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marco-persy: 10 mesi, 2 settimane fa
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marco-persy: 10 mesi, 2 settimane fa
bello anche il promo….
magari anche la Rai passa su YouTube (html5 sarebbe il massimo) abbandonando lo zombie Silverlight
magari! qualche programma di Raiscienze c’è nel canale dedicato, ma altri come SuperQuark o Ulisse o le puntate passate de La Storia Siamo Noi sono disponibili sono attraverso percorsi.. non ufficiali :D
L’unico semi-standard per lo streaming in html5 è di Apple, però ormai dovrebbero aver rilasciato la specifica.
Là i problemi sono più di ordine legale che tecnologico. Però in effetti potrebbero sbattersi un po’ per mettere a disposizione i programmi di loro produzione, magari dietro un sistema di login fornito quando paghi il canone.
(In realtà secondo me la RAI dovrebbe offrire un servizio base senza canone, e poi fare pagare i servizi aggiuntivi tipo l’HD, il PVR e lo streaming on-demand via internet.)
Basterebbe impostare su youtube solo per gli IP Italiani e si avrebbe un sistema equivalente a quello attualmente in uso.
Quindi se vado in vacanza perdo il diritto di vedere la RAI anche se pago il canone?
attualmente si che io sappia
Una volta che fanno il passo di passare ad html5 possono anche rimuovere questa limitazione, o no?
O potrebbero smettere di chiedere il canone
Se un inglese va in vacanza non può vedere la BBC. Lo so che è una brutta limitazione, ma è l’unico modo per rendere fruibile alla maggior parte del pubblico il materiale da pubblicare.
http://www.bbc.co.uk/iplayer/tv/bbc_one_london/watchlive
magari, ma ne dubito
Finalmente!
Considerato che è roba realizzata con soldi pubblici (non solo il canone, eh!), dovrebbe essere disponibile a tutti i cittadini, indistintamente, e nel modo più semplice ed immediato possibile.
Tra l’altro, per moltissimo materiale di importanza storica probabilmente ci saranno anche i diritti d’autore in scadenza, quindi la pubblicazione attraverso i mezzi più semplici ed immediati sarebbe doverosa.
Secondo me si sbaglia ad equiparare il canone RAI a un abbonamento a una qualsiasi televisione privata: dovrebbe essere considerata un bene pubblico come lo sono le piazze e le strade (non è che non ti facciamo entrare in piazza se non sei cittadino o non paghi le tasse…).
OK, quella è architettura e questa è informazione, ma non per questo dovremmo fare differenze, imho.