8230; ma il blog?</p>
<p>Il <a href="http://feeds.feedburner.com/pollycokenet" target="_blank">feed RSS dei miei articoli</a> resta sempre lo stesso e gode di ottima salute, essenzialmente perché è già perfettamente godibile così com&#8217;è ed è stato ottimizzato da tempo&#8230; Ma questo lavoro eseguito sul feed delle segnalazioni mi permette di esplorare una caratteristica che ho in mente dal primo giorno in cui ho reso pollycoke un esperimento unico di social blogging, ossia la possibilità sporadica di <strong>promuovere le vostre segnalazioni</strong> scritte meglio, nel feed principale. Questo significa moltiplicare istantaneamente il bacino di lettori delle vostre segnalazioni.</p>
<p>Ma non fatevi prendere dall&#8217;ansia da prestazione, il processo di &#8220;promozione&#8221; non è automatizzato e sarò io a scegliere quando e se farlo, insomma per il momento il 99% delle segnalazioni continueranno a rimanere nel loro feed dedicato ;-) Quindi adesso, tutti a partecipare!</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2011/11/25/pollycoke-adesso-il-30-piu-comodo/">pollycoke: adesso il 30% più comodo!</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-7509" title="facce-da-pollycoke" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2011/11/facce-da-pollycoke.jpg" alt="" width="468" height="316" align="left" />Avrete notato che da qualche tempo ho smesso di ripetervi quanto sono innamorato della <em>socialbox</em>, ma non perché l&#8217;idillio è finito, anzi! Specialmente da quando la <a href="http://pollycoke.org/2011/01/27/pollycoke-v3-ecco-tutte-le-novita/">socialbox è diventata pollycoke</a>, ossia la prima pagina, è la mia personale fonte di informazioni riguardanti notizie porno-geek tecnologiche e in particolare incentrate sul pinguino.</p>
<p>Se ci penso, è proprio gratificante sapere che ogni volta che voglio leggere notizie aggiornate posso semplicemente cliccare su pollycoke e trovarci sempre qualcosa di nuovo e interessante. Immagino sia lo stesso per voi, ma siccome io sono pignolo, voglio che tutto sia sempre <strong>giusto</strong>. Insomma, preso dal raptus di <em>precisineria</em> ho finalmente effettuato alcune modifiche al modo in cui vengono visualizzati il <a href="http://feeds.feedburner.com/socialbox">feed RSS</a> e i <a href="http://twitter.com/pollycokers" target="_blank">tweet della SocialBox</a> per rendere al meglio le notizie che condividiamo e discutiamo ogni giorno.</p>
<p>A seguire vi mostro qualche esempio pratico di quanto sono diventati più comodi e leggibili&#8230; e vi svelo in che modo tutto ciò cambierà pollycoke in meglio.</p>
<p> &rarr; Continua: "<a href="http://pollycoke.org/2011/11/25/pollycoke-adesso-il-30-piu-comodo/" class="more-link">pollycoke: adesso il 30% più comodo!</a>"</p>
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		<item>
		<title>Volevo provare il LiveUSB di KDE 4.7.2</title>
		<link>http://pollycoke.org/2011/10/27/volevo-provare-il-liveusb-di-kde-4-7-2/</link>
		<comments>http://pollycoke.org/2011/10/27/volevo-provare-il-liveusb-di-kde-4-7-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 10:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>felipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Umorismo spicciolo e...]]></category>
		<category><![CDATA[(Open)SUSE]]></category>
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		<category><![CDATA[Live USB]]></category>
		<category><![CDATA[UNetbootin]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2011/10/27/volevo-provare-il-liveusb-di-kde-4-7-2/">Volevo provare il LiveUSB di KDE 4.7.2</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-7398" title="IMG_20111027_101118" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2011/10/IMG_20111027_101118-468x280.jpg" alt="" width="468" height="280" />Qualche giorno fa, subito dopo aver scritto &#8220;<a title="KDE, when you gonna learn? (cit)" href="http://pollycoke.org/2011/10/15/kde-when-you-gonna-learn-cit/" rel="bookmark">KDE, when you gonna learn? (cit)</a>&#8220;, ho scaricato il <a href="http://home.kde.org/~kdelive/" target="_blank">KDE Live CD</a> 4.7.2 per fare il punto della situazione KDE, che non guardo da parecchi mesi ormai.</p>
<p>L&#8217;immagine iso è rimasta a fermentare sul desktop per vari giorni, perché dovete sapere che sono l&#8217;uomo più attivo e dinamico che calpesta la superficie terrestre, ma ho un problema con i negozi in cui vendono CD. Non riesco mai ad entrarci, sono tutti nel tragitto sbagliato o c&#8217;è traffico, oppure la commessa non è abbastanza innamorata di me&#8230; insomma cose così. Poi quando capita che perdo un&#8217;intera mattinata di tempo cerebrale per oltrepassare la soglia di uno di questi luoghi e mi rispondono &#8220;no, li abbiamo finiti&#8221;, lì ho la conferma che il mio problema con i supporti ottici è astrale.</p>
<p>Ma stiamo divagando, adesso vi spiego perché il titolo è coniugato all&#8217;imperfetto.</p>
<p><span id="more-7397"></span></p>
<p>Essendo io un tipo tutto sommato ragionevole, ho accettato questa grave menomazione con una buona dose di filosofia e ho trasformato la mia debolezza nei confronti dei dischi ottici in punto di forza: da anni ormai non masterizzo un livecd e preferisco schiaffare l&#8217;immagine su un pen drive, possibilmente usando l&#8217;ottimo unetbootin (cfr &#8220;<a title="Live CD? Nah… meglio Live USB, con UNetbootin [9 Tappi]" href="http://pollycoke.org/2010/05/30/live-cd-nah-meglio-live-usb-con-unetbootin/" rel="bookmark">Live CD? Nah… meglio Live USB, con UNetbootin [9 Tappi]</a>&#8220;). La sola parola <em>masterizzare</em> mi suona vecchia e artificiale in bocca, un po&#8217; come la parola <em>eroicomico</em>.</p>
<p>Così qualche giorno fa ho fatto esattamente quel che faccio da anni con le immagini ISO di Ubuntu, Fedora e altri distributori (compresa la stessa opensuse), e ho convertito il livecd in liveusb, con la differenza che stavolta non ha funzionato. Deve essere stata la lunga fermentazione, oppure forse <em>le immagini ISO sbiadiscono</em>, fatto sta che ho riprovato varie volte, cambiando anche pen drive, ma niente. Ieri <a href="https://plus.google.com/106206188646464115162/posts/Wm2xqRxgYNk" target="_blank">ne ho anche accennato brevemente su G+</a>, il social network dei nerd, e alcuni amici mi hanno risposto che il problema sono io (che in genere è sempre una risposta valida) e che posso provare a trasferire l&#8217;immagine iso sul pen drive usando il semplice comando dd.</p>
<p><a href="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2011/10/IMG_20111027_101722.jpg" rel="lightbox[7397]" title="IMG_20111027_101722"><img class="alignleft size-medium wp-image-7399" title="IMG_20111027_101722" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2011/10/IMG_20111027_101722-468x280.jpg" alt="" width="468" height="280" /></a>Ok, mi sono detto. Opensuse non supporta più unetbootin (in passato ha funzionato) e adotta qualche soluzione basata su iso ibrida, ma in qualche modo incompatibile. Mi sono spinto oltre e ho eseguito alla lettera le <a href="http://it.opensuse.org/SDB:Chiavetta_USB_Live" target="_blank">istruzioni del wiki di suse</a>: ho scartato l&#8217;idea di usare SUSE ImageWriter e ho preferito il metodo ddrescue (che poi non è altro che dd) come indicato nella procedura ufficiale e ho completato l&#8217;operazione con successo, nel frattempo che chiacchieravo amabilmente con Andrea (social networking, gnocca, pessimismo indotto da livecd) e Fabio (interessante novità in arrivo per chi usa Unity, a presto su questi schermi!). Completata la scrittura su pen drive, la smonto per lasciarle fare un eventuale residuo di sync sospeso, riavvio.</p>
<p>Stavolta parte, mi spunta la testa ammiccante del camaleonte, posso scegliere se avviare KDE e cazzo scelgo di farlo, poi attendo un tempo sospettosamente lungo, poi leggo i trace che potete ammirare nella comoda documentazione fotografica allegata. Il riavvio in failsafe porta agli stessi errori. Devo dire che anche la virtualizzazione per qualche motivo non funziona troppo bene e KDE ha problemi a disegnare il desktop (mai visto niente del genere con altre distribuzioni o versioni). Mentre scrivo sto scaricando la versione 32bit, giusto per tentare l&#8217;ultima possibilità, ma sia con Fedora che con Ubuntu non avevo mai avuto tutte queste noie.</p>
<p>Vale la pena sottolineare che il computer su cui ho effettuato i test non è nulla di ostico, anzi&#8230; è il <a href="http://pollycoke.org/2011/03/18/garlach44-galway-15-6-pro-portatile-ubuntu-per-pollycoke/">Galway PRO</a> della <a href="http://www.garlach44.eu">Garlach44</a>, un notebook espressamente destinato all&#8217;uso con Linux<sup><a href="http://pollycoke.org/2011/10/27/volevo-provare-il-liveusb-di-kde-4-7-2/#footnote_0_7397" id="identifier_0_7397" class="footnote-link footnote-identifier-link">1</a></sup>.</p>
<h3>Tutto questo per dire che</h3>
<p>FELIPE DICE CHE OPENSUSE E UNA MERDA. FELIPE ODIA KDE A MORTE!!!</p>
<p>No, abbassate i forconi voi due idioti lì in fondo. <strong>Opensuse è un&#8217;ottima distribuzione</strong>, come ho avuto modo di scrivere in passato (cfr &#8220;<a title="Fotorecensione di KDE 4.5.2 e openSUSE 11.3" href="http://pollycoke.org/2010/10/31/fotorecensione-di-kde-4-5-2-e-opensuse-11-3/" rel="bookmark">Fotorecensione di KDE 4.5.2 e openSUSE 11.3</a>&#8220;), e il fatto che questo livecd/usb non funzioni, il fatto che non sia compatibile con l&#8217;universalmente apprezzato unetbootin, il fatto che mi costringa ad usare SUSE Image Writer o lo stupido dd non solo non sono tragedie per l&#8217;umanità, ma non mi spostano di una virgola il giudizio sulla distribuzione. Semplicemente questa versione ha qualche problema. Capita e capiterà per il modo stesso in cui funzionano.</p>
<p>Allo stesso modo, prenderei bonariamente a istruttive vangate sugli stinchi chiunque stia in agguato in attesa di poter dire che odio KDE e che sotto-sotto approfitto di questa defaillance di opensuse per partecipare al complotto mondiale volto a denigrare KDE. Come dicevo ieri sul social network dei nerd: fino a qualche anno fa <strong>compilavo quotidianamente da sorgenti l&#8217;intero KDE</strong> e mantenevo aggiornate guide su come rendere la procedura indolore, seguendo lo sviluppo del desktop e invogliando tutti a usarlo, ma quando mi azzardo a sottolineare un aspetto che continua ad essere sbagliato, a dispetto degli anni che passano, sono automaticamente nel torto. È un atteggiamento orbo.</p>
<p>Capitelo.</p>
<h3>Insomma tutto questo per dire che</h3>
<p>Per dire che sono anni che dico<sup><a href="http://pollycoke.org/2011/10/27/volevo-provare-il-liveusb-di-kde-4-7-2/#footnote_1_7397" id="identifier_1_7397" class="footnote-link footnote-identifier-link">2</a></sup> quanto sia improduttiva e controproducente questa situazione in cui i distributori si fanno concorrenza in modo sbagliato e differenziandosi in aree che invece sarebbero di comune competenza e in cui l&#8217;unione degli sforzi sarebbe comune interesse.</p>
<p>Non ho tempo e voglia di telefonare al signor Red Hat, al signor Canonical e al signor chiunque-possegga-suse-stamattina, ma se potessi lo farei e direi loro: &#8220;fate <em>ambarabà ciccì coccò</em>, <strong>scegliete un solo installer</strong>, un solo sistema di riconoscimento hardware, un solo sistema di distribuzione delle immagini ISO<sup><a href="http://pollycoke.org/2011/10/27/volevo-provare-il-liveusb-di-kde-4-7-2/#footnote_2_7397" id="identifier_2_7397" class="footnote-link footnote-identifier-link">3</a></sup> e fate confluire i vostri sforzi sullo sviluppo di quello. Non è in questa area che rivoluzionerete Linux, non è nel confezionamento di un livecd non funzionante che apporterete ricchezza e biodiversità all&#8217;ecosistema. Non è sprecando sforzi per ricreare mille volte la stessa cosa che porterete Linux su ogni computer, infatti se fosse per suse oggi non sarebbe nemmeno sul mio, nonostante sia progettato per funzionare con Linux&#8221;. Questo direi.</p>
<p>E adesso che mi sono sfogato, finisco di scaricare la versione 32bit. Era carino provare KDE nella sua veste <em>ufficiosamente ufficiale</em>, ma se non va neanche quella provo KDE su un qualsiasi livecd/usb che funziona: Kubuntu o Fedora, oppure ne approfitto per riprovare Arch (come mi suggeriva Andrea) o magari Chakra.</p>
<p>Ognuna di esse col suo installer con riconoscimento hardware personalizzato.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2011/10/27/volevo-provare-il-liveusb-di-kde-4-7-2/">Volevo provare il LiveUSB di KDE 4.7.2</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-7398" title="IMG_20111027_101118" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2011/10/IMG_20111027_101118-468x280.jpg" alt="" width="468" height="280" />Qualche giorno fa, subito dopo aver scritto &#8220;<a title="KDE, when you gonna learn? (cit)" href="http://pollycoke.org/2011/10/15/kde-when-you-gonna-learn-cit/" rel="bookmark">KDE, when you gonna learn? (cit)</a>&#8220;, ho scaricato il <a href="http://home.kde.org/~kdelive/" target="_blank">KDE Live CD</a> 4.7.2 per fare il punto della situazione KDE, che non guardo da parecchi mesi ormai.</p>
<p>L&#8217;immagine iso è rimasta a fermentare sul desktop per vari giorni, perché dovete sapere che sono l&#8217;uomo più attivo e dinamico che calpesta la superficie terrestre, ma ho un problema con i negozi in cui vendono CD. Non riesco mai ad entrarci, sono tutti nel tragitto sbagliato o c&#8217;è traffico, oppure la commessa non è abbastanza innamorata di me&#8230; insomma cose così. Poi quando capita che perdo un&#8217;intera mattinata di tempo cerebrale per oltrepassare la soglia di uno di questi luoghi e mi rispondono &#8220;no, li abbiamo finiti&#8221;, lì ho la conferma che il mio problema con i supporti ottici è astrale.</p>
<p>Ma stiamo divagando, adesso vi spiego perché il titolo è coniugato all&#8217;imperfetto.</p>
<p> &rarr; Continua: "<a href="http://pollycoke.org/2011/10/27/volevo-provare-il-liveusb-di-kde-4-7-2/" class="more-link">Volevo provare il LiveUSB di KDE 4.7.2</a>"</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Sondaggio: Ubuntu Unity o GNOME Shell?</title>
		<link>http://pollycoke.org/2011/10/19/sondaggio-ubuntu-unity-o-gnome-shell/</link>
		<comments>http://pollycoke.org/2011/10/19/sondaggio-ubuntu-unity-o-gnome-shell/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 11:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>felipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[GNOME Shell]]></category>
		<category><![CDATA[Unity]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2011/10/19/sondaggio-ubuntu-unity-o-gnome-shell/">Sondaggio: Ubuntu Unity o GNOME Shell?</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-7388" title="ubuntu-gnome" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2011/10/ubuntu-gnome.jpg" alt="" width="468" height="351" align="left" />Quale delle due interfacce gode al momento del più alto consenso, la shell di GNOME 3 o Unity&#8230; o nessuna delle due?</p>
<p>Si può essere più o meno progressisti e aperti al cambiamento, più o meno partigiani nei confronti di GNOME/Red Hat o Ubuntu/Canonical, ma mi sa che in una cosa siamo tutti concordi: nell&#8217;ammettere che entrambi i nuovi ambienti proposti dalle maggiori distribuzioni sono ancora un po&#8217; troppo immaturi per rimpiazzare del tutto l&#8217;esperienza utente che forniva il buon vecchio (ma soprattutto vecchio) GNOME 2<sup><a href="http://pollycoke.org/2011/10/19/sondaggio-ubuntu-unity-o-gnome-shell/#footnote_0_7387" id="identifier_0_7387" class="footnote-link footnote-identifier-link">1</a></sup>. Sentimentalismi a parte, qual&#8217;è la vostra scelta? Ho pensato di fornire un sondaggio con voto multiplo, in modo da poter esprimere più di una scelta.</p>
<p><span id="more-7387"></span></p>
<blockquote><p><strong>Diffondi questa iniziativa!</strong></p>
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<h3>Sondaggio: Ubuntu Unity o GNOME Shell</h3>
<h3>Indicazioni d&#8217;uso</h3>
<p>Due semplici incisi: 1) il senso del sondaggio multivoto è di poter indicare anche due preferenze invece di una, ma non è obbligatorio farlo; 2) ho volutamente lasciato fuori i nomi degli altri ambienti, raggruppati nell&#8217;opzione &#8220;Altro&#8221;, dal momento che non è un sondaggio generico sul desktop preferito (cfr &#8220;<a href="http://pollycoke.org/2010/06/11/sondaggio-miglior-ambiente-desktop/">Sondaggio: Miglior Ambiente Desktop</a>&#8220;) ma invece è più focalizzato su Unity e GNOME Shell. Non c&#8217;è una vera domanda, interpretatelo come un &#8220;quale ritieni migliore?&#8221; o &#8220;quale stai usando?&#8221;. Amici di KDE, vi prometto che sto pensando anche a voi ;-)</p>
<p>Detto questo, per votare: una volta <a href="http://pollycoke.org/wp-login.php">identificati</a> (per evitare/limitare voti fasulli) basta selezionare la voce scelta e cliccare &#8220;Vota&#8221;. Se non siete ancora <a href="http://pollycoke.org/wp-login.php?action=register">registrati</a> a pollycoke potete farlo con un paio di click: oltre alla registrazione vera e propria (consigliata) c&#8217;è poi anche la possibilità di identificarsi a pollycoke con il proprio profilo sociale (Facebook, Twitter, OpenID e molti altri). Consiglio comunque la registrazione completa<sup><a href="http://pollycoke.org/2011/10/19/sondaggio-ubuntu-unity-o-gnome-shell/#footnote_1_7387" id="identifier_1_7387" class="footnote-link footnote-identifier-link">2</a></sup>.</p>
<p>Il sondaggio resterà attivo fino al <strong>31 ottobre</strong>. Questo dovrebbe permetterci di avere un&#8217;idea abbastanza organica.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2011/10/19/sondaggio-ubuntu-unity-o-gnome-shell/">Sondaggio: Ubuntu Unity o GNOME Shell?</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-7388" title="ubuntu-gnome" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2011/10/ubuntu-gnome.jpg" alt="" width="468" height="351" align="left" />Quale delle due interfacce gode al momento del più alto consenso, la shell di GNOME 3 o Unity&#8230; o nessuna delle due?</p>
<p>Si può essere più o meno progressisti e aperti al cambiamento, più o meno partigiani nei confronti di GNOME/Red Hat o Ubuntu/Canonical, ma mi sa che in una cosa siamo tutti concordi: nell&#8217;ammettere che entrambi i nuovi ambienti proposti dalle maggiori distribuzioni sono ancora un po&#8217; troppo immaturi per rimpiazzare del tutto l&#8217;esperienza utente che forniva il buon vecchio (ma soprattutto vecchio) GNOME 2<sup><a href="http://pollycoke.org/2011/10/19/sondaggio-ubuntu-unity-o-gnome-shell/#footnote_0_7387" id="identifier_0_7387" class="footnote-link footnote-identifier-link">1</a></sup>. Sentimentalismi a parte, qual&#8217;è la vostra scelta? Ho pensato di fornire un sondaggio con voto multiplo, in modo da poter esprimere più di una scelta.</p>
<p> &rarr; Continua: "<a href="http://pollycoke.org/2011/10/19/sondaggio-ubuntu-unity-o-gnome-shell/" class="more-link">Sondaggio: Ubuntu Unity o GNOME Shell?</a>"</p>
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		<item>
		<title>Ubuntu 11.10 in pillole: #2 test di personalità per GNOME 3</title>
		<link>http://pollycoke.org/2011/10/15/ubuntu-11-10-in-pillole-2-test-di-personalita-per-gnome-3/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 11:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>felipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Umorismo spicciolo e...]]></category>
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		<category><![CDATA[GNOME]]></category>
		<category><![CDATA[GNOME 3]]></category>
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		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2011/10/15/ubuntu-11-10-in-pillole-2-test-di-personalita-per-gnome-3/">Ubuntu 11.10 in pillole: #2 test di personalità per GNOME 3</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-7373" title="ubuntu-11.10-gnome" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2011/10/ubuntu-11.10-gnome.jpg" alt="" width="468" height="263" align="left" />Probabilmente non vi interessa troppo sapere che ho bruciato il monitor appiccicato al <a href="http://pollycoke.org/2010/03/24/macosx-visto-da-un-pinguino-curioso/">Mac Minchia</a>, e di sicuro non vi tange minimamente nemmeno il fatto che stia dando ripetizioni a un ragazzino dislessico al quale dopo poche difficilissime lezioni voglio già bene come se fosse mio figlio.</p>
<p>Ve ne rendo ugualmente partecipi, così come del fatto che -tra una cosa e l&#8217;altra- continuo a usare questa <strong>Ubuntu 11.10</strong> nuova di zecca con un <a href="http://pollycoke.org/2011/10/14/ubuntu-11-10-il-piu-bel-turutu-di-sempre/">login luccicante</a> e un parco software rinnovato. A tal proposito, uno dei <strong>cambiamenti evidenti</strong> è il passaggio da GNOME 2 a <strong>GNOME 3</strong>, o per meglio dire, da pezzi di uno a pezzi dell&#8217;altro, dal momento che Ubuntu usa Unity al posto della Shell.</p>
<p>E quando dico cambiamenti evidenti intendo dire casini.</p>
<p><span id="more-7366"></span></p>
<p>Prima di tutto voglio chiarire che <del>le mutilazioni</del> i cambiamenti alle parti di GNOME in uso su Ubuntu 11.10 non dipendono da Canonical ma dallo stesso team di GNOME, che ha ridotto l&#8217;interfaccia ai minimi termini perché sì. La differenza è che utilizzando Ubuntu abbiamo l&#8217;occasione di provare GNOME 3 senza la Shell, ossia senza il fattore wow, e godere così della possibilità di mettere alla prova la vera essenza di tutto ciò che sta sotto la superficie luccicante di GNOME 3. In tutta onestà non si può dire che ci sia troppo di nuovo.</p>
<p>Ad esempio una caratteristica che sto amando è il<strong> dialogo &#8220;Apri file&#8221;</strong> che -pur restando uguale a come è sempre stato- ha una modalità predefinita che mostra sempre una lista dei file più recentemente modificati. Questo semplice accorgimento mi sta risparmiando innumerevoli click ad ogni apertura di file. Certo, non è ancora limata e alcuni aspetti sono approssimativi, ad esempio sarebbe carino se fosse impostato un filtro sul tipo di file leggibile dall&#8217;applicazione con cui sto aprendo il dialogo. Nella foto che vedete qui sopra, sto aprendo un file con GEdit, l&#8217;editor di testi, e in effetti non ha troppo senso il fatto che mi vengano presentate immagini e altri formati non leggibili dall&#8217;applicazione. Il <em>non plus ultra</em> sarebbe poi una suddivisione per recenti recenti o recenti della settimana scorsa, mese passato, ecc, magari utilizzando funzionalità avanzate dell&#8217;amato-odiato Zeitgeist. Ma per adesso va già bene così.</p>
<p>Per il resto, Nautilus è lo stesso di sempre, le applicazioni base anche, il desktop predefinito è Unity e dunque non quello di GNOME&#8230; cosa resta? In generale sappiamo tutti che una parte decisiva nel rinnovamento di GNOME è stata svolta all&#8217;insegna di semplificazione, riduzione e razionalizzazione, sia a livello di applicazioni che di librerie sottostanti, ne facevo menzione nella recente <a href="http://pollycoke.org/2011/09/27/amore-felipe-fedora-48118/">breve recensione di Fedora</a>. Ma mentre nell&#8217;inutile minimalismo zen di una Fedora di prova tutto questo quasi non si nota, in un ambiente produttivo basato su una Ubuntu già <em>armata</em>, salta all&#8217;occhio che quel che manca a GNOME 3 è un set di minime utilità ed estensioni per rendere possibile un livello di comodità pari a quello di GNOME 2, che (a parte l&#8217;incongruo paragone con l&#8217;iper-personalizzabile KDE) forniva un buon livello di flessibilità. Resta la parte relativa alla personalizzazione.</p>
<p>Vi ricordate quando GNOME era conosciuto come il desktop delle nuove funzioni &#8220;incrementali&#8221;? Era bellissimo, ogni sei mesi spuntava esattamente quella piccola funzionalità semi nascosta che noi tutti aspettavamo, ed eravamo contenti. Con la rottura netta tra la versione 2 e la 3 però, le differenze tra le versioni si misurano ovviamente in termini di funzioni rimosse. Sappiamo già che <strong>il pannello non esiste più</strong>, soppiantato dalla Shell, e come conseguenza <strong>nemmeno le vecchie applet</strong> che noi tutti amavamo. Cose del genere. Posso capire tutto, quel che però non va giù è che il sempre tormentato <strong>Centro di Controllo</strong> è stato ridotto in dimensioni e funzionalità e adesso è un&#8217;ombra di quello di KDE, che a sua volta è un&#8217;ombra di quello di Mac OS X. Confido che con le prossime versioni torneremo ad avere migliorie incrementali, ma al momento c&#8217;è da registrare qualche noia dovuta a funzionalità rimosse.</p>
<p>Faccio un esempio pratico. Noi che abbiamo il viziaccio di leccare con bramosia e voluttà i nostri splendidi schermi (ma non è che si mi è bruciato per questo motivo?), faremo fatica a trattenere una smorfia all&#8217;apertura della capplet &#8220;Aspetto&#8221;. Se non sapete a cosa mi riferisco, correte subito a godere della guida &#8220;<a href="http://pollycoke.org/groups/guide/wiki/caratteri-da-leccare-su-ubuntu">Caratteri da leccare su Ubuntu</a>&#8220;, infedeli!</p>
<p>Nei bei tempi andati (ossia: ieri), questa capplet mostrava tutta una serie di controlli, per nulla pacchiani o confusionari, che erano utilissimi per chi voleva regolare alcuni dettagli più approfonditi della resa dei caratteri in GNOME. Beh, adesso non c&#8217;è più traccia di quei controlli: impossibile impostare il valore DPI dello schermo (utile a chi come me vuole impostare a livello globale i caratteri leggermente più piccoli dello standard), impossibile personalizzare il tema in uso per cambiare le icone o apportare altri cambiamenti eretici, tipo scegliere il carattere di sistema, impossibile anche&#8230; beh facciamo prima a dire cos&#8217;è che è permesso fare: cambiare lo sfondo. Anzi, il <em>rivestimento</em>.</p>
<h3>Dimmi come usi GNOME 3 e ti dirò chi sei</h3>
<p>Si profila dunque una stagione di stratagemmi per sopperire alle mancanze di GNOME 3 liscio <em>e</em> di GNOME 3 di Ubuntu, in attesa di prossime versioni più complete, di nuove applicazioni e magari di qualche utilità pensata espressamente per personalizzare Ubuntu Oneiric+. Qui prendiamo come esempio questo dei caratteri, ma lo stesso principio varrà per varie capplet e applet o semplici applicazioni da area di notifica, la quale ricordiamo che è assente in GNOME 3 e <em>semi-presente</em> in Unity, abilitata solo per alcune app (cfr la quarta pagina di &#8220;<a title="Ecco perché amiamo (e odiamo) Unity" href="http://pollycoke.org/2011/05/06/ecco-perche-amiamo-e-odiamo-unity/" rel="bookmark">Ecco perché amiamo (e odiamo) Unity</a>&#8221; al paragrafo &#8220;Configurare Unity&#8221;).</p>
<p>Insomma, tornando all&#8217;esempio che mi interessava: se come me avete l&#8217;esigenza di modificare il modo in cui i caratteri vengono visualizzati in GNOME (ferma restando la <a href="http://pollycoke.org/groups/guide/wiki/caratteri-da-leccare-su-ubuntu">guida sui caratteri da leccare</a>), da adesso sareste virtualmente fregati. Esistono però diverse soluzioni più o meno eretiche per le vostre richieste più o meno eretiche, dipende un po&#8217; da che tipi siete. Anzi, facciamo una specie di test sulla personalità, vostra oltre che di GNOME, un po&#8217; come quelli che si leggono nelle sale d&#8217;attesa del dentista.</p>
<p><strong>1. Se un tuo amico ti contraddice su qualcosa di cui sei notoriamente sicuro, tu gli dici:</strong></p>
<ul>
<li>A) Maledetto bastardo ho ragione io, idiota.</li>
<li>B) Uhm potresti anche avere ragione. Devo solo trovare il modo di fregarti.</li>
<li>C) Ok dai, sicuramente è come dici tu, posso offrirti mia moglie? Per favore.</li>
</ul>
<p><strong>2. Se hai fretta di arrivare all&#8217;appuntamento con il tuo amico della prima domanda, ma non trovi parcheggio:</strong></p>
<ul>
<li>A) Lasci l&#8217;auto sulle strisce pedonali di fronte alla stazione dei Carabinieri, ma arrivi in anticipo.</li>
<li>B) Lo chiami e gli dici che c&#8217;è vuoi presentargli la barista di un posto nuovo, vediamoci lì.</li>
<li>C) Giri all&#8217;infinito per trovare posto, chiami tua moglie e le dai precise istruzioni.</li>
</ul>
<p><strong>3. Se un altro amico ti invita a una partita di calcetto, ma tu odi il calcio:</strong></p>
<ul>
<li>A) Scommetti cento euro che gli fai due gol, lui accetta e poi ti confida che siete nella stessa squadra.</li>
<li>B) Accetti solo se puoi portare un altro giocatore, quel tuo amico soprannominato &#8220;gambatesa&#8221;.</li>
<li>C) Lui stesso ti propone come alternativa quella di presentargli la tua ormai famosa moglie.</li>
</ul>
<p>Se avete scelto una maggioranza di <strong>A</strong>, la vostra soluzione è installare <strong>GNOME Tweak Tool</strong> che, tra le tante assolutamente inutili (è pensato per GNOME Shell), contiene un&#8217;opzione per cambiare caratteri e dimensioni, ma che vi installerà come dipendenze l&#8217;altra metà di GNOME 3, Shell compresa. Se avete scelto più <strong>B</strong>, la vostra soluzione è <strong>dconf-editor</strong>, che in &#8220;org &gt; gnome &gt; desktop &gt; interface&#8221; vi permette di impostare DPI (text-scaling-factor), caratteri e tutto il resto da una scomoda ma completa interfaccia ad albero simile a gconf-editor. Se infine avete scelto <strong>C</strong>, la vostra soluzione è avviare la capplet &#8220;<strong>Accesso Universale</strong>&#8221; dal centro di controllo, e modificare il valore della dimensione del testo, che non era quello che cercavate ma sempre meglio di dare via vostra moglie.</p>
<p>Se invece i vostri risultati sono mescolati, declino ogni responsabilità sul casino che state per combinare.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2011/10/15/ubuntu-11-10-in-pillole-2-test-di-personalita-per-gnome-3/">Ubuntu 11.10 in pillole: #2 test di personalità per GNOME 3</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-7373" title="ubuntu-11.10-gnome" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2011/10/ubuntu-11.10-gnome.jpg" alt="" width="468" height="263" align="left" />Probabilmente non vi interessa troppo sapere che ho bruciato il monitor appiccicato al <a href="http://pollycoke.org/2010/03/24/macosx-visto-da-un-pinguino-curioso/">Mac Minchia</a>, e di sicuro non vi tange minimamente nemmeno il fatto che stia dando ripetizioni a un ragazzino dislessico al quale dopo poche difficilissime lezioni voglio già bene come se fosse mio figlio.</p>
<p>Ve ne rendo ugualmente partecipi, così come del fatto che -tra una cosa e l&#8217;altra- continuo a usare questa <strong>Ubuntu 11.10</strong> nuova di zecca con un <a href="http://pollycoke.org/2011/10/14/ubuntu-11-10-il-piu-bel-turutu-di-sempre/">login luccicante</a> e un parco software rinnovato. A tal proposito, uno dei <strong>cambiamenti evidenti</strong> è il passaggio da GNOME 2 a <strong>GNOME 3</strong>, o per meglio dire, da pezzi di uno a pezzi dell&#8217;altro, dal momento che Ubuntu usa Unity al posto della Shell.</p>
<p>E quando dico cambiamenti evidenti intendo dire casini.</p>
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		<title>Chiacchierata con gli italiani in Unity</title>
		<link>http://pollycoke.org/2011/04/25/chiacchierata-con-gli-italiani-in-unity/</link>
		<comments>http://pollycoke.org/2011/04/25/chiacchierata-con-gli-italiani-in-unity/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 20:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>felipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salotto di (maria de) Felipe]]></category>
		<category><![CDATA[Canonical]]></category>
		<category><![CDATA[GNOME]]></category>
		<category><![CDATA[GNOME Shell]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[Unity]]></category>
		<category><![CDATA[Zeitgeist]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2011/04/25/chiacchierata-con-gli-italiani-in-unity/">Chiacchierata con gli italiani in Unity</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-7261" title="Schermata" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2011/04/Schermata.jpg" alt="" width="300" height="234" align="left" />In questi giorni ho avuto modo di scambiare alcune piacevoli chiacchiere con tre pollycoker d&#8217;eccezione: <a href="http://pollycoke.org/trevinho/">Marco &#8220;treviño&#8221; Trevisan</a>, <a href="http://pollycoke.org/cando/">Stefano &#8220;cando&#8221; Candori</a> e <a href="http://pollycoke.org/arlecchino92/">Andrea &#8220;arlecchino&#8221; Azzarone</a>.</p>
<p>En<em>tre</em>mbi partecipano allo sviluppo di Unity, la nuova interfaccia grafica di Ubuntu, e due di loro saranno anche sponsorizzati da Canonical per partecipare al prossimo UDS, che si svolgerà a Budapest.</p>
<p>Le mie domande sono quelle che un po&#8217; tutti avremmo curiosità di porre (o almeno credo, sono benvenuti altri spunti!). Si è discusso dello stato di usabilità attuale del progetto e di cosa possiamo aspettarci in futuro, quali saranno i loro prossimi contributi e come fare per iniziare a partecipare&#8230; senza tralasciare argomenti più politici quali il rapporto di Canonical e Unity con progetti quali Zeitgeist e GNOME 3 Shell.</p>
<p><span id="more-7259"></span></p>
<p><strong>felipe</strong>: Ciao ragazzi, grazie per aver risposto alla chiamata. Vi si legge spesso in SocialBox e dunque siete noti ai più, ma presentatevi un po&#8217; a chi ancora non vi conoscesse: da quanto contribuite a Unity, di cosa vi occupate o vi siete occupati, partecipate anche ad altri progetti?</p>
<p><strong><span style="color: #339966;">Stefano Candori</span></strong>: Mi chiamo Stefano Candori, ho 22 anni<sup><a href="http://pollycoke.org/2011/04/25/chiacchierata-con-gli-italiani-in-unity/#footnote_0_7259" id="identifier_0_7259" class="footnote-link footnote-identifier-link">1</a></sup>, sono studente di ingegneria informatica a Bologna e sviluppo nel mondo dell&#8217;open source da poco piu di un anno: ho incominciato con emesene e poi emesene 2. Sono poi passato a Gnome Activity Journal e Zeitgeist a dicembre 2010 e ora sono il manutentore del primo. Ho icominciato a contribuire a Unity sempre intorno a dicembre-gennaio con (fino ad ora) 5-6 bugfixing&#8230;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Andrea Azzarone</span></strong>: Ciao mi chiamo Andrea Azzarone, ho 19 anni e frequento ancora le superiori (Istituto Tecnico Commerciale). Le varie modifiche a Unity sono state il mio primo approccio con l&#8217;open source, dato che credo di aver iniziato abbastanza tardi. Beh oltre ad alcuni bugfix (l&#8217;ultimo oggi) credo dii essere conosciuto per aver reso possibile il ridimensionamento della springboard. Un&#8217;altra mia modifica minore<sup><a href="http://pollycoke.org/2011/04/25/chiacchierata-con-gli-italiani-in-unity/#footnote_1_7259" id="identifier_1_7259" class="footnote-link footnote-identifier-link">2</a></sup> è stata la possibilità di <a href="http://pollycoke.org/socialbox/p/25444/">scegliere quali dispositivi visualizzare nella springboard</a>. Non contribuisco ad altri progetti (per il momento) anche se ho qualche piccolo progetto su launchpad.</p>
<p><strong><span style="color: #3366ff;">Marco Trevisan</span></strong>: Beh&#8230; Mi chiamo Marco Trevisan, ho 25 anni, sono studente in Informatica a Firenze, mi interesso di opensource da circa 6 anni e dopo essermi dedicato ad Ubuntu come &#8220;impacchettatore folle&#8221;, mi sono avvicinato allo sviluppo di Unity da poco dopo il suo annuncio, vedendo in esso la possibilità di avere qualcosa di &#8220;diverso&#8221;, integrato e più compatto anche dal punto di vista dello sviluppo (visto che le sue parti fanno quasi tutte riferimento ad Ubuntu stessa). In Unity, intendendo con esso solo il &#8220;desktop&#8221; ho fatto alcune correzioni per quanto riguarda <a href="http://pollycoke.org/socialbox/p/20726/">la gestione dei titoli troppo lunghi delle finestre</a> e dell&#8217;<a href="http://pollycoke.org/socialbox/p/20667/">autohide del launcher per supportare l&#8217;intellihide</a>, mentre considerando più tutta &#8220;l&#8217;infrastruttura unity&#8221; ho fatto delle patch per <a href="http://pollycoke.org/socialbox/p/18329/">migliorare indicator-sound</a> ed indicator-datetime, lavorando su tutta l&#8217;infrastruttura delle libindicator / libappindicator per aggiungere alcune funzionalità. Ho partecipato in questi anni a vari progetti in modo più o meno consistente, poi avvicinandomi ad Openmoko mi sono concentrato principalmente su SHR ed Elementary (libreria EFL). Di recente mi sono avvicinato anche allo sviluppo di Vala a cui (tento) di contribuire.</p>
<h3>Unity, lo stato dei fatti</h3>
<p><strong>felipe</strong>: C&#8217;è grande attenzione per Unity: la nuova interfaccia segnerà una decisa rottura con il passato (e anche con il presente, ma su questo torniamo dopo), c&#8217;è però anche confusione: nel tripudio di bozze e ipotesi che vediamo giornalmente, non si riesce a capire se Unity sia già un progetto completo e funzionante e se sarà in grado di reggere il confronto di funzionalità con la vecchia shell. ci sono secondo voi parti vitali che mancano ancora? Penso soprattutto all&#8217;assenza di un vero menu e all&#8217;interfaccia di ricerca che sembra ancora &#8220;fragile&#8221;, a meno che non stiate tirando fuori qualche roditore dal cilindro</p>
<p><strong><span style="color: #3366ff;">Marco Trevisan</span></strong>: Unity è sicuramente una grande scommessa che dimostra anche un certo coraggio del team di sviluppo (e del nostro dittatore benevolo). Il suo sviluppo però richiederà sicuramente molto tempo e anche se in questi pochi mesi si è fatto moltissimo, tanto ancora deve accadere: da qui si nota anche la necessità di ricorrere alla comunità, che mai quanto adesso è stata fatta partecipe ed invitata calorosamente allo sviluppo. Parti da completare prima del freeze ce ne sono tante, ma a livello di funzionalità credo che non si voglia stravolgere molto per adesso, dedicandosi piuttosto ai fix dei numerosi bug presenti. Ci sono funzionalità che mancano rispetto al vecchio GNOME e che a me un po&#8217; pesano, ad esempio la possibilità di lanciare applicazioni facendo riferimento allo schema classico, ma come prima versione secondo me è sufficiente. Un&#8217;altro aspetto sono i menù: l&#8217;idea è buona, ma non è del tutto usabile: pensate ad una finestrina che ha un menù in uno schermo ad alta risoluzione&#8230; Per accedere al suo menù (sempre che ci si accorga che ce l&#8217;abbia!) bisogna percorrere pixel e pixel col mouse.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Andrea Azzarone</span></strong>: L&#8217;idea di Unity a me piace&#8230; al di là delle varie personalizzazioni che si vanno chiedendo (tipo la posizione del launcher e soprattutto il supporto ai temi per la dash e il launcher stesso) bisogna migliorare la navigazione tra le varie categorie all&#8217;interno della dash! Qualche giorno fa è stato pubblicato un mockup (in realtà c&#8217;è anche il codice) in cui la divisione in categorie veniva effettuata già all&#8217;interno della dash principale (io la chiamo ShortCut Dash). IMHO non è questo il modo corretto di procedere, dato che in questo modo la navigazione tra le categorie non è instantanea come avviene all&#8217;interno del caro vecchio classico menu di GNOME.</p>
<p><strong><span style="color: #339966;">Stefano Candori</span></strong>: Unity non credo sia assolutamente completo, sopratutto nei progetti degli sviluppatori principali&#8230;però il tempo è tiranno.Infatti ho letto l&#8217;altro giorno in #ayatana che ormai fino al rilascio saranno praticamente solo bugfixing. Per le nuove feature principali bisognerà attendere la prossima versione di Ubuntu. Ti dico la mia: per me il confronto lo regge egregiamente, è solo questione di abituarsi ad un sistema completamente diverso; comunque posso capire chi &#8220;odia&#8221; Unity: i gusti sono gusti. Per quanto riguarda il menu, ti do &#8220;metà ragione&#8221; :) Per me è comunque tutto accessible, ma in un modo nuovo e diverso: è solo questione di abitudine. Sull&#8217;interfaccia di ricerca invece sono pienamente d&#8217;accordo: è ancora molto poco definita e concludente: ma diamogli ancora qualche tempo!</p>
<p><strong>felipe</strong>: pensate che Canonical avrebbe fatto meglio a rilasciare Unity solo in una versione già utilizzabile e solo successivamente coinvolgere comunità e sviluppatori (e anche voi), un po&#8217; come fa Google con Android?</p>
<p><strong><span style="color: #3366ff;">Marco Trevisan</span></strong>: Credo che si sia fatto bene a rilasciare tutto da zero (o quasi) e rendere partecipe la comunità da subito al suo sviluppo e test. Purtroppo nel mondo aziendale, anche se open source, questo succede raramente (ricorda niente XGL?), mentre Canonical ha percorso una strada diversa: far nascere Unity come progetto del suo grembo, sviluppato principalmente dai suoi uomini, ma a cui tutti potevano contribuire. Ora, chiaramente questo è un aspetto molto positivo dal lato degli sviluppatori, capisco che dal lato utente non è detto che porti ai risultati migliori, ma Unity attualmente è già in grado di fornire tutto quello che si vuole avere da un desktop.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Andrea Azzarone</span></strong>: Io diciamo avrei preferito così: si fa l&#8217;annuncio &#8220;In ubuntu 11.10 utilizzeremo Unity come shell di default&#8221; poi si procede ad un primo sviluppo (giusto le basi) portato avanti dagli sviluppatori canonical. Dopo la prima base di codice si apre lo sviluppo ai volontari, semmai pubblicando l&#8217;annuncio sui siti più in vista (OMG! Ubuntu e WebUpd8 giusto per fare un&#8217;esempio).</p>
<p><strong><span style="color: #339966;">Stefano Candori</span></strong>: sono d&#8217;accordo con trevino, in tutto e per tutto.</p>
<p><strong>felipe</strong>: A livello di design e implementazione, qual è la parte più riuscita e funzionale di Unity, e quale invece quella che vi convince di meno. Punti di forza e di debolezza secondo voi, insomma.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Andrea Azzarone</span></strong>: Punto di forza: il launcher a sinistra, dopo averlo usato qualche settimana non posso più farne a meno! Punto debole: come già detto sopra, la dash e la sua navigazione in categorie. Il menù nascosto e integrato nel pannello superiore poteva essere risparmiato.</p>
<p><strong><span style="color: #339966;">Stefano Candori</span></strong>: punto di forza futuro: Zeitgeist e la sua integrazione nella ricerca. Qualcosa del genere in altri sistemi potrebbe essere nepomuk su kde, o tracker (che però è un sistema di ricerca, cosa che Zeitgeist non è assolutamente). Idea ottima ma ancora da limare: i places.</p>
<p><strong><span style="color: #3366ff;">Marco Trevisan</span></strong>: Un punto di forza è sicuramente la sua struttura pensata molto bene per l&#8217;utilizzo in ogni piattaforma (che può essere il vecchio desktop fino ai tablet passando per i netbook) anche se richiede certamente delle ottimizzazioni. Mi piace moltissimo la dash ma per ora devo dire più come idea, che per come sono implementate le attuali lenses (sono un po&#8217; troppo confusonarie per ora), anche se la possibilità di crearne di nuove dall&#8217;esterno in una varietà di altri linguaggi è davvero una chicca. Non adoro del tutto il launcher, che meriterebbe di essere rivisto quando usato in modalità autohide (ho faticato un po&#8217; ad abituarmici, utilizzando prima solo dock in basso) anche se il suo funzionamento è buono. Andrebbe sicuramente sfruttato di più anche in correlazione con la dash. Gli indicatori ormai sono storici, ma sono sicuramente uno strumento molto utile anche se pure quelli meriterebbero un po&#8217; di lavoro (i.e.: tooltip? Sì, anche se non quelli &#8220;classici&#8221;). Non approvo invece la modalità dei menu: si risparmia molto spazio verticale e la cosa è fortemente gradita, ma il fatto di non essere indicati in qualche modo finché non si va col mouse sul pannello li rende molte volte irraggiungibili (capita e capiterà anche a voi tante volte di avere una finestrella a giro e non pensate che i suoi comandi sono nell&#8217;appmenu). Sono sicuramente molto belle le ayatana-scrollbars (che saranno di default), anche se a me manca un po&#8217; la possibiltà di usare lo scroll facendo middle-click sulla parte in cui voler scrollare. Dal punto di vista degli sviluppatori, c&#8217;è da dire che è stato fatto un uso incredibile di DBus, con i suoi pregi e difetti. Considerate che praticamente ogni oggetto presente nel desktop Unity agisce tramite gli altri via DBus (menu inclusi). Il lato poisitivo che deriva (anche) da questo è che le API per sviluppare su Unity rappresentano qualcosa che è sempre mancato ai desktop (per lo più free) linux: consentono di personalizzare ed ampliare quasi ogni elemento senza dover far riferimento per forza al codice generale.</p>
<p><strong>felipe</strong>: mi chiarisci il concetto di &#8220;lense&#8221; in Unity?</p>
<p><strong><span style="color: #3366ff;">Marco Trevisan</span></strong>: Le lense sono praticamente le vecchie &#8220;places&#8221; (non so se avevi visto il wiki per la &#8220;vecchia&#8221; ubuntu netbook remix) comunque consentono di creare delle nuove &#8220;schede&#8221; da aprire nella dash, per agire su aspetti diversi. Puoi vedere degli esempi <a href="https://wiki.edubuntu.org/Unity/Lenses">qui</a> o <a href="https://wiki.edubuntu.org/Unity/Lenses/Ideas?action=show&amp;redirect=Unity/Places/Ideas">qui</a>. In sintesi, permettono di incrementare le funzionalità della Dash.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2011/04/25/chiacchierata-con-gli-italiani-in-unity/">Chiacchierata con gli italiani in Unity</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-7261" title="Schermata" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2011/04/Schermata.jpg" alt="" width="300" height="234" align="left" />In questi giorni ho avuto modo di scambiare alcune piacevoli chiacchiere con tre pollycoker d&#8217;eccezione: <a href="http://pollycoke.org/trevinho/">Marco &#8220;treviño&#8221; Trevisan</a>, <a href="http://pollycoke.org/cando/">Stefano &#8220;cando&#8221; Candori</a> e <a href="http://pollycoke.org/arlecchino92/">Andrea &#8220;arlecchino&#8221; Azzarone</a>.</p>
<p>En<em>tre</em>mbi partecipano allo sviluppo di Unity, la nuova interfaccia grafica di Ubuntu, e due di loro saranno anche sponsorizzati da Canonical per partecipare al prossimo UDS, che si svolgerà a Budapest.</p>
<p>Le mie domande sono quelle che un po&#8217; tutti avremmo curiosità di porre (o almeno credo, sono benvenuti altri spunti!). Si è discusso dello stato di usabilità attuale del progetto e di cosa possiamo aspettarci in futuro, quali saranno i loro prossimi contributi e come fare per iniziare a partecipare&#8230; senza tralasciare argomenti più politici quali il rapporto di Canonical e Unity con progetti quali Zeitgeist e GNOME 3 Shell.</p>
<p> &rarr; Continua: "<a href="http://pollycoke.org/2011/04/25/chiacchierata-con-gli-italiani-in-unity/" class="more-link">Chiacchierata con gli italiani in Unity</a>"</p>
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		<title>SocialBox, abusi e gestione del conflitto</title>
		<link>http://pollycoke.org/2011/04/12/socialbox-abusi-e-gestione-del-conflitto/</link>
		<comments>http://pollycoke.org/2011/04/12/socialbox-abusi-e-gestione-del-conflitto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 09:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>felipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[pollycoke :)]]></category>
		<category><![CDATA[SocialBox]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2011/04/12/socialbox-abusi-e-gestione-del-conflitto/">SocialBox, abusi e gestione del conflitto</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-7235" title="tu" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2011/04/tu.jpeg" alt="" width="300" height="290" align="left" />Un paio di giorni fa in SocialBox è nata una piccola discussione un po&#8217; sopra le righe, originata da un fuori-tema di un <em>ex-utente</em> di pollycoke :)</p>
<p>Usando la terminologia delle <a href="http://pollycoke.org/groups/guide/wiki/guida-alla-pubblicazione-di-notizie-su-pollycoke">linee guida</a>, la segnalazione in questione non era una notizia o una risorsa riguardante quel &#8220;geek-porno&#8221; che è il collante di tutte le nostre discussioni da ormai parecchi anni. Si trattava invece della segnalazione di un video musicale di un&#8217;artista francese<sup><a href="http://pollycoke.org/2011/04/12/socialbox-abusi-e-gestione-del-conflitto/#footnote_0_7234" id="identifier_0_7234" class="footnote-link footnote-identifier-link">1</a></sup>, e insomma era un &#8220;abuso&#8221;, termine che -comunque la mettiamo- è entrato a far parte delle nostre discussioni.</p>
<p>Qualcuno ha apprezzato la digressione musicale fuoritema, diciamo &#8220;più umana&#8221; e meno tecnica rispetto agli argomenti generali, ma la reazione di molti è stata piuttosto chiara: fastidio. Ora, al di là dell&#8217;accoglienza della non-notizia in sé, vorrei fare insieme a voi il punto della situazione SocialBox con qualche riflessione, cercare di capire cosa è andato storto in questo caso e magari provare a mettere le cose nella giusta prospettiva per il futuro.</p>
<p><span id="more-7234"></span></p>
<h3>SocialBox, cos&#8217;è e chi partecipa</h3>
<p>Tutti noi, dai più restii e reazionari fino agli entusiasti social-pollycokers più assidui, abbiamo imparato ad amare quella che è ormai la <a href="http://pollycoke.org/2011/01/27/pollycoke-v3-ecco-tutte-le-novita/">prima pagina di pollycoke v3</a>. Da quella specie di &#8220;guestbook&#8221; che era la vecchia <em>MessageBox</em> di qualche anno fa (chi di voi veterani la ricorda?) ci troviamo adesso con qualcosa di completamente diverso, un esempio originale e unico di <strong>social blogging</strong> in continua evoluzione e imprevedibile crescita.</p>
<p>I numeri visibili parlano di circa 1400 membri iscritti, tantissimi lettori via <a href="http://feeds.feedburner.com/socialbox">feed RSS</a> (molti più di quanti ne abbia un qualsiasi blog di medie dimensioni), migliaia di visite giornaliere alle notizie segnalate, centinaia di commenti, discussioni, voti e <a href="http://pollycoke.org/felipe/socialbox/27606">adesso anche tag</a> che vengono macinati ogni giorno. Il tutto in <strong>costante crescita di volume e qualità</strong> delle notizie e delle discussioni. Qualche giorno fa ho perfino fatto qualcosa che non avrei mai ritenuto possibile: ho eliminato dal mio Google Reader ogni feed RSS relativo a notizie su Linux, e ne ho lasciato solo uno, indovinate quale ;)</p>
<p>Quando mesi fa ho deciso di imprimere questa direzione sociale, ho corso un piccolo grande rischio: quello di &#8220;sputtanare&#8221; (termine tecnico) pollycoke e renderlo un covo di spam e confusione, invece sono stato piacevolmente sorpreso da quanto ci avessi visto giusto! Il sistema funziona e le mie linee guida, quelle segnalate in apertura, sono servite solo come spunto iniziale: già da tempo la SocialBox ha iniziato ad <strong>auto-regolamentarsi</strong> e gestirsi. Da un giorno all&#8217;altro nascono nuove linee guida per la scrittura e lo stile delle segnalazioni, buone consuetudini sugli argomenti più apprezzati, discussioni propositive anche geniali e deliranti su come migliorare ulteriormente lo strumento.</p>
<p>Sono allo studio alcuni sistemi per rendere possibile effettuare discussioni in libertà, separate dalla prima pagina, ma al momento il concetto di base resterà invariato e soprattutto vorrei che non ci fossero sottosezioni, forum separati o intrecci di pagine: la formula magica è un semplice campo di testo e un pulsante invia :)</p>
<h3>Organizzazione vs Autogestione</h3>
<p>Considerando l&#8217;equilibrio mistico che per qualche strano motivo ha innescato questo circolo virtuoso, non esiste alcun genere di controllo oppressivo dall&#8217;alto, richiami, moderazioni o dettami. L&#8217;unica azione di contenimento presente nel sito è limitata a un pulsante tramite cui chiunque può contribuire a marcare una notizia come duplicata, cioè già segnalata in precedenza. Non esistono pollice-verso o sistemi per dare voti negativi, non ci sono moderatori o membri più uguali degli altri e io stesso (al pari dei veterani) raramente mi spingo oltre &#8220;consigli&#8221; su come utilizzare al meglio lo strumento. Questo funziona a meraviglia, rende tutti ugualmente partecipi com&#8217;è giusto che sia, ed è <strong>un sistema che non verrà cambiato</strong> finché continuerà a funzionare.</p>
<p>Paradossalmente (ma neanche tanto) quel che non può stare imbrigliato in nessuna autogestione è proprio ciò che fa la forza di questo posto: il fattore umano. Se volessimo leggere notizie in un ambiente asettico ci abboneremmo ad ANSA.it, invece stando qui cerchiamo il parere, in confronto e il conforto di tanti avatar che abbiamo imparato a conoscere e che fanno parte della nostra vita quotidiana. Quando accedo a pollycoke, spesso già ad un primo sguardo riconosco chi ha scritto l&#8217;ultima decina di articoli (a parte ovviamente eventuali nuovi iscritti che segnalano la loro prima notizia, in qualche modo presentandosi) e quasi sempre so già cosa aspettarmi e pregusto il modo in cui si evolveranno le discussioni.</p>
<p>È proprio il fattore umano, che in un certo senso tiene in vita questo posto, a prestare il fianco a qualche conflitto. Oltre alle notizie credo che sia un <strong>istinto naturale</strong> quello che porta a condividere, proporre e discutere argomenti non proprio strettamente connessi con l&#8217;argomento principale, quel sempre citato <em>geek-porno</em> di cui sopra. Lo so benissimo perché anche a me verrebbe voglia di fare segnalazioni fuori-tema molto spesso, ma personalmente non mi lascio mai prendere la mano e quando mi scappa lo faccio in altri lidi, per <strong>non sporcare</strong> qui.</p>
<h3>Gestione del conflitto</h3>
<p>Un istinto naturale dunque&#8230; ma non necessariamente condiviso. Allo stesso modo in cui mi contengo io, ho sempre cercato di <em>suggerire</em> ai nuovi arrivati che gli argomenti non a tema -per quanto potenzialmente piacevoli- possono non interessare a tutti o peggio ancora infastidire alcuni. Per fortuna è comunque un <strong>fenomeno molto limitato</strong>, ma ritengo sia giusto usare la scusa della recente discussione per affrontarlo adesso, in prospettiva futura, dopotutto credo che discussioni del genere possano fare solo bene a qualunque comunità.</p>
<p>Mi rifaccio un attimo ai numeri che ho citato più sopra. Tra i 1400 membri iscritti, solo una percentuale commenta il blog, segnala notizie o partecipa attivamente, questo è perfettamente normale e sotto gli occhi di tutti. Quel che forse è meno apparente è che al contrario sono molti di più i lettori <em>non iscritti</em> che leggono quel che viene scritto e segnalato ogni giorno, sia direttamente sul sito che tramite feed RSS, Twitter, Facebook, Friendfeed, Google Reader ecc ecc. Potreste essere tentati di fregarvene e considerarli solo lettori passivi o &#8220;lurker&#8221;, ma se ci pensate sono anche loro che danno popolarità e diffusione a quello che scrivete :)</p>
<p>Cosa succede dunque quelle rare volte in cui qualche nuovo arrivato, magari un po&#8217; inesperto ma pieno di entusiasmo, pubblica una segnalazione che non solo non contiene una notizia ma anzi è un fuori tema? Quando posso e capito a pochi minuti dalla pubblicazione del post, cerco di essere il primo a commentarlo, in modo da avvertire l&#8217;autore <strong>e</strong> dare una direzione a tutta la discussione. Ho notato con piacere, ed è un atteggiamento che mi sento di incoraggiare, che un po&#8217; tutti i &#8220;veterani&#8221; tendono ad avere questo tipo di reazione, che qualcuno ha definito &#8220;sistema immunitario&#8221; :)</p>
<p>Personalmente, quando tocca a me fare la parte del <strong>linfocita</strong>, condisco il tutto con umana empatia e abbondanza di faccine distensive&#8230; le seconde servono a chiarire che il mio messaggio redarguisce ma non è un attacco, la prima non si tratta di finzione, ma è un sincero mettersi nei panni di chi prova ad entrare in un gruppo che, per quanto sia accogliente e aperto a tutti, si presenta agli occhi esterni come una struttura già organica con personaggi e nomi riconoscibili che possono incutere la soggezione del &#8220;gruppo chiuso&#8221; a chi non la conosce. In fondo, chi di noi non si è mai trovato nella posizione di sentirsi escluso da un gruppo?</p>
<p>Questa è stata appunto l&#8217;impressione che ha avuto l&#8217;ex-pollycoker di cui accennavo in apertura e a cui non ho fatto in tempo a rispondere prima che cancellasse la sua utenza. Va da sé che non mi interessa commentare il singolo caso, che ormai è acqua passata ed è servito solo come spunto per trattare di abusi e della sempre <strong>più bellissima</strong> SocialBox&#8230; Anzi ne approfitto: non è che qualcuno di voi ha conservato il link a quel video? :P</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2011/04/12/socialbox-abusi-e-gestione-del-conflitto/">SocialBox, abusi e gestione del conflitto</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-7235" title="tu" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2011/04/tu.jpeg" alt="" width="300" height="290" align="left" />Un paio di giorni fa in SocialBox è nata una piccola discussione un po&#8217; sopra le righe, originata da un fuori-tema di un <em>ex-utente</em> di pollycoke :)</p>
<p>Usando la terminologia delle <a href="http://pollycoke.org/groups/guide/wiki/guida-alla-pubblicazione-di-notizie-su-pollycoke">linee guida</a>, la segnalazione in questione non era una notizia o una risorsa riguardante quel &#8220;geek-porno&#8221; che è il collante di tutte le nostre discussioni da ormai parecchi anni. Si trattava invece della segnalazione di un video musicale di un&#8217;artista francese<sup><a href="http://pollycoke.org/2011/04/12/socialbox-abusi-e-gestione-del-conflitto/#footnote_0_7234" id="identifier_0_7234" class="footnote-link footnote-identifier-link">1</a></sup>, e insomma era un &#8220;abuso&#8221;, termine che -comunque la mettiamo- è entrato a far parte delle nostre discussioni.</p>
<p>Qualcuno ha apprezzato la digressione musicale fuoritema, diciamo &#8220;più umana&#8221; e meno tecnica rispetto agli argomenti generali, ma la reazione di molti è stata piuttosto chiara: fastidio. Ora, al di là dell&#8217;accoglienza della non-notizia in sé, vorrei fare insieme a voi il punto della situazione SocialBox con qualche riflessione, cercare di capire cosa è andato storto in questo caso e magari provare a mettere le cose nella giusta prospettiva per il futuro.</p>
<p> &rarr; Continua: "<a href="http://pollycoke.org/2011/04/12/socialbox-abusi-e-gestione-del-conflitto/" class="more-link">SocialBox, abusi e gestione del conflitto</a>"</p>
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		<title>Sondaggio: Migliore Distribuzione Linux</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 14:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>felipe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2010/11/09/sondaggio-migliore-distribuzione-linux/">Sondaggio: Migliore Distribuzione Linux</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-7058" title="tux" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2010/11/tux.jpg" alt="" width="250" height="305" /><strong>Aggiornamento</strong>: ho aggiunto un <em>esperimento interessante</em>, leggete oltre ;)</p>
<p>Nuova puntata dei <a href="http://pollycoke.org/category/rubriche/sondaggi/">sondaggi di pollycoke :)</a> Stavolta non si tratta di scegliere semplicemente il <a href="http://pollycoke.org/2010/05/16/sondaggio-a-premi-miglior-browser/">miglior browser</a> o il <a href="http://pollycoke.org/2010/05/01/sondaggio-miglior-lettore-musicale/">miglior lettore musicale</a> per GNU/Linux, ma di esprimere il vostro giudizio proprio sulla vostra versione preferita di GNU/Linux; la distribuzione che utilizzate e che considerate migliore insomma.</p>
<p>Che Linux usate sui vostri desktop o sui vostri server? Quale usate per lavorare? Quale consigliate ai vostri amici curiosi? Quale prendete come riferimento quando sviluppate? Quale ritenete che stia lavorando meglio in termini di tecnologie e funzionalità offerte all&#8217;utente? Definire una &#8220;migliore distribuzione&#8221;   potrebbe creare un loop infinito nella mente dei più precisi e   meticolosi, ma sta a voi decidere come interpretare la richiesta&#8230; e partecipare.</p>
<p><span id="more-7057"></span></p>
<blockquote><p><strong>Diffondete questa iniziativa.</strong></p>
<p>Sarebbe  interessante se il numero dei voti fosse all’altezza del numero dei  lettori di pollycoke! Avete un blog? Pubblicizzate il sondaggio,  scrivendone<sup><a href="http://pollycoke.org/2010/11/09/sondaggio-migliore-distribuzione-linux/#footnote_0_7057" id="identifier_0_7057" class="footnote-link footnote-identifier-link">1</a></sup>. Non lo avete? Cliccate su “Mi piace” accanto al titolo, per  segnalarlo ai vostri amici su <a href="http://www.facebook.com/pollycoke" target="_blank">Facebook</a>, oppure condividetelo su <a href="http://www.twitter.com/pollycoke" target="_blank">Twitter</a>, <a href="http://www.friendfeed.com/pollycoke" target="_blank">FriendFeed</a> ecc. Più siamo, più oggettivo sarà :)</p></blockquote>
<h3>Sondaggio: Migliore Distribuzione Linux</h3>
<h3>Bonus: esperimento di sondaggio multi-voto</h3>
<p>Ho accolto l&#8217;<a href="http://pollycoke.org/2010/11/09/sondaggio-migliore-distribuzione-linux/#comment-32825">idea di Frafra</a>, anche <a href="http://pollycoke.org/socialbox/p/12872/">discussa in SocialBox</a> e pensato di aggiungere questo esperimento di <strong>voto multiplo</strong>. Potete dare non uno ma fino a <strong>tre voti</strong> alle distribuzioni che preferite, questo dovrebbe rendere meno drastica e problematica la scelta.</p>
<p>Questo secondo sondaggio resta appunto un esperimento per capire quanto potrebbe essere interessante fornire più voti contemporaneamente, non prendetelo troppo sul serio, visto che non è di certo una questione di vita o morte :)</p>
<h3>Le necessarie &#8220;Indicazioni d&#8217;uso&#8221;</h3>
<p>Non potevo ovviamente inserire tutte le diecimila distribuzioni esistenti, mi sono limitato alle più conosciute e comunque ne ho inserite ben 17, quando in genere tutti i sondaggi non vanno oltre la decina di opzioni. Spero che abbiate trovato la vostra distribuzione preferita, se così non fosse usate il tasto &#8220;Altro&#8221; e magari specificate nei commenti.</p>
<p>Per votare: una volta <a href="../wp-login.php">identificati</a> (per evitare/limitare voti fasulli) basta selezionare la voce  scelta e cliccare &#8220;Vota&#8221;. Se non siete ancora <a href="../wp-login.php?action=register">registrati</a> a pollycoke potete farlo con un paio di click: oltre alla  registrazione vera e propria (consigliata) c&#8217;è poi anche la possibilità di  identificarsi a pollycoke con il proprio profilo sociale (Facebook, Twitter, OpenID e  molti altri). Consiglio comunque la registrazione completa<sup><a href="http://pollycoke.org/2010/11/09/sondaggio-migliore-distribuzione-linux/#footnote_1_7057" id="identifier_1_7057" class="footnote-link footnote-identifier-link">2</a></sup>.</p>
<p>Il sondaggio resterà attivo fino al <strong>30 novembre</strong>.  Questo dovrebbe permetterci di avere un&#8217;idea abbastanza organica sui  gusti della comunità italiana in fatto di distribuzioni più usate.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2010/11/09/sondaggio-migliore-distribuzione-linux/">Sondaggio: Migliore Distribuzione Linux</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-7058" title="tux" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2010/11/tux.jpg" alt="" width="250" height="305" /><strong>Aggiornamento</strong>: ho aggiunto un <em>esperimento interessante</em>, leggete oltre ;)</p>
<p>Nuova puntata dei <a href="http://pollycoke.org/category/rubriche/sondaggi/">sondaggi di pollycoke :)</a> Stavolta non si tratta di scegliere semplicemente il <a href="http://pollycoke.org/2010/05/16/sondaggio-a-premi-miglior-browser/">miglior browser</a> o il <a href="http://pollycoke.org/2010/05/01/sondaggio-miglior-lettore-musicale/">miglior lettore musicale</a> per GNU/Linux, ma di esprimere il vostro giudizio proprio sulla vostra versione preferita di GNU/Linux; la distribuzione che utilizzate e che considerate migliore insomma.</p>
<p>Che Linux usate sui vostri desktop o sui vostri server? Quale usate per lavorare? Quale consigliate ai vostri amici curiosi? Quale prendete come riferimento quando sviluppate? Quale ritenete che stia lavorando meglio in termini di tecnologie e funzionalità offerte all&#8217;utente? Definire una &#8220;migliore distribuzione&#8221;   potrebbe creare un loop infinito nella mente dei più precisi e   meticolosi, ma sta a voi decidere come interpretare la richiesta&#8230; e partecipare.</p>
<p> &rarr; Continua: "<a href="http://pollycoke.org/2010/11/09/sondaggio-migliore-distribuzione-linux/" class="more-link">Sondaggio: Migliore Distribuzione Linux</a>"</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chiacchierata con Luca Ferroni su LinuxDay e Dossier Scuola</title>
		<link>http://pollycoke.org/2010/10/20/chiacchierata-con-luca-ferroni-su-linuxday-e-dossier-scuola/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 11:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>felipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salotto di (maria de) Felipe]]></category>
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		<description><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2010/10/20/chiacchierata-con-luca-ferroni-su-linuxday-e-dossier-scuola/">Chiacchierata con Luca Ferroni su LinuxDay e Dossier Scuola</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-6933" title="Dossier Scuola" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2010/10/DossierScuola.png" alt="Dossier Scuola" width="250" height="310" align="left" />Il tanto atteso <a href="http://www.linuxday.it/" target="_blank">LinuxDay</a> 2010 è alle porte! Questo fine settimana ogni LUG, FSUG o altra organizzazione affine proporrà conferenze, dibattiti e incontri nelle principali città d&#8217;Italia.</p>
<p>Con rammarico &#8211; non avendo ancora preso la <a href="http://pollycoke.org/2010/10/07/ok-giu-la-maschera/">decisione di buttare giù la maschera</a> &#8211; ho declinato ogni invito a partecipare in qualità di relatore<sup><a href="http://pollycoke.org/2010/10/20/chiacchierata-con-luca-ferroni-su-linuxday-e-dossier-scuola/#footnote_0_6932" id="identifier_0_6932" class="footnote-link footnote-identifier-link">1</a></sup> ma questo non significa che non supporti la causa, ovviamente!</p>
<p>Come immaginerete infatti, sono sempre disponibile a fare quanto mi è possibile per dare spazio alle iniziative promosse dagli &#8220;attivisti&#8221; che si muovono ogni giorno &#8211; spesso contro tutto e tutti &#8211; per portare la gente e le istituzioni a conoscere il software libero in Italia. A questo proposito ho intervistato <strong>Luca Ferroni</strong>, coordinatore del progetto <a href="http://www.dossierscuola.it/" target="_blank">Dossier Scuola</a>, fondatore di PDP FSUG, membro di FLOSS Marche e Italian Linux Society, da poco consigliere di Assoli, coordinatore di una <em>marea</em> di progetti interessanti e uomo più indaffarato della Terra™. Ne è venuta fuori una chiacchierata<sup><a href="http://pollycoke.org/2010/10/20/chiacchierata-con-luca-ferroni-su-linuxday-e-dossier-scuola/#footnote_1_6932" id="identifier_1_6932" class="footnote-link footnote-identifier-link">2</a></sup> da non perdere.</p>
<p><span id="more-6932"></span><br />
<strong>felipe</strong>: Ciao Luca, presentati a quanti ancora non ti conoscessero<br />
<strong><span style="color: #000080;">Luca Ferroni</span>:</strong> sono Luca Ferroni, noto nei meandri della comunità come fero :) mi piace occuparmi di innovazione sociale: sono Laureato in Informatica e da parecchi anni vivo il mondo associazionistico. Penso che la società di oggi ci offra grandi opportunità di partecipazione e in questo sono assolutamente convinto che il Software Libero e le reti svolgano un ruolo chiave per un miglioramento del nostro modo di vivere e di chi ci sta intorno. Da poco sono imprenditore di <a href="http://www.befair.it/about/luca-ferroni/" target="_blank">BeFair</a> e per portare avanti queste idee in modo più strutturato mi sono affacciato nelle reti di Economia Solidale.</p>
<p><strong>felipe</strong>: interessante. in cosa consiste il tuo coinvolgimento con il software libero e in particolare con il linuxday?<br />
<strong><span style="color: #000080;">Luca Ferroni</span>:</strong> mi sono &#8220;infiltrato&#8221; in varie associazioni perché penso che prerogativa principale di chi vuole portare un cambiamento sia di rimboccarsi le maniche ed entrare a stretto contatto con ciò che esiste già<br />
Ho fondato il gruppo di utenti di Software Libero PDP, partecipo attivamente al FLOSS Marche, ILS ed Assoli di cui sono da poco divenuto consigliere. Per questo Linux Day incentrato sulla scuola ho deciso di assumermi la responsabilità di coordinare la realizzazione del Dossier Scuola, un volume che raccoglie motivazioni, consigli e buone pratiche per l&#8217;<strong>adozione del Software Libero nella scuola italiana</strong>.</p>
<p><strong>felipe</strong>: nel breve scambio di email che abbiamo avuto hai accennato alla differenza tra LUG e FSUG, potresti chiarirla?<br />
<strong><span style="color: #000080;">Luca Ferroni</span>:</strong> Nella pratica le differenze tra LUG e FSUG dipendono ovviamente dalle persone che vi partecipano e dalle attività che fanno. Tipicamente possiamo assimilare i due gruppi. Però diciamo che nella sigla, posto che chi ha fondato il gruppo abbia considerato questo aspetto, si può individuare la direzione dei due tipi di gruppo: la meta ultima di un FSUG (Free Software Users Group) è il Software Libero e i suoi principi di libertà, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata. Un LUG (Linux Users Group) invece è più legato al kernel Linux e al sistema operativo GNU/Linux e quindi ha un approccio più tecnologico e di funzionalità invece che di principio. Per capirsi: a noi non interessa che GNU/Linux sia il sistema più diffuso al mondo, interessa che i programmi siano completamente liberi e perciò l&#8217;utente finale sia rispettato sempre e comunque, indipendentemente che siano programmi per Pinguino, Diavoletto o Pesce Palla, PDP appunto :) O perché no, che sia un attuale blasonato sistema proprietario o una suite da ufficio che vengano rilasciati in tutte le sue parti come Software Libero. E&#8217; importante non creare spaccature in un mondo cosi frammentato, anche perché non ha senso che esistano: se vai a vedere nel pratico si promuove spessissimo la stessa cosa. Credo di non aver sminuito nessuno con queste frasi.</p>
<p><strong>felipe</strong>: veniamo al linuxday e al dossier scuola, è una cosa che mi interessa particolarmente, così come tutti i tentativi di portare il software libero nelle istituzioni. cosa è e a cosa vorrebbe servire il Dossier Scuola?<br />
<strong><span style="color: #000080;">Luca Ferroni</span>:</strong>: Il Dossier Scuola deve servire da prontuario per i docenti e i dirigenti scolastici: a partire da una premessa che intende suggerire come &#8220;<strong>l&#8217;informatica è informazione, ma soprattutto formazione</strong>&#8220;, le motivazioni servono a capire &#8220;perché&#8221; è un aspetto che riguarda tutti, e non deve essere delegato agli informatici o ai tecnici, i consigli servono a mostrare il &#8220;come fare&#8221; a proporre e gestire il cambiamento nella scuola, i programmi servono a mostrare che &#8220;<strong>le soluzioni ci sono</strong>&#8221; e ovviamente sono un piccolo sottoinsieme, uno spunto per l&#8217;approfondimento, mentre le esperienze e i progetti servono a far vedere che &#8220;<strong>tanti lo hanno fatto e hanno riscontrato molti benefici</strong>&#8220;. Da quest&#8217;ultima sezione le scuole potranno prendere esempi e contatti con chi ha già trovato una soluzione.</p>
<p><strong>felipe</strong>: avete già condotto esperimenti sul campo?<br />
<strong><span style="color: #000080;">Luca Ferroni</span>:</strong> Ce ne sono molti! Ora ne abbiamo ricevuti solo una piccola parte e crediamo che il momento del Linux Day sia un&#8217;ottima occasione per aprirsi a ricevere altri contributi. Di applicazione dell&#8217;obiettivo del dossier di servire da prontuario ai docenti ne abbiamo ricevuto uno noi a <strong>Fabriano</strong> :) che abbiamo evoluto la rete di un laboratorio esistente con una soluzione presentata nel Dossier. Altri ci comunicano di aver accennato del Dossier a dirigenti e docenti che si sono dimostrati estremamente interessati, ma sai&#8230; quest&#8217;ultimo periodo abbiamo lavorato molto per finalizzarne i contenuti (e tu lo sai perché è da un mese che dobbiamo fare questa intervista :) ) e quindi questi ultimi stanno attendendo questa prima tappa del Linux Day per presentarlo in una &#8220;prima versione stabile&#8221; ;P</p>
<p><strong>felipe</strong>: avete ricevuto adesioni, qualcuno ha già adottato il DS?<br />
<strong><span style="color: #000080;">Luca Ferroni</span>:</strong> più che adozione del Dossier Scuola io parlerei di adozione del Software Libero nella scuola. Il Dossier ad oggi lo hanno visto in pochi ma circa una cinquantina di persone hanno contribuito con le proprie esperienze e i propri progetti e ci sono anche esperienze non banali come ad esempio i fantastici esperimenti di cinema e musica di <strong>Raffaella Traniello</strong>, da cui abbiamo estratto sia un&#8217;esperienza che un progetto. Poi delle altre non me la sento di fare un confronto, le abbiamo raccolte da ogni parte d&#8217;Italia: <strong>Udine</strong> al nord, <strong>Grosseto</strong> e <strong>Fabriano</strong> al centro, <strong>Gela</strong> al sud e ce ne sono altre. Per non parlare dei progetti: dai programmi per la lingua italiana e quelli dedicati agli ipovedenti, ai laboratori contenuti in un singolo DVD o ancora alla più &#8220;fantascientifica&#8221; superficie interattiva a basso costo realizzata con il <strong>WiiMote</strong> oltre ovviamente alle importanti personalizzazioni dei sistemi GNU/Linux fatti dalle scuole, per le scuole! È stato veramente entusiasmante veder crescere questa sezione del documento: <a href="http://www.dossierscuola.it/Sezione4" target="_blank">http://www.dossierscuola.it/Sezione4</a></p>
<p><strong>felipe</strong>: quando sarà disponibile il Dossier Scuola?<br />
<strong><span style="color: #003366;">Luca Ferroni</span>: </strong>Sul sito <a href="http://www.linuxday.it" target="_blank">http://www.linuxday.it</a> è disponibile sia la versione stampabile che quella online integrale. Per la stampa abbiamo ritenuto opportuno effettuare alcuni tagli, sia per questione di spazi, ma soprattutto per incentivare alla stampa e rendere il documento più fruibile alla lettura. Abbiamo purtroppo dovuto tagliare parecchi programmi liberi per la scuola, ma siamo anche convinti che quella sezione (la 3) sia più pratica da consultare online, dopo averne assaporato il gusto. Invece per le esperienze ed i progetti abbiamo scelto di non tagliare nessuno, anche per gratificare chi le ha inserite del tempo impiegato. Ciò ci ha fatto indubbiamente molto piacere: abbiamo deciso di includere solamente la parte più immediata delle schede riassuntive in modo da poterne poi approfondire il contenuto online. Il prodotto, lo vedrete, è ben curato nonostante i tempi strettissimi dedicati alla parte grafica ed ha coinvolto <strong>Martina Doppio</strong> e la scuola <strong>Diskos</strong> che ringraziamo vivamente per la disponibilità.</p>
<p><strong>felipe:</strong> ci sarà una presentazione ufficiale?<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Luca Ferroni</strong></span>: Il <strong>23 ottobre, durante il Linux Day</strong>, la giornata nazionale di promozione di GNU/Linux e del Software Libero, <strong>in molte piazze d&#8217;Italia</strong> i gruppi locali presenteranno il Dossier Scuola per portarlo a conoscenza delle scuole e delle amministrazioni locali. L&#8217;invito ovviamente è di partecipare il 23 ottobre al Linux Day, una giornata fatta dai gruppi locali per tutti: è infatti un evento divulgativo, non rivolto ad informatici, ma a chiunque usa il computer, quindi&#8230; praticamente tutti! A conclusione del lavoro, posso guardarmi indietro e dire che abbiamo ottenuto senza ombra di dubbio un risultato importante, che sono convinto sarà solo un punto di partenza per una futura sinergia e quindi maggiore efficacia nella promozione del Software Libero nell&#8217;educazione. Sono sincero quando dico che &#8220;mi sono venuti i brividi&#8221; rileggendo parti del Dossier, il gioco di squadra ha pagato ancora una volta. Non è stato facile, ma il gruppo c&#8217;è stato Un grande sforzo è stato fatto per portare avanti il progetto con la massima trasparenza nel tentativo di includere chi si sta occupando di Software Libero e scuola già da anni. Ritengo questo tipo di approccio fondamentale per giustificare le scelte fatte durante il percorso, sia per poterle poi verificare, sia per poter rispondere serenamente alle critiche che vengono fatte una volta concluso il lavoro e che puntualmente si presentano: il lavoro è tutto lì, se avessi voluto rimboccarti le maniche avresti potuto contattarci o vedere direttamente tu stesso di cosa avevamo bisogno. In questo JAGOM, o possiamo dire trac, è stato fondamentale.</p>
<p><strong>felipe:</strong> qual è stato il tuo ruolo come coordinatore e come è stato organizzato il lavoro?<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Luca Ferroni:</strong> </span>Sebbene io sia stato il coordinatore e sicuramente uno dei maggiori contributori del documento, ci tengo a dire che non sarei riuscito ad ottenere un risultato di questo tipo senza i miei più stretti collaboratori: in primis <strong>Riccardo</strong> che ringrazio per avermi accompagnato costantemente. Con lui ho condiviso vari pomeriggi e perfino un weekend &#8220;dossier&#8221;. Poi <strong>Fab</strong> ed <strong>Enza</strong>, il primo un professore appassionato con un occhio di riguardo per lo stile da adottare, l&#8217;altra una bomba esplosiva di grinta e tenacia ancora studentessa al liceo. Ne sono rimasto impressionato quando l&#8217;ho conosciuta al convegno &#8220;Didattica Aperta&#8221; a Verona: da sola aveva attraversato mezza Italia per arrivare lì e presentare la sua voglia di fare, di non stare a guardare passivamente ma di cambiare in meglio ciò che era in suo potere.</p>
<p>Concludo: <strong>l&#8217;opera è dedicata ai giovani</strong> con l&#8217;esortazione a fare come Enza, a divenire protagonisti del tempo che stanno vivendo. A dare libero sfogo alla creatività, alla collaborazione, allo spirito di iniziativa, a cercare sempre le risposte alle loro domande senza mai accettare di essere spettatori passivi. Questo è il messaggio del Software Libero, libertà e partecipazione. Un sentito grazie a Luca Menini per essersi dedicato con caparbietà anche quest&#8217;anno all&#8217;organizzazione del Linux Day: consultate la mappa su <a href="http://www.linuxday.it" target="_blank">http://www.linuxday.it</a> prima di sabato 23 ottobre 2010 e troverete l&#8217;evento più comodo per voi.</p>
<p>* * *</p>
<p>Beh da parte di tutti noi un sentito grazie a te Luca, e a tutte le magnifiche persone che hanno lavorato al progetto! Molti pollycokers sono fieri organizzatori o partecipanti, quindi oltre alla discussione sul Dossier Scuola, questo spazio resta a disposizione di tutti voi per promuovere l&#8217;evento che si terrà nella vostra città :)</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2010/10/20/chiacchierata-con-luca-ferroni-su-linuxday-e-dossier-scuola/">Chiacchierata con Luca Ferroni su LinuxDay e Dossier Scuola</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-6933" title="Dossier Scuola" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2010/10/DossierScuola.png" alt="Dossier Scuola" width="250" height="310" align="left" />Il tanto atteso <a href="http://www.linuxday.it/" target="_blank">LinuxDay</a> 2010 è alle porte! Questo fine settimana ogni LUG, FSUG o altra organizzazione affine proporrà conferenze, dibattiti e incontri nelle principali città d&#8217;Italia.</p>
<p>Con rammarico &#8211; non avendo ancora preso la <a href="http://pollycoke.org/2010/10/07/ok-giu-la-maschera/">decisione di buttare giù la maschera</a> &#8211; ho declinato ogni invito a partecipare in qualità di relatore<sup><a href="http://pollycoke.org/2010/10/20/chiacchierata-con-luca-ferroni-su-linuxday-e-dossier-scuola/#footnote_0_6932" id="identifier_0_6932" class="footnote-link footnote-identifier-link">1</a></sup> ma questo non significa che non supporti la causa, ovviamente!</p>
<p>Come immaginerete infatti, sono sempre disponibile a fare quanto mi è possibile per dare spazio alle iniziative promosse dagli &#8220;attivisti&#8221; che si muovono ogni giorno &#8211; spesso contro tutto e tutti &#8211; per portare la gente e le istituzioni a conoscere il software libero in Italia. A questo proposito ho intervistato <strong>Luca Ferroni</strong>, coordinatore del progetto <a href="http://www.dossierscuola.it/" target="_blank">Dossier Scuola</a>, fondatore di PDP FSUG, membro di FLOSS Marche e Italian Linux Society, da poco consigliere di Assoli, coordinatore di una <em>marea</em> di progetti interessanti e uomo più indaffarato della Terra™. Ne è venuta fuori una chiacchierata<sup><a href="http://pollycoke.org/2010/10/20/chiacchierata-con-luca-ferroni-su-linuxday-e-dossier-scuola/#footnote_1_6932" id="identifier_1_6932" class="footnote-link footnote-identifier-link">2</a></sup> da non perdere.</p>
<p> &rarr; Continua: "<a href="http://pollycoke.org/2010/10/20/chiacchierata-con-luca-ferroni-su-linuxday-e-dossier-scuola/" class="more-link">Chiacchierata con Luca Ferroni su LinuxDay e Dossier Scuola</a>"</p>
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		</item>
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		<title>Chiacchierata col team di Ubuntu One</title>
		<link>http://pollycoke.org/2010/10/09/chiacchierata-col-team-di-ubuntu-one/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 10:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>felipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Salotto di (maria de) Felipe]]></category>
		<category><![CDATA[Canonical]]></category>
		<category><![CDATA[Dropbox]]></category>
		<category><![CDATA[Ubuntu One]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2010/10/09/chiacchierata-col-team-di-ubuntu-one/">Chiacchierata col team di Ubuntu One</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-6907" title="ubuntu one" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2010/10/ubuntu_one.jpg" alt="ubuntu one" width="245" height="115" align="left" />Ubuntu One viene spesso liquidato da tanti come un clone di Dropbox non altrettanto supportato, io stesso ho attivato un&#8217;utenza ma non l&#8217;ho mai usata se non per brevi test. Con l&#8217;avvento di Ubuntu Music Store però si sono aperte nuove possibilità e nuovi scenari che mi hanno incuriosito.</p>
<p>In questa chiacchierata informale-ma-non-troppo che ho avuto ieri con Cristian Parrino e Nicola Larosa del team di Ubuntu One, Canonical, ho cercato dunque di togliermi alcune curiosità che ho sempre avuto ma mai approfondito. Credo che possa servire a capire un po&#8217; meglio le strategie dietro a questo ambizioso progetto di Canonical.</p>
<p><span id="more-6906"></span></p>
<h3>Presentazioni</h3>
<p><strong>felipe</strong>: ciao, grazie per aver accettato l&#8217;invito. Cominciamo subito o preferite fare due &#8220;palleggi&#8221;?<br />
<strong><span style="color: #000080;">Cristian Parrino</span>:</strong> un po&#8217; di stretching palleggiando è sempre utile :-)<br />
<strong><span style="color: #008000;">Nicola Larosa</span>:</strong> riscaldiamoci con le presentazioni.<strong><br />
felipe</strong> : ok cominciamo subito :D quali sono le vostre aree di competenza all&#8217;interno di Canonical e Ubuntu One?<strong><br />
</strong><span style="color: #888888;"><strong> <span style="color: #003366;">Cristian Parrino</span></strong></span>: io sono entrato in Canonical a Marzo con a carico  il gruppo Online Services.<br />
<span style="color: #008000;"><strong>Nicola Larosa</strong></span>: io sono Senior Web Developer all&#8217;interno del gruppo Online Services, che si occupa di Ubuntu One, lavoro in Canonical da gennaio 2009.<strong><br />
felipe</strong> : Ho <a href="http://pollycoke.org/felipe/socialbox/10872">anticipato in SocialBox</a> che avrei trattato di Ubuntu One, e ho ricevuto spunti molto interessanti, ma innanzi tutto potreste riassumere cos&#8217;è Ubuntu One?<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Cristian Parrino</strong></span>: Ho letto le anticipazioni infatti :-) Nel definire Ubuntu One stiamo cominciando ad usare il termine &#8220;personal cloud&#8221;, quindi quel luogo &#8220;fidato&#8221; dove non solo puoi depositare i tuoi contenuti e creare un accesso multiplattaforma, ma dove possiamo creare servizi utili sui contenuti depositati in Ubuntu One.</p>
<h3>I tre livelli di Ubuntu One</h3>
<p><strong>felipe</strong>: suppongo che le cose si siano evolute molto dopo Ubuntu Music Store, che ha fatto diventare One un progetto molto ambizioso.<strong><br />
<span style="color: #003366;">Cristian </span></strong><span style="color: #003366;"><strong>Parrino</strong></span>: sì, è interessante vedere Ubuntu One ad un ottica a tre livelli. Il primo, dal punto di vista dei tipi di contenuti sincronizzati e dalle piattaforme supportate, quindi documenti, note, segnalibri e contatti accessibili via Ubuntu, via web e tra poco Windows (beta) per i documenti. Il secondo è lo sviluppo dei servizi sui contenuti depositati in Ubuntu One, ad  esempio il servizio di music streaming integrato ad Ubuntu One Mobile, per Android e iPhone quindi prendiamo tutti gli mp3 depositati in Ubuntu One (e non solo quelli comprati attraverso il music store), e abilitiamo uno streaming ai telefoni iPhone e Android attraverso client locali. Il terzo è l&#8217;integrazione dei servizi di terzi, il music store è essenzialmente un primo esempio di come si possa integrare un servizio, in questo caso lo store di 7digital, al personal cloud. Immaginati lo stesso modello applicato ai diversi servizi online, che siano di musica, video, libri, ecc<strong><br />
felipe</strong>: il successivo passaggio sarà incoraggiare la crescita di un ecosistema di servizi, ma per fare questo sono necessari alcuni fattori, tra cui il multipiattaforma. Che tempi ci sono per Ubuntu One su Windows, ed è prevista una versione Mac?<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Cristian Parrino</strong></span>: a partire da Maverick, abbiamo una presenza su tutti e tre i livelli, anche se ci siamo focalizzati sui primi due per windows, il cliente beta e&#8217; previsto per la settimana prossima mentre il servizio Ubuntu One Mobile (music streaming e sincronizzazione contatti) e&#8217; attivo da ieri sera (7 ottobre N.d.felipe). L&#8217;applicazione Android e&#8217; gia&#8217; nel Marketplace, mentre stiamo aspettando che Apple approvi quella dell&#8217;Appstore. In questo momento non abbiamo un progetto attivo per Mac, ma rimane un obiettivo a medio-termine.<br />
<span style="color: #008000;"><strong>Nicola Larosa</strong></span>: beh, il music store non è solo un esempio del terzo livello, sta anche riscuotendo un discreto successo.<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Cristian Parrino</strong></span>: infatti, è proprio il successo del music store che conferma la viabilita&#8217; del terzo livello.</p>
<p><strong>felipe</strong>: avete già qualche dato statistico? utilizzo, diffusione ecc<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Cristian Parrino</strong></span>: abbiamo oltre 500,000 utenti, cosa che ci ha colto un po di sorpresa dato che non abbiamo fatto marketing. Infatti abbiamo dedicato tante risorse allo scaling del servizio durante gli ultimi mesi. Per il Music Store non ho dei dati precisi a portata di mano.</p>
<h3>Caratteristiche presenti e future, paragone con Dropbox</h3>
<p><strong>felipe</strong>: personalmente non sono un utente di Ubuntu One: ho creato un&#8217;utenza e l&#8217;ho provato, ma mi ci sono interessato solo in seguito, grazie al Music Store. Compatibilmente con quanto potete svelare, quali sono le prossime novità che attireranno utenza e su cui si sta maggiormente investendo?<strong><br />
<span style="color: #003366;">Cristian Parrino</span></strong>: per il prossimo ciclo ci concentreremo sull&#8217;estenzione dei servizi attuali (music streaming, contatti, file, bookmarks), per esempio estendendo la presenza su Android e iPhone per abilitare la sincronizzazione di foto e potenzialmente bookmarks, oppure estendendo il servizio di streaming ad altre piattaforme. Su Windows la versione beta sarà solo per il file sync, ma vedremo di estendere la sincronizzazione contatti, note, ecc</p>
<p><strong>felipe</strong>: tra le curiosità poste in SocialBox ce n&#8217;è una che sta a cuore a molti, il sempreverde: perché scegliere One invece del diffusissimo e già stabilmente multipiattaforma Dropbox?<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Cristian Parrino</strong></span>: una domanda che ricevo spesso :-) Dropbox fa una sola cosa, e la fa benissimo: la sincronizzazione dei file. Per chi ha bisogno esclusivamente di un servizio di storage e sync di file, Dropbox e&#8217; la soluzione ideale. Per chi vuole usufruire di un servizio piu&#8217; completo, di &#8220;personal cloud&#8221;, non solo a livello di sincronizzazione di contenuti (documenti, contatti, note, bookmarks ecc), ma anche sui servizi di valore aggiunto (music streaming) o integrati (music store), Ubuntu One diventa una scelta piu&#8217; naturale.</p>
<p><strong>felipe</strong>: è stato anche chiesto qualche dato sulla velocità di trasferimento dei dati, per tutti questi servizi è di vitale importanza garantire standard alti&#8230;<strong><br />
<span style="color: #003366;">Cristian Parrino</span></strong>: una delle migliorie introdotte in Maverick di cui andiamo piu&#8217; orgogliosi è la velocita&#8217; di trasferimento, ormai quasi immediata. Francamente non ho dati a portata di mano.<br />
<strong>Nicola Larosa</strong>: la velocità di trasferimento vera e propria dipende dalla banda disponibile nei vari data center, e non credo rilasciamo dettagli implementativi di quel genere.<strong><br />
<span style="color: #003366;">Cristian Parrino</span></strong>: pensa che proprio ieri, da utente, ho comprato un mp3 nel music store, ed entro 15 secondi stavo già facendo streaming da Android con il file disponibile nel cloud, sul desktop e via web.</p>
<h3>Un improbabile &#8220;Ubuntu One vs Ping&#8221;, e &#8230;rende?</h3>
<p><strong>felipe</strong>: questa è una mia curiosità nata sulla scia della nascita di Apple Ping: è prevista l&#8217;aggiunta di funzionalità sociali o di community a One? intendo qualcosa del genere: pubblico un file, genero uno shortlink, la landing page permette ai miei contatti di condividere, commentare, giudicare condannare (cit)<br />
<span style="color: #008000;"><strong>Nicola Larosa</strong></span>: i servizi di community di One sono già inclusi, si chiamano &#8220;Ubuntu&#8221; ;-)<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Cristian Parrino</strong></span>: credo sia una evoluzione graduale e naturale e non solo a livello musica. Il concetto di sharing e publish su files e&#8217; gia&#8217; stato introdotto dal 10.04, e con la sincronizzazione dei contatti abbiamo costruito le basi per estenderci ancora. Puoi gia&#8217; pubblicare il file generando uno shortlink e condividere, ma non ancora commentare, giudicare ecc sulla landing page.<br />
<strong>felipe</strong>: se vi ho dato l&#8217;idea voglio il 15% degli introiti :D<br />
<span style="color: #008000;"><strong>Nicola Larosa</strong></span>: non è questa idea così originale, felipe ;-)<br />
<strong>felipe</strong>: uno ci prova, Nicola :D<strong><br />
<span style="color: #003366;">Cristian Parrino</span></strong>: hehe, fa sicuramente parte della lista lunga dei potenziali nuove funzioni, ma non sono ancora in grado di dirti se e quando sara&#8217; implementata.</p>
<p><strong>felipe</strong>: in realtà la battuta era per portarmi ad un&#8217;altra questione: il tutto rende? Si dice che Canonical deve svincolarsi dal fiume di soldi di Shuttleworth e imparare a camminare sulle proprie gambe, è possibile avere qualche dato su quanto One stia contribuendo ad autosostenersi finanziariamente?<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Cristian Parrino</strong></span>: Per adesso non stiamo rilasciando dati in questo senso, ma con l&#8217;uscita dalla fase beta e l&#8217;introduzione dei nuovi servizi Maverick, cominciamo a rafforzarci parecchio.</p>
<h3>(Pausa pranzo&#8230;)</h3>
<p><strong>felipe</strong>: ragazzi io non ho finito ma ho fame, ci facciamo un altro 1/4 d&#8217;ora dopo pranzo?<strong><br />
<span style="color: #003366;">Cristian Parrino</span></strong>: perfetto, anche perche&#8217; devo scappare per un&#8217;altra intervista.<br />
<strong>felipe</strong>: mi fate una foto del vostro pranzo? :D<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Cristian Parrino</strong></span>: hehe, azz, un panino vicino la scrivania non rende molto&#8230;<br />
<span style="color: #008000;"><strong>Nicola Larosa</strong></span>: puoi dare un occhio alle <a href="http://blog.elliotmurphy.com/?p=152" target="_blank">torte che si scambiano sviluppatori e sistemisti</a> :-)</p>
<p><a href="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2010/10/losa-cake.jpeg" rel="lightbox[6906]" title="Losa Cake"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-6908" title="Losa Cake" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2010/10/losa-cake-250x187.jpg" alt="Losa Cake" width="250" height="187" /></a> <a href="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2010/10/losa-pong.jpeg" rel="lightbox[6906]" title="Losa Pong"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-6909" title="Losa Pong" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2010/10/losa-pong-250x187.jpg" alt="Losa Pong" width="250" height="187" /></a></p>
<p>PS: ho dimenticato di chiedere chi ha fatto le torte&#8230;</p>
<h3>Codice aperto o chiuso</h3>
<p><strong>felipe</strong>: mi piacerebbe approfondire un po&#8217; due questioni legate: la prima riguarda l&#8217;apertura del codice di One. È prevista? <strong><br />
<span style="color: #003366;">Cristian Parrino</span></strong>: perfetto, fino ad oggi l&#8217;approccio e&#8217; stato quello di aprire il codice client ma non quello server, sia per proteggere l&#8217;investimento che per la complessita&#8217; dell&#8217;infrastruttura. Nonostante questo, durante il prossimo ciclo dedicheremo parecchie risorse ad esporre degli API che consentiranno agli sviluppatori di far leva su questa infrastruttura per poi arrivare ad un vero e proprio app developer program attorno ad Ubuntu One, collegate ad altre risorse di Canonical come il Software Center.<br />
<strong>felipe</strong>: ma niente apertura lato server, right?<strong><br />
<span style="color: #003366;">Cristian Parrino</span></strong>: per adesso no. Non escludo che si riprenda questo discorso in futuro, ma oggi come oggi sarebbe anche difficile capire *cosa* aprire dal lato server.<strong><br />
<span style="color: #008000;">Nicola Larosa</span></strong>: puoi trovare parecchi dettagli sulle varie parti di Ubuntu One in <a href="http://blog.elliotmurphy.com/?p=141" target="_blank">questo post di Elliot Murphy</a>.</p>
<h3>Ubuntu One in distribuzioni non-Ubuntu</h3>
<p><strong>felipe</strong>: la seconda questione è: in che misura possiamo aspettarci che altre distribuzioni adottino Ubuntu One? come si pone Canonical nei confronti della concorrenza, incoraggia o meno la diffusione del client? Già a partire dalla scelta del nome, sembrerebbe chiara la volontà di proteggere l&#8217;esclusiva (lasciando stare il fatto che l&#8217;integrzione di One richiede lavori di adeguamento su alcuni software, tipo RB). <strong><br />
<span style="color: #008000;">Nicola Larosa</span></strong>: mi sembra qualcuno avesse già avviato il porting del client su altre distribuzioni.<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Cristian Parrino</strong></span>: si, infatti siamo aperti all&#8217;utilizzo del client. Normalmente ci viene richiesto il permesso di continuare ad usare il brand &#8220;Ubuntu One&#8221;, non il contrario.</p>
<p><strong>felipe</strong>: ottimo segnale. Siete in &#8220;trattativa&#8221; con qualche distributore in particolare?<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Cristian Parrino</strong></span>: no, normalmente sono richieste non-commerciali, indipendenti.<br />
<strong>felipe</strong>: dall&#8217;adozione di One presso altre distro potrebbe venire una decisa spinta per Ubuntu. È una possibile via strategica, no?<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Cristian Parrino</strong></span>: possibile certo, ma non qualcosa che stiamo affrontando proattivamente, ne ci è stato proposto.</p>
<p><strong>felipe</strong>: bene, mi sembra tutto. Avete qualcosa da aggiungere?<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Cristian Parrino</strong></span>: sì, le risorse disponibili sul <a href="http://one.ubuntu.com" target="_blank">sito di Ubuntu One</a> e sul <a href="http://voices.canonical.com/ubuntuone" target="_blank">blog di Ubuntu One</a>, le hai gia&#8217; viste immagino.</p>
<p><strong>felipe</strong>: perfetto &#8230;non mi avete fatto le foto del pranzo vero? :-D<br />
<span style="color: #003366;"><strong>Cristian Parrino</strong></span>: ops&#8230;<strong><br />
<span style="color: #008000;">Nicola Larosa</span></strong>: usa le torte :-)</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2010/10/09/chiacchierata-col-team-di-ubuntu-one/">Chiacchierata col team di Ubuntu One</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-6907" title="ubuntu one" src="http://pollycoke.org/wp-content/uploads/2010/10/ubuntu_one.jpg" alt="ubuntu one" width="245" height="115" align="left" />Ubuntu One viene spesso liquidato da tanti come un clone di Dropbox non altrettanto supportato, io stesso ho attivato un&#8217;utenza ma non l&#8217;ho mai usata se non per brevi test. Con l&#8217;avvento di Ubuntu Music Store però si sono aperte nuove possibilità e nuovi scenari che mi hanno incuriosito.</p>
<p>In questa chiacchierata informale-ma-non-troppo che ho avuto ieri con Cristian Parrino e Nicola Larosa del team di Ubuntu One, Canonical, ho cercato dunque di togliermi alcune curiosità che ho sempre avuto ma mai approfondito. Credo che possa servire a capire un po&#8217; meglio le strategie dietro a questo ambizioso progetto di Canonical.</p>
<p> &rarr; Continua: "<a href="http://pollycoke.org/2010/10/09/chiacchierata-col-team-di-ubuntu-one/" class="more-link">Chiacchierata col team di Ubuntu One</a>"</p>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Open Source e Brand Community&#8221;, pollycoke e uno studio accademico</title>
		<link>http://pollycoke.org/2010/08/18/open-source-e-brand-community-pollycoke-e-uno-studio-accademico/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 19:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>felipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Risponde pollycoke :)]]></category>
		<category><![CDATA[Brand Community]]></category>
		<category><![CDATA[GNOME]]></category>
		<category><![CDATA[Jeff Waugh]]></category>
		<category><![CDATA[KDE]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Planet GNOME]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2010/08/18/open-source-e-brand-community-pollycoke-e-uno-studio-accademico/">&#8220;Open Source e Brand Community&#8221;, pollycoke e uno studio accademico</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p>Il tema di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Brand_community" target="_blank">Brand Community</a> è attualmente uno dei più caldi a livello di marketing, nell&#8217;era di quel famigerato <em>Web 2.0</em> fatto di continui rimandi tra aziende, utenti e comunità che avvengono tramite mezzi fino a poco tempo fa sottovalutati come blog e social network.</p>
<p>In una rivoluzione che decenni di associazioni dei consumatori non sono riusciti ad innescare, ormai nessuna azienda che voglia apparire credibile può permettersi di ignorare la forza delle <em>reazioni sociali</em> della propria utenza, specie se queste possono essere infinitamente amplificate cliccando su un semplice pulsante &#8220;mi piace&#8221; in grado di diffondere consensi o critiche in maniera esponenziale e in alcuni casi <em>virale</em>.</p>
<p>Quanto questo modello di ricerca del consenso possa applicarsi a progetti open source è grosso modo l&#8217;oggetto di uno studio di Francesco Catarinozzi, che ha deciso di chiedere aiuto a alla comunità di pollycoke e del software libero italiano in generale, con una mail molto informale che riporto con piacere. Potrebbe essere carino vedersi citati in una tesi :)</p>
<p><span id="more-6841"></span></p>
<blockquote><p>Stimato Prof. Felipe :)</p>
<p>Mi chiamo Francesco Catarinozzi, seguo il tuo blog e se sono mai riuscito a &#8220;smanettare&#8221; un pò su ubuntu è anche grazie a te.</p>
<p>La mia mail, oltre ad essere occasione per farti i complimenti, ha lo scopo di farti una richiesta, naturalmente senza impegno. Sto svolgendo una tesi di laurea magistrale sulle brand community, in particolare sulle loro reazioni negative a comportamenti dell&#8217;azienda. Un esempio è il caso iPhone 4 con il problema dell&#8217;antenna, ma  in generale il mio tema è il modo in cui una comunità, delusa dall&#8217;azienda, gli fa un buzz negativo su internet tramite i propri contatti.<br />
Mi è venuto in mente, mentre cercavo casi in giro per la rete, che nel mondo dell&#8217;open source una cosa del genere succede, purtroppo, spesso e visto che la mia conoscenza non è così vasta, a chi meglio chiedere se non a te che sicuramente ne sai molto più di me.</p>
<p>Quindi la mia richiesta è molto semplice: conosci e potresti indicarmi dei casi  di comunità che si sono ribellate al proprio brand? Naturalmente la mia richiesta è a pure fine informativo e non presuppone alcun obbligo :-D &#8230;continuerò a seguire il blog anche in caso negativo ;-) E&#8217; stato comunque un piacere parlarti.</p>
<p>P.S. In caso positivo è scontata la citazione tra i ringraziamenti, nelle note e nella bibliografia.<br />
P.P.S. Puoi anche rispondermi pubblicamente ma non so se il tema può essere di interesse per altri :-D</p>
<p>buone cose</p>
<p>Francesco</p></blockquote>
<p>Il tema è molto interessante! Concordo con te Francesco, sul fatto che in ambito di progetti Open Source ci sia una decisa abbondanza di reazioni, positive o negative che siano, dovuta in parte al tipo di processo generalmente più collaborativo e al tipo di utenza, spesso emotivamente molto coinvolta da implicazioni ideologiche e dal fatto di sentirsi in qualche modo chiamata in causa non solo a prodotto finito, ma anche durante lo sviluppo.</p>
<p>Per capire come Brand Community possa coniugarsi con Open Source, credo personalmente che ci sia da fare una prima distinzione tra progetti sviluppati da <strong>organizzazioni</strong> e progetti portati avanti da <strong>aziende</strong>. Nel primo caso si può parlare di un modello di sviluppo più puramente open source (due esempi facili: GNOME, KDE), mentre nel secondo assistiamo spesso al comportamento di aziende che sfruttano solo strumenti open source ma in un&#8217;ottica un po&#8217; più tradizionalmente chiusa che spesso prescinde dal contributo degli utenti (un esempio facile: Android).</p>
<p>Fatta questa prima distinzione, mi concentrerei solo sul primo caso. Credo che sia facile capire già il tipo di approccio che queste organizzazioni hanno nei confronti delle rispettive comunità di utenti: inclusivo, partecipativo e mirante ad instillare negli utenti un senso di appartenenza e coinvolgimento, facendo uso di strumenti esistenti o creati ad hoc. Se non ricordo male fu <a href="http://bethesignal.org/" target="_blank">Jeff Waugh</a> che prese il concetto di aggregatore di blog di sviluppatori e lo chiamò <a href="http://planet.gnome.org/" target="_blank">Planet GNOME</a>, proprio con l&#8217;intento di avvicinare gli utenti alle discussioni sui processi di sviluppo del desktop GNOME, una iniziativa talmente fortunata che ad oggi quasi ogni progetto open source di una certa rilevanza possiede un &#8220;planet&#8221; in cui gli sviluppatori aggiornano gli utenti, rendono conto di quel che creano, chiedono pareri, aiuti e test, ascoltano critiche e a volte discutono anche ad alta voce.</p>
<p>Per rispondere alla richiesta di esempi, ce ne sono parecchi: reazioni negative o anche aspre critiche<sup><a href="http://pollycoke.org/2010/08/18/open-source-e-brand-community-pollycoke-e-uno-studio-accademico/#footnote_0_6841" id="identifier_0_6841" class="footnote-link footnote-identifier-link">1</a></sup> rivolte ogni giorno e ogni ora a progetti aperti. Se volessimo restringere un minimo il campo potremmo utilizzare la distinzione che ho effettuato io (ma ovviamente nessuno vieta di applicare altri parametri).</p>
<p>Vorrei portare il primo che mi viene in mente, a me abbastanza caro&#8230; potete scommetterci: la controversa componente <strong>Zoomable User Interface</strong> di Plasma, presente in KDE fin dalla embrionale versione 4.0 e da me e da molti altri <strong>criticata</strong> fin da subito e poi per anni, durante i cicli di sviluppo delle versioni 4.1, 4.2, 4.3 e 4.4. La vicenda è brevemente riassunta nell&#8217;articolo &#8220;<a title="Polemica sul «coso» di Plasma (cashew) e sulla direzione di KDE in generale, con tanto di soluzione [+ I HATE the Cashew howto]" rel="bookmark" href="../2009/02/27/polemica-sul-%c2%abcoso%c2%bb-di-plasma-cashew-e-sulla-direzione-di-kde-in-generale-con-tanto-di-soluzione-i-hate-the-cashew-howto/">Polemica sul «coso» di Plasma (cashew) e sulla direzione di KDE in generale, con tanto di soluzione [+ I HATE the Cashew howto]</a>&#8221; e trova conclusione in &#8220;<a title="Oxygen: aria nuova. Segnali di vita in KDE?" rel="bookmark" href="../2010/06/14/oxygen-aria-nuova-segnali-di-vita-in-kde/">Oxygen: aria nuova. Segnali di vita in KDE?</a>&#8220;. Il primo articolo (di cui mi perdonerete l&#8217;enfasi ^^) contiene in particolare un link ad una critica rivolta alla ZUI anche da <strong>Celeste Paul</strong>, un membro dello usability team di KDE; nel secondo si accenna al fatto che finalmente in KDE 4.5 il team si sia convinto ad <strong>eliminare la componente criticata</strong>.</p>
<p>Questo era il mio contributo, ma siete tutti incoraggiati a partecipare e dare una mano a Francesco, riportando eventuali altri esempi e altre reazioni che possano venirvi in mente. Ovviamente la mia è solo una delle possibili letture, e spero di aver colto il senso di quanto richiesto da Francesco. Sono curioso di sentire se avete altre interpretazioni e altri tipi di contributo.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="background:#eee;border:1px solid #ddd;padding:5px 10px;">Articolo originale: "<a href="http://pollycoke.org/2010/08/18/open-source-e-brand-community-pollycoke-e-uno-studio-accademico/">&#8220;Open Source e Brand Community&#8221;, pollycoke e uno studio accademico</a>", su <a href="http://pollycoke.org">pollycoke :)</a></p><p>Il tema di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Brand_community" target="_blank">Brand Community</a> è attualmente uno dei più caldi a livello di marketing, nell&#8217;era di quel famigerato <em>Web 2.0</em> fatto di continui rimandi tra aziende, utenti e comunità che avvengono tramite mezzi fino a poco tempo fa sottovalutati come blog e social network.</p>
<p>In una rivoluzione che decenni di associazioni dei consumatori non sono riusciti ad innescare, ormai nessuna azienda che voglia apparire credibile può permettersi di ignorare la forza delle <em>reazioni sociali</em> della propria utenza, specie se queste possono essere infinitamente amplificate cliccando su un semplice pulsante &#8220;mi piace&#8221; in grado di diffondere consensi o critiche in maniera esponenziale e in alcuni casi <em>virale</em>.</p>
<p>Quanto questo modello di ricerca del consenso possa applicarsi a progetti open source è grosso modo l&#8217;oggetto di uno studio di Francesco Catarinozzi, che ha deciso di chiedere aiuto a alla comunità di pollycoke e del software libero italiano in generale, con una mail molto informale che riporto con piacere. Potrebbe essere carino vedersi citati in una tesi :)</p>
<p> &rarr; Continua: "<a href="http://pollycoke.org/2010/08/18/open-source-e-brand-community-pollycoke-e-uno-studio-accademico/" class="more-link">&#8220;Open Source e Brand Community&#8221;, pollycoke e uno studio accademico</a>"</p>
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