1. Laptop: MacBook Pro 5.5 mid-2009, cui ho sostituito disco e RAM (sacrilego!) perché ci stavo stretto, opportunamente benedetto installando Kubuntu prima e Aptosid recentemente. Mantengo una partizione con Mac Os X per alcune applicazioni che devo usare per lavoro, e una partizione “maledetta” con Windows XP, perché è l’unico modo di pilotare della strumentazione scientifica per la quale continuo a ripromettermi di scrivere un software alternativo per gnu/linux.
Mi diverte mostrarlo alla gente che guarda KDE4 e mi dice “ma che bello che è Mac Os X…”.
2. Desktop dell’ufficio: (o meglio, deskdown, visto che sta sotto la scrivania) AMD Athlon 1640B 2.7 Ghz con su Ubuntu liscia, sempre indietro di una release, per evitare seccature da bug “di gioventù”. E’ l’unico computer in ufficio che non ha mai avuto bisogno di manutenzione, ed è il più conteso quando sono assente.
3. Desktop casalingo: Pentium 4 2.6 GHz con 2 GB di RAM con Mandriva 2010, funziona ancora egregiamente, anche se non lo uso più tanto. Ogni week end mi riprometto di “aggiornarlo” mettendoci su una Debian stable. Giuro che la settimana prossima lo faccio!
4. Server(ino) domestico: uno scatolotto prodotto dalla francese linutop con dentro un AMD Geode 500 MHz e con su Debian stable. E’ la macchina indistruttibile con cui faccio il 90% dei miei esperimenti di sviluppo web e di cloud “domestico”, sempre raggiungibile, e che fa volontariato come nodo tor e su altre reti p2p.
5. Smartphone: LG Optimus One con su Gingerbread (ovviamente rootato), sul quale ho provato tutte le ROM che sono riuscito ad usare prima che la gente cominciasse a lamentarsi sistematicamente che non trovava mai il telefono raggiungibile…
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