Will it Blend edizione iPhone 4 …con storyline :D
felipe, 26 giugno 2010 @ 12:00 - 14 commenti »
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felipe, 26 giugno 2010 @ 12:00 - 14 commenti »
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felipe, 26 giugno 2010 @ 11:36 - 7 commenti »
Scrive Gerlos in SocialBox: “Felipe, ma ti sei perso il recente progetto di Frank Karlitschek (quello di opendesktop.org), di realizzare un servizio Cloud totalmente (server side e client side) libero?
“Di ownCloud si parlato a gennaio al Camp KDE, la notizia era rimbalzata su dot KDE e l’ambizioso progetto era partito, a seguito di questo annuncio . Le ambizioni erano grandi: creare un servizio analogo a Dropbox o Ubuntu One, agnostico nei confronti dell’ambiente grafico (c’è stata qualche reazione anche dal mondo Gnome), accessibile anche da Windows e Mac Os X, con alcune feature specifiche, e, perché no, integrato con socialdesktop.org. Oggi dopo appena 5 mesi è stata rilasciata la prima versione e si pensa che la parte client per KDE possa essere pronta per la prossima release di KDE.”
Beh accidenti sì, me lo ero perso: a gennaio ero “in tutt’altre faccende affaccendato” (cit) ma mi sembra un progetto davvero meritevole, interessante anche per riscattare la cattiva nomina che ormai ha tutto ciò che è cloud (cfr “Mickos: il Cloud Computing non ucciderà l’Open Source“). Credo che lo seguirò!
felipe, 25 giugno 2010 @ 15:14 - 79 commenti »
felipe, 24 giugno 2010 @ 19:05 - 101 commenti »
Si dice spesso che quel che manca a Linux è l’attenzione a tanti piccoli dettagli, che sarà certamente un’operazione noiosa ma è quella che da sempre contribuisce a distinguere un prodotto professionale da uno ludico e dilettantesco. Quel che di recente abbiamo definito ultimo chilometro nell’articolo “Jos Poortvliet scatenato su KDE. Piace e inquieta“.
Oggi in realtà non voglio parlarvi propriamente di tutto l’ecosistema Linux ma più in particolare di GNOME e ancora più in particolare dello GNOME distribuito da Ubuntu: ricomincia la caccia alle cento imperfezioni nella faccia più popolare di Linux con il fortunato progetto hundred papercuts edizione Maverick, ossia quella che porterà alla prossima versione di Ubuntu attesa per questo autunno. Grazie Nedanfor per la segnalazione in SocialBox.
Beh, 100 dettagli sono tanti dettagli! Vediamo un po’ insieme di mettere in evidenza quelli che promettono di migliorare maggiormente la nostra esperienza…
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felipe, 22 giugno 2010 @ 19:50 - 61 commenti »
Con una mossa un po’ a sopresa e un po’ no, che in molti attendevamo da anni, Skype ha deciso di dare un segnale di apertura rilasciando SkypeKit SDK, con relativo codec audio royalty-free (fonte). Segnala matteom in SocialBox (grazie!)
Si tratta di un software development kit che stando a loro è molto simile a quel che usano internamente. In ogni caso è un passo in avanti rispetto alle API finora unico strumento disponibile a chi voleva sviluppare applicazioni basate sul protocollo di Skype. SkypeKit SDK dovrebbe permettere agli sviluppatori di superare le limitazioni che ad esempio fino ad ora obbligavano a tenere la finestra di Skype aperta per poterne usare il protocollo.
Riporto la simpatica lettura di turycell, secondo cui Skype vorrebbe così “uccidere FaceTime mentre è ancora in fasce“, ma a parte la (presunta? improbabile?) competizione con Apple, fa piacere sapere che la prima piattaforma ad essere supportata sarà proprio GNU/Linux! :)
felipe, 22 giugno 2010 @ 11:49 - 51 commenti »
L’imminente uscita di iPhone 4, un ottimo dispositivo ma non poi particolarmente rivoluzionario, e l’aggiornamento ad iOS 4 (ex iPhone OS), hanno significato una facile conclusione: approfittare del calo dei prezzi sul vecchio modello, prendere un iPhone 3G S e aggiornarlo ad iOS 4.
Devono aver raggiunto questa stessa conclusione davvero in molti, almeno a giudicare dalla quantità di lamentele che mi sta aggredendo in queste ore. L’aggiornamento ad iOS 4 è stato liberato da Apple nella serata di ieri e già molti possessori di iPhone 3G S si sono lanciati fiduciosi nell’aggiornamento.
Forse un po’ troppo fiduciosi: la tanto decantata affidabilità degli aggiornamenti di Apple stavolta ha fatto cilecca: telefoni improvvisamente lenti, applicazioni che funzionano male o che non funzionano affatto, fotografie visualizzate male, perdita di dati (fate un backup prima!), perdita di funzionalità… fino ad alcuni casi in cui l’iPhone continua a riavviarsi. Aggiornamento: ovviamente ci sono anche esperienze di successo o solo problemi di lieve entità, come puntualizzato da alcuni tra i commenti (grazie!)
Il consiglio agli amici possessori di iPhone è di non aggiornare e aspettare che Apple corregga i bug dell’aggiornamento di iOS 4.
felipe, 21 giugno 2010 @ 19:16 - 18 commenti »
A proposito di ridisegnare Nautilus, non c’entra nulla ma Seif Lofty ha pubblicato un interessante video dell’appena nato Sezen, un prototipo che appunto non c’entra nulla con Nautilus:
Sezen è un progetto che nelle intenzioni degli autori non c’entra nulla con Nautilus ed è solo un semplice strumento di ricerca ispirato alle linee guida estetiche di Unity e della GNOME Shell e ovviamente con supporto a Zeitgeist.
Insomma Nautilus non c’entra nulla… ma questo l’ho già scritto :D
felipe, 21 giugno 2010 @ 13:15 - 35 commenti »
La prima cosa che faccio ogni volta che mi connetto all’interweb è dare un’occhiata alla SocialBox (abbonatevi al feed RSS: è gratis!) per vedere che novità ci sono.
Anche oggi, dopo aver compiuto due o tre operazioni compulsivo-scaramantiche (Twitter, FriendFeed, Facebook, Posta, Posta, Posta ecc), ho controllato la SocialBox e ho trovato due interessanti segnalazioni di altrettanti differenti tentativi di ridisegnare Nautilus…
Vale la pena scorrere le idee principali di entrambi, ma soprattutto voglio regalarvi le mie prime impressioni, che poi sono sempre quelle giuste ^^
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felipe, 18 giugno 2010 @ 13:16 - 54 commenti »
NetworkWorld riporta alcuni pensieri di Marten Mickos, ex-CEO del famoso database open source MySQL, a proposito di cloud computing e del suo problematico rapporto con l’open source.
L’argomento potrebbe suscitare un “Ma chi se ne frega. Non vedo nuvole. Andiamo al mare.“, visto che non sempre siamo attenti alle implicazioni insite nel demandare sempre più dati alla invadente nuvoletta che ci sovrasta inesorabile. La questione però è spinosa perché noi tutti lasciamo “in giro” con crescente fiducia (spesso molto mal riposta) la gestione dei nostri dati più o meno sensibili e ad esempio ci avvantaggiamo con disinvoltura della comodità delle Google Apps. Ciò nonostante la scomunica di Richard “ego te scomunico” Stallman, che punta il dito sul fatto che molto di quel che usiamo nel cloud sia codice chiuso.
Marten (ti posso chiamare così?) ribalta tutto ciò e dice che il cloud computing potrebbe essere una risorsa per l’open source con un semplicistico “basta che l’open source entri nel cloud computing”. Ah beh, chi l’avrebbe detto che bastava così poco… Ad ogni modo, ho paura a chiedermi quanti di voi seguano le indicazioni di Stallman sulla questione. Immagino ben pochi!
felipe, 17 giugno 2010 @ 17:00 - 67 commenti »
Di recente ho immolato un vecchio portatile all’altare della conoscenza e del gaudio retro-geek. Adesso sto realizzando che probabilmente dopo lo stress a cui l’ho sottoposto non ne farò più molto (resisteva con l’anima aggrappata ad un fdisk) ma ne è valsa la pena!
Dopo tanto tempo – ci avevo sperato con ZetaOS, ma non se ne fece nulla – avevo messo da parte la mia curiosità nei confronti di cloni di BeOS. Poi ho finalmente trovato una versione di Haiku, la R1 Alpha 2, che è stata in grado di installarsi, avviarsi e regalarmi un po’ della magia di quel sistema operativo glorioso che rivive grazie ad un progetto interamente open source. Vi regalo qualche passaggio dell’installazione, schermate del sistema installato e alcune considerazioni sul suo fascino.
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