Cosa succede in Sicilia (nulla, ma lo sapete già)

felipe, 22 gennaio 2012 @ 12:30 - 29 commenti »

In Sicilia tutto cambia perché nulla cambi” è una di quelle perle di spietata e implacabile saggezza che ciclicamente possono essere riusate per illuminare le tante ombre di quel che accade da queste parti.

Avrete certamente sentito parlare di questo Movimento dei Forconi. Lo chiamano movimento ma in realtà è vero l’opposto: tutta la sua azione è volta a immobilizzare la Sicilia, bloccando vie di comunicazione, trasporti, importazioni ed esportazioni per manifestare contro il sempreverde malgoverno e imponendosi alla popolazione con metodi più o meno condivisibili. Quel che vedete in foto è un posto di blocco a cui mi è stato imposto di aspettare vari minuti ogni volta che ho cercato di recarmi sul mio posto di lavoro. Senza che io condividessi una virgola delle modalità della protesta.

In questi giorni in molti mi hanno chiesto pareri e informazioni di prima mano. Riprendo le risposte che ho dato e le pubblico perché immagino che il punto di vista di un siciliano possa fare comodo a chi è incuriosito, e magari incuriosire chi ha solo distrattamente sentito parlare di uno sciopero o mobilitazione e ha pensato che qui stiamo davvero scioperando o mobilitando. Il contrario.

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Giù le mani dal Majorana di Gela

felipe, 23 novembre 2011 @ 17:51 - commenta »

In questi giorni sono stato un po’ preso da un aggiornamento di tutta la piattaforma di pollycoke1 e non ho potuto commentare a dovere le notizie di mio interesse, ma non mi è certamente sfuggita la questione del Majorana di Gela.

Chiunque frequenti la variopinta comunità online che gravita attorno al software libero, e in particolare Ubuntu, si sarà imbattuto nell’originale sito dell’IISS E. Majorana. Per chi non lo conoscesse ancora, è il frutto di anni di lavoro del prof. Antonio Cantaro, che ha arricchito con la sua preziosa divulgazione quello che altrimenti sarebbe stato un banale sito d’istituto come tanti altri. Le sue guide sono state preziose per parecchi pinguini alle prime armi, oltre ad essere state riprese e pubblicate sui principali siti ufficiali.

Da insegnante, divulgatore e appassionato di software libero, io ho sempre avuto a cuore il rapporto tra open source e istruzione, perché credo che sia proprio quello il futuro. Mi è dunque dispiaciuto leggere di possibili accorpamenti indiscriminati che riguarderebbero il Majorana di Gela e che di fatto porterebbero alla perdita di una eccellenza siciliana e nazionale. Sono per molti versi vicino -oltre che geograficamente- al problema: purtroppo so bene come funzionano queste cose e sarà una battaglia dura, ma il combattivo prof Cantaro invita tutti a far sentire la propria voce. Basta qualche click per far sentire il sostegno della comunità.

Primavera italiana

felipe, 13 novembre 2011 @ 11:20 - 26 commenti »

italia

Il 12 novembre 2011 è davvero la fine di un’epoca o solo un altro passaggio, per quanto delicato? Questo è stato il primo pensiero e la prima reazione ieri sera, e questo è il mio dubbio ancora oggi, mentre sorbisco il mio caffè col sottofondo esultante della gente intervistata nei servizi su rainews.

Non fraintendetemi, ho tirato anche io un piccolo sospiro di sollievo, ma è come se qualcosa non quadrasse: non è così che doveva andare, con questa specie di armistizio interessato e senza vincitori. Più di tutta la stampa internazionale contro, più delle minacce di default e degli inviti europei, più delle aspre critiche di tutti gli osservatori politici e dei mercati finanziari di mezzo mondo e ovviamente più della blanda opposizione politica italiana, poterono gli interessi personali. Solo Mediaset a -10% in borsa poteva essere il modo di convincerlo a levarsi di mezzo, non prima di aver fatto approvare la Legge di Stabilità, certo.

Adesso ci dicono che inizia un enorme lavoro. Ci sarà da ricostruire, da abbattere macerie ancora in piedi, da edificare. Vedremo. Ma nel frattempo, siamo sicuri che ieri sia stata una Liberazione? Se pure il tempo di Berlusconi fosse finito, di sicuro non è finito il berlusconismo. In Parlamento e tutto intorno sfilano ancora intrattenitrici più o meno scollacciate, avvocati che per anni hanno cercato di attentare alla Costituzione, indagati di lungo corso, secessionisti saldamente aggrappati al potere centrale… Un sistema ormai radicato a tutti i livelli che difficilmente finirà dall’oggi al domani, se già ieri sera Ferrara e Santanchè hanno incredibilmente iniziato a invocare il ritorno.

E in tutto questo, io mi chiedo che clima “popolare” ci sia da voi. È bello pensare che la folla romana che ieri sera cantava slogan di libertà rappresenti qualcosa che cambia in tutto il popolo, ma a giudicare dalle opinioni che sento in giro, non sarei poi così sicuro del risultato delle prossime elezioni.

Stringiamoci, perché la primavera italiana sarà un lungo inverno.

Italiano Medio

felipe, 24 ottobre 2011 @ 11:59 - 32 commenti »

L’italiano Medio1 sente parlare di proteste dei No TAV e si chiede cosa pretendano quei bifolchi montanari; vede cortei per dire No al Ponte di Messina e condanna la resistenza al progresso dei terroni mafiosi; legge di cassonetti dati alle fiamme per esasperazione e pensa che a Napoli siano solo disfattisti e delinquenti.

L’italiano Medio prova fastidio, insofferenza o proprio avversione quando è confrontato con le richieste di aiuto e di attenzione da parte di altri italiani medi, di terremotati dell’Aquila, di popolazioni abbandonate dopo i disastri sui Nebrodi, di pensionati, commercianti, imprenditori, operai, precari, ricercatori, insegnanti, studenti, artisti, attivisti, indignati, minoranze varie (linguistiche, culturali, etniche, religiose, sessuali), carcerati, immigrati…

È esattamente così che lo piglia in culo.

#GlobalDemocracy, il vero senso del #15ott

felipe, 16 ottobre 2011 @ 20:11 - 28 commenti »

Il 99% della popolazione mondiale subisce l’egemonia dell’1% di privilegiati. Il 99% delle manifestazioni indette il 15 ottobre in tutto il mondo è stato all’insegna della protesta pacifica, Roma rappresenta un doloroso 1% d’eccezione altamente politicizzato al ribasso. Il 99% della ragione ieri stava dalla parte di quanti volevano portare pacificamente la propria indignazione in piazza San Giovanni, ma è stata rubata loro da un 1% di incappucciati.1 Questi numeri, e le parole di questa manifestante, continuano a riecheggiarmi in testa.

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150 anni di solitudine

felipe, 22 marzo 2011 @ 20:43 - 61 commenti »

Ho perso il conto di quante volte in questi giorni ho scosso la testa con sconsolata disapprovazione, chiedendomi: perché uno qualunque come me deve avere l’idea di come gestire gli affari italiani più chiara di chi è al potere?

Forse perché tra affitta-Camere, sciogurl1, raccomandati e amici degli amici, in Italia chi comanda è gente ancora più qualunque di me? Non so, ma sono tanti i modi in cui mi sento offeso mentre ci fanno gli auguri per questi 150 anni di impunità2 d’Italia.

Mentre un vecchio piange di fronte alla nazione, nell’inutile vanto di far passare la commozione del momento per redivivo amore patrio, gli italiani vengono traditi e delusi impunemente, giorno dopo giorno. L’ostinazione, anche di fronte alle catastrofi, a voler continuare con un programma nucleare, quando occupiamo una posizione privilegiata per sfruttare il fotovoltaico e altre risorse rinnovabili che faranno il futuro dell’umanità. L’entrata in un conflitto, perché di questo si tratta, senza nemmeno sapere a cosa si va incontro e senza nemmeno porre condizioni alla tracotanza dei fin troppo “volenterosi”. Gli appelli disperati di un’isola ridotta al collasso3 che cadono nel vuoto o nelle prese in giro del “ce ne occuperemo”. Siamo lasciati soli.

E tutto questo senza nemmeno soffermarsi sulla principale anomalia, etica e morale prima ancora che politica e giudiziaria, di questo paese… Sì, sono consapevole che esternazioni del genere possono essere tacciate di qualunquismo4, ma la verità è che il qualunquismo in Italia è saldamente al potere.

Grazie a voi #Algeria #Egitto #Tunisia #Jan25 #Feb12 #MAJ

felipe, 12 febbraio 2011 @ 11:37 - 45 commenti »

Una delle tante istantanee che raccontano cosa accadendo in Egitto e in generale in tutto il Nord Africa in questi giorni.

Non è facile descrivere il sentimento di orgoglio che provo nei confronti di questi popoli che stanno trovando la forza di reagire a decennali regimi dittatoriali travestiti da democrazie malate. Mi sento quasi in difetto ad aver partecipato al massimo con qualche retweet… Eppure è proprio questo che passerà alla Storia: la prima grande sollevazione organizzata, condivisa e raccontata in tempo reale grazie anche alla rete.

Oggi le naturali aspirazioni di ogni essere umano sono bene espresse grazie a questo mezzo, troppo spesso visto come spersonalizzante, guardato con sospetto o apertamente ostacolato come pericoloso strumento di potere sociale. Tornando all’immagine1 , ho anche pensato che in qualche modo il sogno collettivo dell’America buona (o buonista), portare la democrazia nel mondo, in questa occasione potrebbe diventare realtà. Non con l’esercito, non con inciuci tra politici, ma grazie a semplici strumenti di espressione popolare.

Aspettiamo che ci dicano cosa bisogna fare?

felipe, 15 dicembre 2010 @ 13:10 - 135 commenti »

Il 14 dicembre 2010 sarà ricordato per tanti aspetti controversi della vita italiana e internazionale.

Dall’estero aspettavamo il responso sul caso Assange, libero su cauzione dall’accusa di aver fatto sesso non protetto con partner che poi lo hanno denunciato1, fieramente ricercato per aver ridicolizzato la diplomazia internazionale con l’ormai famoso Wikileaks. Su questo argomento magari scriverò qualcosa un’altra volta, adesso mi preme altro.

In Italia era infatti il gran giorno delle possibilità (poche) e delle speranze (molte) di una sfiducia al governo. Però si è trasformato in tante altre cose: è stato il trionfo di quel gioco stanco e sporco chiamato politica italiana, tra astensioni mirate e inciuci vari; è stato un giorno di grandi manifestazioni pacifiche di gente che ha esercitato la propria libertà di espressione; è stato infine un giorno di violenze e azioni fosche, talvolta apparentemente inspiegabili, che hanno lasciato parecchi interrogativi e nessuna risposta.

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Vendola Puglia a Microsoft

felipe, 2 dicembre 2010 @ 23:43 - 87 commenti »

Non è solo un bieco gioco di parole. I riferimenti sono nelle interessanti discussioni scaturire dai post di Marco, Amon Paike, Tungsteno, c4rd0, Frafra e anche altri in SocialBox.

Nichi Vendola non è certo uno sprovveduto e se ha pensato di siglare un accordo con Microsoft significa che ha già ponderato tutti i pro, i contro e tutto quel che sposterebbe Microsoft in Puglia, in termini di soldi e dunque in termini di consenso. Poco male se pochi esaltatati estremisti protestano…

Quando leggo in politichese infarcito di parole chiave che la regione Puglia sostiene il software libero ma non dice no ai grandi competitori, e che la scelta di siglare l’accordo con Microsoft deriva dalla volontà di rendere la Puglia e il Sud un polo d’eccellenza mi scappa una risata amarissima come la birra che sto sorseggiando, e allora voglio proprio brindare a Nichi e alla sua personalissima Italia migliore.1

È proprio il gioco ad essere bieco.

L’unica libertà d’espressione rimasta?

felipe, 7 luglio 2010 @ 17:17 - 123 commenti »

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