Di partite e dipartite.

felipe, 7 ottobre 2011 @ 19:06 - 113 commenti »

Non sono mai stato un cultore di personalità altrui, ma mi ha parecchio colpito l’emozione di molti, me stesso compreso, alla notizia della scomparsa di Steve Jobs. Non si può dire che l’uomo fosse un benefattore: era solo un imprenditore visionario e carismatico dal successo planetario, ma non c’è dubbio che resterà una personalità immortale.

Chi non si è intenerito nemmeno un po’ è Richard Stallman, altro grande guru visionario, colui che ha scritto la licenza GPL, teorizzato GNU, creato il software libero che ha reso possibile utilizzare Linux (mio articolo)… ma che da anni ormai è semplicemente conosciuto come “quel genio”, “quel santo” o “quel coglione”, a seconda di chi ne parla1. Le parole di Richard Stallman su Steve Jobs in occasione della sua scomparsa sono infatti state: “[...] non sono contento che sia morto, ma sono contento che se ne sia andato [...]” e poi altro riguardante la sua maligna influenza.

Stallman ha sempre fatto dichiarazioni fortemente politicizzate, estremiste per molti versi. Non mi sorprende che abbia avuto parole così dure e che abbia raccolto sia sonore indignazioni che consensi partigiani. Dopo tutto è la sua missione e il suo modo per ricordarci che in questa partita esiste un altro modo di giocare. Certo, se penso al netto di mancanza di tatto, cadute di stile, sragionamenti ed estremismi vari, non posso che dare ragione ai meriti di Stallman, ma personalmente avrei preferito che il campione della causa del software libero somigliasse più a Mahatma Gandhi che a Jeff Albertson.

Ho una teoria che mi conforta da sempre, secondo cui gli estremi servono a darci la misura del buon senso.

Steve Jobs vs Bill Gates (…vs?)

felipe, 20 maggio 2010 @ 10:55 - 37 commenti »

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E comunque… non prendetemi alla lettera!

felipe, 25 gennaio 2009 @ 21:08 - 29 commenti »

lei: Che hai? Ti osservo…
io: Niente, mi passi il sale? È dietro di te
lei: Certo, eccotelo
io: E comunque…
lei:
io:
lei: E comunque cosa?
io: No, niente.
lei: Dai dimmi -.-
io: …ma niente, «comunque» e basta :D

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