Ok… giù la maschera!

felipe, 7 ottobre 2010 @ 22:00 - 189 commenti »

felipeSeppure avendo cura di mantenere una condizione di relativo anonimato1, sono ormai anni che in un modo o nell’altro vi rendo partecipi di me e della mia vita privata.

E la cosa è meno unidirezionale di quanto si possa pensare: in realtà abbiamo imparato a conoscerci un po’ tutti, tanto da sapere quasi in anticipo cosa pensa ognuno di noi sulla questione del giorno… Credo che sia appunto il gusto di condividere la stessa quotidianità, a rendere per me questo angolo di web qualcosa di impagabile.

Ogni tanto mi capita di rileggere vecchie discussioni legate  a nomi e avatar presenti o passati, e ritrovarci dentro piccoli pezzi di storia della mia vita, così come di alcuni di voi conservo gelosamente storie che avete voluto regalarmi, anche quelle più private e inconfessabili… insomma di tutto questo voglio ringraziarvi.

E insomma, ecco gli occhi con cui vi leggo. Era un tassello che mancava da tanto, chiamiamolo un primo passo :>

Migrazione a Linux fallita per il cantone svizzero. Perché?

felipe, 18 settembre 2010 @ 13:00 - 84 commenti »

Il cantone svizzero di Soletta1, in tedesco Solothurn, si è arreso all’evidenza dei fatti e pare abbia decretato l’abbandono della sua migrazione a Linux, iniziata addirittura nel 2001, che procedeva tra mille avversità e difficoltà di vario genere.

Dieci anni e numerosi problemi dopo, si viene a sapere che tra le cause del fallimento annunciato ci sarebbero non solo problemi interni allo staff e forse in generale di comunicazione, ma anche l’immaturità del software scelto per la migrazione.

Sul primo problema saremmo tentati di sorvolare con l’agilità del menefreghista, anche se in realtà sarebbe auspicabile che simili tentativi fossero portati avanti da gruppi ben strutturati e coesi, non fosse altro che per evitare di danneggiare l’immagine non già esattamente chiara di future migrazioni. Il secondo problema, quello dell’immaturità del software open source… beh quello brucia. A leggere bene però, sono forse state le scelte e i tempi il vero scoglio.

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Levanzo, il sole sorge ancora

felipe, 17 agosto 2010 @ 11:06 - 29 commenti »

Il perimetro di Levanzo, tutto ciò che sta attorno all’isola o immediatamente a contatto, è davvero molto bello.

I fondali, le calette raggiungibili solo via mare (o calandosi con una fune), il faraglione e gli angoli di assoluta privacy e i ripari progettati da madre natura apposta per accogliere e dare riparo da ogni vento, tutto contribuisce a creare scenari mozzafiato.

Se però si abbandona il perimetro e si fanno pochi passi verso l’interno, ecco che il discorso cambia un po’…

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Mini pausa godereccia a Lèvanzo

felipe, 12 agosto 2010 @ 20:00 - 14 commenti »

Sì lo so che sto scrivendo poco, ma è agosto e questo anno invece di viaggiare ho fatto la scelta scellerata di accetare alcuni lavori, quindi mi perdonate1 ^^

E beh, siccome mi perdono anche io, da domani fino a domenica sarò a Levanzo, nell’arcipelago delle Ègadi, un fantastico angolo della Sicilia che ritrovo (cfr “Piccola pausa godereccia a Favignana“) con estremo piacere.

A presto!

Autocontrollo, equilibrio o debolezza?

felipe, 8 agosto 2010 @ 20:10 - 59 commenti »

loserTornando dal fine settimana di (poco) mare, sono incappato in una piccola scenetta di quelle che fanno riflettere sulla natura umana.

Mi stavo accodando all’auto di un tizio che apriva il cancello per uscire dalla strada privata in cui abito da decenni, avendo io dimenticato di prendere la mia chiave. Il tizio in questione (mai visto, probabilmente in affitto o qualcosa del genere) ha prima fatto finta di non vedermi, affrettandosi a chiudere prima che uscissi io, poi non potendomi ignorare è sceso dalla sua auto con fare incazzoso.

Il suo fare incazzoso era abbastanza risibile: bassino, pancetta, moglie e figli al seguito, ma ha cominciato a balbettarmi una serie di frasi alterate e violente, ordini e ammonimenti legati al dubbio su chi fossi io e perché non avessi la chiave ecc ecc. Io mi sono pazientemente sorbito il tutto, mostrando rammarico per il fatto che una cosa risolvibile con due cenni d’intesa stesse diventando una questione di stato, e ho ribattuto con una gentilezza e una calma supplichevole quanto mai fuori luogo, visto che i balbettamenti alterati del tizio sono stati uditi a decine di metri di distanza, praticamente da tutto il vicinato. Alla fine mi ha fatto uscire ostentando la maschia autorevolezza del Governatore della California, ai suoi tempi d’oro, e io sono andato via da casa mia accompagnato dall’Amarezza1.

So che mi sono comportato bene mantenendo la calma eccetera, ma questo non è un atteggiamento che paga! Nei successivi dieci minuti ho cominciato a visualizzare immagini di me che scendo dall’auto per calcio-rotare il tizio dentro un cassonetto dell’immondizia. Forse, se lo avessi fatto, adesso mi sentirei meglio -.-

Morti di fame …e di SEO

felipe, 19 luglio 2010 @ 17:36 - 35 commenti »

Torno da una settimana disconnessa dal mondo civile, dunque mi tocca fare lo slalom tra cartacce, incombenze, arretrati di varia entità e… sì, email spazzatura:

Sono tentato di rispondere come da titolo, ma non lo farò anche perché ultimamente ricevo sempre più email di questo genere, specialmente da sedicenti “esperti di SEO” dal nome ogni volta differente. Posso dirvi solo che siamo arrivati alla frutta? Ok l’ho già detto :)

Salina, prospettive di una Sicilia come dovrebbe essere

felipe, 19 luglio 2010 @ 16:39 - 18 commenti »

SalinaSe non avete ancora pianificato come e dove trascorrerete le vostre ferie, ma anche se lo sapete già o se addirittura siete appena tornati dalle vostre vacanze, mettete un costume in uno zaino e andate a Salina1. Adesso.

Andrebbe bene una qualsiasi delle Eolie, ma se non vi interessano la comodità borghese di Lipari, il fighettismo di Panarea, le strutture turistiche di Vulcano o l’eremitaggio di Stromboli e Alicudi o Filicudi, è a Salina che troverete tutto il fascino del carattere eoliano, e anche qualcosa in più.  Nel mio breve soggiorno di una settimana sulla “isola a forma di tette” (cit Marco) ho colto tanti elementi che, da siciliano, sono tentato di rapportare alla realtà in cui vivo tutto l’anno.

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Pausa godereccia a Salina (ME)

felipe, 11 luglio 2010 @ 11:02 - 20 commenti »

Praticamente è da quando “mi hanno rapito gli alieni” (pop) che non faccio più un viaggetto! Non che me ne sia stato fermo, ma i fine settimana fuori porta non li faccio contare perché altrimenti uno s’illude di fare una vita movimentata… quando poi non è così :)

Ad ogni modo, da domani e per una settimana abiterò una piccola casa, ma soprattutto le varie calette di Salina, nello stupendo arcipelago delle Eolie, qui in Sicilia. Sarà una vacanza all’insegna di immersioni, buon cibo e relax… Ho già visitato Lipari l’anno scorso, ma la più appartata Salina mi mancava, così se avete suggerimenti da darmi, sappiate che sono i benvenuti!

NB: ho pensato di fare un esperimento, impostare (solo durante la mia assenza) la SocialBox come homepage. Che ne pensate?

L’unica libertà d’espressione rimasta?

felipe, 7 luglio 2010 @ 17:17 - 123 commenti »

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Che ti succede, Catania?

felipe, 1 luglio 2010 @ 16:05 - 39 commenti »

Catania è la città piena di orgoglio e vita in cui ho trascorso anni splendidi e indimenticabili. Anni in cui, nella cornice della sua mollezza dinamica, mi ha iniziato al segreto di essere l’uomo che sono. Come la mia prima amante mi accompagnerà per tutta la vita: sotto la pelle.

Io e Catania ci siamo allontanati nel momento del suo massimo (illusorio) splendore: quello di Etna Valley, di Enzo Bianco, della capitale del rock italiano, del revival della “raggiante Catania”. Ho vagabondato un po’ ma lei è sempre rimasta languidamente distesa nel cuore, anche adesso che la vivo da una distanza piccola ma difficilmente colmabile e che mi viene raccontata in termini sempre più impietosi. Dopo bancarotte, umiliazioni, sogni infranti, fatico a credere che i catanesi lascino che la loro splendida, sensuale ed enigmatica amante sia così fiaccata in una bancarotta morale, prima ancora che finanziaria.

Catania cosa ti succede? Forse abbiamo solo sognato, per poi dirci che “la vida es sueño“, con una citazione che sarebbe dotta in qualsiasi luogo del mondo, ma che oggi qui è l’amara verità di un incubo ad occhi aperti.