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  • Frafra ha inviato un aggiornamento: 1 anno, 5 mesi fa

    Risposta di Nichi Vendola alla lettera inviatagli dal partito pirata.

    http://www.partito-pirata.it/content/risponde-il-presidente-nichi-vendola

    • È stato abbastanza esaustivo. Poi si vedrà. Ovviamente rispetto agli altri politci sta su un altro pianeta(quello della normalità).

    • Nota a favore per il discorso più preparato dell’altra volta!
      Microsoft resta sempre il mio nemico di riferimento :E

    • Riassumo alcuni punti focali per i più pigri: *No soldi pubblici a Microsoft; *Incentivi economici solo a PA che passano a software libero; *La banda larga servirà anche per aprire un dibattito su come revisionare il diritto d’autore. Ora aspetto di sapere a cosa è servito tutto il precedente allarmismo :)

      • Marco ha risposto 1 anno, 5 mesi fa

        Punto C dell’accordo
        c) Favorire l’accesso e l’utilizzo del mondo scolastico e dei sistemi dell’istruzione alle tecnologie ed agli strumenti informatici più aggiornati, valorizzando l’impiego di soluzioni IT per fini didattici ed amministrativi, anche in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale. Per il perseguimento di detta finalità, le Parti individuano a titolo esemplificativo le seguenti attività o iniziative:
        – costituzione di un gruppo di lavoro, con il coinvolgimento di Microsoft e di altri eventuali partner della Regione, per uno studio di valutazione sulle opportunità di sviluppo del sistema informatico regionale;
        – promozione di iniziative volte a sviluppare e potenziare l’innovazione didattica con l’ausilio delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei processi di apprendimento;
        – realizzazione di iniziative mirate a trasmettere adeguate conoscenze e abilità nell’uso delle nuove tecnologie a personale amministrativo, docenti e studenti;
        – promozione di programmi o progetti dedicati al settore Education che prevedono favorevoli condizioni per l’acquisto di software per le scuole.

        http://marcosbox.blogspot.com/2010/11/testo-accordo-microsoft-e-regione.html

        Ovvero incentivazione all’uso di programmi Microsoft nel mondo scolastico.

        • Perché significherebbe questo? Non vi è scritto che sarà solo Microsoft a offrire servizi/software/progetti, né che Microsoft possa decidere al posto della Regione Puglia (anzi, l’autonomia è ben sottolineata nella risposta linkata da Francesco). Quindi, a parte tanta fantasia nella lettura, non vi è nulla a livello prettamente pragmatico. Valuteremo poi le scelte di volta in volta, per ora non c’è nulla che faccia presupporre questo.

          • Marco ha risposto 1 anno, 5 mesi fa

            Mi dai per certo che la microsoft fornirà prodotti di terze parti come suite d’ufficio alternative?
            Offrirà anche sconti sui suoi software (e non dirmi che offrirà sconti su openoffice). Non sono l’unico a pensarla così

            http://www.fsugitalia.org/wp/2010/11/microsoft-puglia-il-testo-dellaccordo/

            Leggiti tutto il testo dell’accordo, parla anche dell’impegno della microsoft nel − favorire il coinvolgimento delle piccole e medie imprese ICT, proprie partner, sul territorio regionale.
            Anche qui leggo un’altra cosa a discapito del libero mercato. Microsoft sponsorizzerà aziende locali suoi partner.

            • Mi dai per certo che Microsoft dovrà fornire qualcosa al di fuori del suo parere? Nell’accordo non si parla di nulla di definitivo o di necessario, nulla di imprescindibile. Sarà il governo della regione a dover decidere di volta in volta se accettare le proposte o meno, e tra i vari consulenti è stata garantita la presenza di aziende e sostenitori del software libero. Dopodiché Microsoft si impegna nel sponsorizzare i suoi partner, che c’è di strano? È la regione a sponsorizzare i partner di Microsoft? La regione ha deciso di investire anche solo un centesimo su Microsoft e soci? No, non per quello che io leggo. Ognuno può scrivere ciò che crede, resto scettico sull’allarmismo che non trova alcun riscontro nelle carte: lo scetticismo m’accompagna sia sui pro che sui contro, non credo neanch’io che sicuramente tutto ciò sarà necessariamente positivo (né ho mai sostenuto questo). Semplicemente credo che per responsabilità si dovrebbe denunciare qualcosa solo quando vi sono delle prove e che, dato che al momento non ve ne sono, sarebbe più intelligente limitarsi ad osservare con attenzione (piuttosto che fare rumorose proteste su nulla di concreto).

              • Il fatto è che più che allarmismo c’è pessimismo :) E lo capisco bene visto che c’è chiaramente scritto che Microsoft darà sconti per le scuole,eccetera eccetera. E il mio pessimismo dice che sarà accettato tutto.
                Riguardo alle prove,aspettare e così via,credo che non si dovrebbe aspettare ma piuttosto agire subito e dire a Vendola cosa si pensa. Altrimenti sarà troppo tardi in caso si sia scelto di non puntare sulla libertà.

              • diciamo che viene data la possibilità alle singole scuole, di cosa fare. A livello legislativo la PA non può imporre nei bandi un prodotto particole. Ma in questo caso ammicca dando agevolazione per l’adozione del software libero. Questo è quello che ho capito io.

              • @shishimaru
                Tuttavia, come contrappeso, ci dovrebbero essere degli incentivi pubblici in favore del software libero. Naturalmente, essendo in ambito puramente teorico, credo che sia un bene parlarne e discuterne, ma da qui a dire che Nichi ci ha venduto alla Microsoft e a dare giudizi profondamente aprioristici e visionari credo ci sia una profonda differenza (siano questi pro, contro o neutri non fa differenza). Forse non s’è capito, ma io credo che sia ottimo suggerire, chiedere chiarimenti, dubitare e via discorrendo. Credo sia sbagliato essere sicuri che qualcosa sarà male prima che quel qualcosa prenda forma, poiché è un atteggiamento poco (o per nulla) costruttivo.

                @wolvie1986
                Sarebbe strano il contrario, onestamente: non credo che la legislazione attuale (Costituzione e leggi dello stato per quanto concerne la libertà d’impresa, il libero mercato e la concorrenza) lo permetterebbe. È vero tuttavia che vi sono sentenze che dicono che è possibile favorire il software libero/open source rispetto a soluzioni proprietarie per i vantaggi che comporta, ciò non vuol dire che si può pensare di bandire il software proprietario aprioristicamente.

      • “La scuola ha una missione sociale: insegnare a chi studia a diventare cittadino di una società forte, capace, indipendente, collaborativa e libera. Dovrebbe promuovere l’uso del software libero così come promuove il riciclaggio. Se la scuola insegna l’uso del software libero, gli studenti tenderanno ad usarlo anche dopo aver conseguito il diploma. Ciò aiuterà la società nel suo insieme ad evitare di essere dominata (e imbrogliata) dalle multinazionali. Quel che la scuola dovrebbe evitare di fare è insegnare la dipendenza. Le multinazionali offrono alle scuole dei campioni gratuiti per lo stesso motivo per cui le aziende produttrici di tabacco distribuiscono sigarette gratis: creare dipendenza nei giovani. Una volta cresciuti e diplomati, queste aziende non offriranno più alcuno sconto agli studenti”. (http://www.gnu.org/philosophy/schools.it.html)

        A parte questo, per la questione dei diritti d’autore sono pienamente d’accordo.

    • il solito caro buon vecchio politichese, niente di più.

    • ”Vorrei poter sottoscrivere senza incertezze. E tuttavia temo che ciò nasconda un’idea romantica. I segnali del mercato dicono che anche l’Open Source si propone comunque un modello di business del software. Certo più sostenibile, ma pur sempre come un modello di business.
      L’immagine di un prodotto evoluto e gratuito portato avanti da eserciti di volenterosi supertecnici che lavorano di notte negli scantinati affascina ma non convince del tutto.”

      Ma non vi fanno incazzare come belve queste scemenze? Per me questo conferma che Vendola di open source non ha capito nulla. Così come non capisce niente di innovazione. L’innovazione non la finanzia il governo, ma cresce se ci sono le condizioni sul territorio (conoscenza, imprenditorialità, assolutamente NO finanziamenti pubblici).

      • Il problema e che le persone abituate ai software proprietari tenderanno a scegliere questi. Allora per pareggiare la situazione, da incentivi per fare in modo che il piccolo sforzo di apprendimento(nessuno sforzo a parer mio) sia ricompensato.

      • Skarn ha risposto 1 anno, 5 mesi fa

        Beh, non mi pare che abbia detti niente di così strano in fondo… Ha detto che il poter essere indipendenti dal sistema industriale-capitalista è qualcosa che va al di la anche delle possibilità del movimento del software libero…

        In fondo se tutte le aziende che ci lavorano se ne tirassero fuori, saremmo a piedi.

        E non venite a dirmi che non è vero. Se HP, Google e Oracle decidessero di boicottare Linux saremmo finiti in un battito di ciglia.

        2 progetti che sopra ad ogni altro mantengono una fortissima indipendenza, KDE e il Kernel, vivono comunque grazie al supporto di molte aziende. La cosa migliore che possono fare e porsi nelle condizioni di accettare contributi da tutti, ma non farsi tirare per la giacca da nessuno.

        In fondo il protocollo che ha firmato prevede la costituzione di un cento di ricerca, cofinanziato da uno dei colossi dell’informatica mondiale, in un tempo di massacri dell’università e nel sud dell’Italia.

        Personalmente, da persona che aspira a lavorare nel mondo della ricerca, non mi sento di sputare sui soldi delle grandi aziende, alla fine un centro di ricerca produce innovazione e pubblicazioni.

        L’innovazione nasce anche dai finanziamenti del governo, quando questi sono investiti in ricerca. Ovviamente per avere prodotti innovativi serve che gli enti di ricerca lavorino con le aziende del territorio, e servono tutte le condizioni di cui parla @viandante (conoscenza, imprenditorialità etc…) ma come la crei la conoscenza se non investi in ricerca?

        Davvero ci dev’essere qualcosa che mi sfugge. Come dovrebbe costituirsi un centro di ricerca?
        No ai finanziamenti delle mostruose multinazionali, ma no anche ai finanziamenti pubblici??

        • Skarn ha risposto 1 anno, 5 mesi fa

          Ma guarda te se mi tocca di mettermi a difendere Vendola….

        • Forse è contro la social box rispondere un mese dopo, ma l’argomento mi interessa e ho visto questo commento solo oggi.

          ”L’innovazione nasce anche dai finanziamenti del governo, quando questi sono investiti in ricerca. ”

          Ti assicuro che l’innovazione NON nasce dai finanziamenti del governo. Una prova provata di questo sono i finanziamenti europei al sud, che cosa hanno portato?

          Il governo, o la regione, se vuole fare qualcosa deve creare le condizioni per l’innovazione. E le condizioni, ahimé, si creano liberalizzando e fomentando l’odiato capitalismo.

    • Ha fatto un accordo senza sapere, ne aspettarsi, che gli avrebbero (giustamente) rotto l’anima. E qui cerca di salvarsi la faccia con parole che secondo me non ha scritto lui. Rimane uno dei politici che apprezzo ma qui l’ha fatta fuori. Capita.

    • Per come la vedo io la scuola e la PA non dovrebbe avere alternative alla libertà! Soprattutto nella scuola il software libero ha le sue enormi potenzialità! Possibile che non si capisca un concetto così semplice? Il resto è fuffa!!

      • Skarn ha risposto 1 anno, 5 mesi fa

        Mi pare che lui scriva chiaramente che pur non imponendo scelte obbligate a ciascuna pubblica amministrazione che è comunque giusto che conservi una propria autonomia decisionale, la regione puglia da lui presieduta finanzia con fondi regionali le conversioni al software libero (e solo quelle) delle amministrazioni locali.

        Ti pare poco?

    • Basta lagnarci, lasciamo tutti un commento.
      Io l’ho fatto, con toni pacati gli ho detto che lo stanno prendeno per i fondelli.
      Sono sicuro che Vendolo di it non ne sappia una beata fava, e i soui consiglieri sono stati un po superficiali.

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