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Gruppo Pubblico active 3 settimane, 2 giorni fa agoTutte le guide create dagli utenti di pollycoke. Liberamente modificabili e ampliabili grazie a un comodo “Wiki” e rilasciate con licenza libera GNU FDL. Info: http://bit.ly/eXALYa
Installare Linux sul Mac Mini
Premessa
Questa guida è attualmente basata su Ubuntu 10.04 Lucid Lynx e sul Mac Mini “late 2009″ con processore Intel prodotto negli ultimi mesi del 2009 (attualmente l’ultimo aggiornamento disponibile).
Non si riferisce ai vetusti (e inutili) Mac Mini PPC. Può agevolmente essere utilizzata per installare altre distribuzioni ma non garantisco il risultato, così come non lo garantisco in caso di modelli più vecchi di Mac Mini.
La guida è suddivisa in due parti: operazioni da effettuare da MacOSX e installazione vera e propria di Ubuntu. Come vedrete, l’installazione di Ubuntu è davvero molto facile, l’unica pecca è dover installare rEFIt e allungare i tempi di boot con una nuova schermata. Ah, e non tentate nemmeno l’installazione su un disco esterno perché non funziona.
Operazioni preliminari, da Mac OS X
Partizionare il disco “MacIntosh HD” con Bootcamp
Non c’è molto da argomentare su questo punto. Avviate l’assistente BootCamp e create una nuova partizione “per Windows” ;)
Per quanto riguarda le dimensioni, sta a voi. Linux ha notoriamente bisogno di poco spazio ma non c’è motivo di essere eccessivamente tirchi. Subito dopo aver partizionato chiudete BootCamp e dimenticatevi della sua esistenza.
Installare rEFIt
La prima cosa da fare è installare rEFIt, un loader che graficamente è una mazzata sui genitali (ne miglioreremo l’aspetto), ma che svolge onorevolmente il compito di far riconoscere al capriccioso Mac Mini la presenza del CD di installazione di Ubuntu, così come di Ubuntu stesso, una volta installato.
Non c’è molto da scrivere a riguardo: una volta scaricato il pacchetto lo si installa nel disco “MacIntosh HD” e si dedica un sonetto in rima baciata a Steve Jobs. Il sonetto può contenere alcune parolacce.
Preparare un CD di installazione di Ubuntu con Utility Disco
Scaricate l’ultima versione disponibile di Ubuntu, al momento della scrittura di questo testo sta per essere rilasciata la versione 10.04, nome in codice Lucid Lynx.
Sembrerà una idiozia, ma se masterizzate utilizzando un’appicazione di terze parti tipo Burn.app c’è la possibilità che avrete buttato via un CD. Usate dunque Utilità Disco di OSX.
Installazione di Ubuntu
Riavviate il Mac Mini senza dover premere alcuno stupido tasto per forzare alcuna stupida azione eversiva e tra le voci di rEFIt dovrebbe apparire un Tux sorridente, contrassegnato da un piccolo CD in basso a destra. Usate le frecce per selezionarlo e date Invio.
A questo punto inizia una normale installazione di Ubuntu, come quelle che avete sempre fatto di nascosto sui PC dei vostri ex-amici, incuranti delle loro proteste e anche a costo di azzerare loro centinaia di GB di dati. Ovviamente scegliete come destinazione la partizione che avete creato con BootCamp.
Una volta finita l’installazione avviate e se tutto è andato bene potrete accedere al vostro Ubuntu fiammante.
Non tutto è andato bene?
Se al riavvio riscontrate problemi più o meno gravi, quali per esempio impossibilità ad accedere ad una qualsiasi delle opzioni proposte da rEFIt, prima di munirvi di una spatola per aprire il vostro Mac Mini per estrarne l’hard disk e formattarlo (o di lanciarlo dalla finestra, a seconda della pazienza rimastavi) provate a resettare la PMU.
La PMU (Power Management Unit per gli amici) sarebbe un chip deputato alla gestione degli aspetti relativi all’alimentazione della creatura; è alquanto suscettibile agli hacks pesanti, come quello effettuato installando rEFIt. Per resettare la PMU seguire questa procedura.
Riconoscimento hardware
Una volta avviata la nostra Ubuntu nuova di zecca, funziona tutto (o quasi, vedi oltre)! Addirittura se avete una tastiera Apple funzionano i tasti multimediali (play/pausa, volume, ecc), automaticamente.
Per una panoramica con immagini che ritraggono le varie funzionalità in pose compromettenti fate riferimento all’articolo “Ubuntu sul Mac Mini, in scioltezza“.
Audio
L’unico problema di riconoscimento hardware riguarda la scheda audio, come fatto notare anche su Launchpad. La soluzione fortunatamente è molto semplice, basta aggiungere questa riga:
options snd-hda-intel model=mb5
alla fine del file /etc/modprobe.d/alsa-base.conf e riavviare.
Migliorie e ottimizzazioni
Migliorare l’aspetto orrido di rEFIt
Siete ormai soggiogati dalla lucentezza splendente del …grigio e non volete vedere le stupide icone multicolore che rallegrano l’interfaccia di rEFIt? Vi capisco, infatti fanno schifissimo. Per questo ho preparato un paio di icone molto classiche e sicuramente meno pacchiane, e ho modificato alcune stringhe nel file di configurazione, ottenendo più o meno questo:
Molto meglio, no? Tutto quel che vi serve sono le due icone per macosx e linux, da sostituire nella cartella /efi/refit, e qualche modifica al file di configurazione /efi/refit/refit.conf. Io ho usato queste istruzioni:
timeout 5 disable external hidebadges internal hideui banner shell tools funcs
Documentatevi prima di usarle anche voi! Ad ogni modo, vorrei consigliarvi di fare queste (pur piccole) modifiche solo dopo esservi sincerati che rEFIt effettivamente funzioni sul vostro Mac.
Ridurre i tempi d’attesa all’avvio
rEFIt
L’impostazione predefinita di rEFIt, se non selezionate espressamente un sistema operativo, è di attendere fino alla prossima glaciazione (non è vero: 20 secondi, ma è comunque tanto!). Si può impostare rEFIt in modo che dopo cinque secondi avvii automaticamente Linux, modificando il file /efi/refit/refit.conf con queste due istruzioni:
timeout 5 legacyfirst
Leggendo i commenti del file stesso, scopro che l’opzione “legacyfirst” è in realtà un hack e se si hanno più installazioni di altri sistemi operativi diventa un po’ imprevedibile (immagino in base all’ordine di installazione).
GRUB
Una volta (auto)selezionato Linux, c’è comunque da aspettare qualche secondo perché si avvii GRUB, e poi apparirà il consueto menu in cui vi viene chiesto quale sistema operativo avviare, potendo scegliere ancora una volta tra Ubuntu e MacOSX. Non vi dico di disabilitare la schermata, perché potrebbe essere utile in caso di avvuio in “modalità provvisoria” ma di nasconderla modificando il file di configurazione che non si chiama più /boot/grub/menu.lst ma /etc/default/grub. Bisogna impostare “GRUB_TIMEOUT=0″, dopo aver fatto questo serve un:
update-grub
Questo farà sì che d’ora in poi Ubuntu venga avviato automaticamente. Se volete visualizzare il menu potrete premere il tasto Shift all’avvio di GRUB.
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