Mi piace perdermi. Fosse per me, ogni viaggio dovrebbe essere fatto solo di continue variazioni di rotta dettate dalla curiosità del momento. Probabilmente è questo il motivo per cui non ho alcuna memoria visiva e un pessimo senso dell’orientamento (ho in mente anche un altro paio di motivi, ma lasciamo stare).
Tutto molto bello, romantico e felipesco, ma il problema è che non sempre si sta in viaggio e spesso mi trovo in imbarazzo ad inventare scuse perché “non conoscevo questa strada”. Come quella volta a Favignana.1
Tra i commenti a “Cos’hanno in comune la Ernie Ball e Città del Messico?” qualcuno ha citato le Elixir come corde dalla lunga durata… Beh oggi mi sono reso conto di aver scoperto il modo per far durare le mie corde all’infinito: basta suonarle quando il tasso alcolemico è oltre ogni allarmante limite di sicurezza, a causa di troppi mojito(s):
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Quella che sentite qui sopra è una nostra reprise sul tema di Travelling Without Moving dei Jamiroquai, risalente a una data molto speciale di pochi mesi fa1. Oltre alle notevoli mie sbavature, imputabili al suddetto tasso alcolemico, contiene istantanee di pura goduria e buone vibrazioni in quantità spaventosa.
Esatto, senza mezzi termini. L’ETA è composta da ignoranti che infangano da decenni l’onore del popolo basco.
Dai sedicenti ideologi professori universitari ai rozzi militanti imbottiti di anfetamine, dalle infiltrazioni politiche ai bracci armati collusi con la criminalità, sono tutti colpevoli di questa unica strage che non è fatta solo di bombe, come quelle di stanotte, ma soprattutto di attentati alla verità.
So di cosa parlo. Ho vissuto per circa un anno proprio a Vitoria, la splendida cittadina capitale della comunità dei Paesi Baschi che si è risvegliata stamattina con un nuovo ombelico1.
Uno degli sfizi che avrei voluto togliermi da tempo stasera è diventato realtà! Non abbiamo (ancora) la big band come Pastorius, solo i classici trombone, tromba e un (bravissimo) sax, ma che diamine: ci siamo e la nostra versione di The Chicken è cazzuta.
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